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Legge 56/14 e riforma della governance locale in una prospettiva di sviluppo delle economie territoriali

Una riforma non è buona in sé, ma è buona solo se porta buoni frutti. I frutti che ci aspettiamo dalla Legge di riordino del Governo locale (Legge 56/14) sono sviluppo, benessere, lavoro, coesione sociale. La maggiore efficienza (risparmi) non è un obiettivo in sé, ma una precondizione per creare nuove opportunità. In  questo senso la riforma della governance locale trova il suo senso solo se promuove un’innovazione tesa all’incremento del benessere equo e sostenibile dei territori. Ma una riforma complessa e potenzialmente conflittuale come quella intrapresa deve essere sostenuta, accompagnata, monitorata nei suoi output e nei sui outcome.

La riforma deve essere poi utilizzata anche per infrastrutturare l’innovazione attraverso piattaforme tecnologiche comuni e processi organizzativi omogenei, soprattutto nel segmento più innovativo che è quello del governo delle aree vaste (ex province) e delle diverse associazioni di comuni (consorzi, unioni, fusioni, contratti di servizio, ecc.).

Partendo da queste premesse il convegno farà il punto, assieme ai protagonisti della riforma, sul percorso intrapreso e sull'obiettivo di produrre sviluppo.