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Coinvolgere, sperimentare, semplificare, travolgere. Come i social aiutano la fruizione culturale

Una grande manifestazione musicale restituita attraverso lo storytelling degli spettatori ha dato vita a un inedito esperimento di gestione partecipata della comunicazione. Questa l’esperienza degli “Ambasciatori social” realizzata nel luglio scorso dall’Auditorium Parco della Musica di Roma, prima istituzione culturale a lanciare un canale social partecipativo su Instagram.

Foto di Auditorium Parco della Musica

Coinvolgere, sperimentare, semplificare, infine travolgere. In fondo basta “poco” per elaborare e portare avanti una strategia di comunicazione culturale. Basterebbero questi quattro verbi per rendere i luoghi di cultura più vicini alla gente, più aperti e fruibili, più facilmente rintracciabili. Sì, perché il vero problema di un utente medio, parlando di Roma la città per cui lavoro, è la dispersione e frammentarietà in cui si ritrova navigando il web. La miriade di eventi e, fortunatamente, la vasta offerta della città non ricadono su un’unica piattaforma lasciando l’utente senza un riferimento e a perdersi negli oltre 200 siti web culturali, pagine social etc.

Con lo staff di comunicazione della Fondazione Musica per Roma-Auditorium Parco della Musica negli ultimi due anni e sotto la spinta innovatrice del nuovo Amministratore delegato Josè R. Dosal, abbiamo cercato di lavorare per migliorare la connessione tra utente e Auditorium semplificando le informazioni rispetto all’offerta multidisciplinare: concerti, festival, rassegne, lezioni di storia, arte, danza, jazz, rock.

Potenziare a livello comunicativo questa “fabbrica della cultura”, come l’ha definita lo stesso Renzo Piano, che ogni anno produce e realizza circa 600 eventi, coinvolgendo circa 500mila spettatori, è decisamente un nostro dovere. I social da questo punto di vista hanno giocato un ruolo fondamentale. Ci hanno aiutato a capire meglio chi sono i nostri utenti e a definire gli obiettivi: storytelling degli eventi, racconto costante del luogo, coinvolgimento di tutti gli strumenti di comunicazione in essere in Auditorium (Art director, web tv, ufficio stampa), valorizzazione di tutta la produzione di altissimo livello. Infine “giocare” il ruolo più importante: coinvolgere le persone.

Proprio per questo, in occasione della 15ima edizione di “Luglio Suona Bene”, la kermesse estiva che nell’arco di un mese e mezzo porta in Auditorium 40 concerti di grandi artisti nazionali e internazionali, abbiamo lanciato su Instagram il primo canale partecipativo di un’istituzione culturale .

Per la prima volta oltre 80 ragazzi romani, selezionati dalle pagine ufficiali Facebook, Twitter e Instagram di Auditorium Parco della Musica, hanno avuto l’opportunità di raccontare e vivere i concerti e il backstage, dando vita al primo esperimento di gestione partecipata della comunicazione .

Come abbiamo lavorato? Invitando i nostri utenti ad iscriversi attraverso un google form. Abbiamo voluto creare un gruppo affiatato di amanti della buona musica e dei concerti dal vivo per raccontare sotto un nuovo punto di vista, quello dello spettatore, i concerti di "Luglio Suona Bene". Chi ha partecipato al progetto ha avuto a disposizione un nostro pass per seguire da vicino l’evento per cui era stato selezionato - dal backstage dei concerti al soundcheck degli artisti, al lavoro quotidiano dello staff di comunicazione – avendo a volte anche la possibilità di incontrare direttamente gli artisti. Abbiamo concluso “Luglio Suona Bene” con il racconto partecipativo di 28 concerti con un totale di 586 post che hanno raccolto in tutto 25.589 like.

L’esperienza innovativa degli Ambasciatori social per “Luglio Suona Bene” è stato il punto di partenza per un racconto dei nostri spazi che viene direttamente dallo spettatore, senza filtri e in piena libertà. Poiché sono gli spettatori che fruiscono i nostri eventi e vivono i nostri spazi, lasciare in mano a loro lo storytelling di questo luogo è stato fondamentale per farci conoscere sempre più in città, per attrarre nuovo pubblico. Quest’esperienza, così positiva sotto tutti i punti di vista e sebbene molto faticosa nella gestione, verrà replicata per tutti i nostri festival, coinvolgendo di volta in volta nuove persone specializzate e appassionate alla tematica specifica dei singoli eventi in calendario qui in Auditorium.

Questa esperienza è stata portata al Tavolo di lavoro “ Per una PA social ma anche partecipata ” organizzato da FPA in collaborazione con l’Associazione PA social in occasione di ICity Lab 2017