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Cambiare modello: le proposte di Stati Generali dell’Innovazione per l’Agenda Digitale

Il video del key note è disponibile su www.innovatv.it a questo link

Come costruire l’open government dal basso: l’esperienza di my Society

MySociety è l’organizzazione no profit britannica che dal 2003 lavora sull’empowerment dei cittadini attraverso le tecnologie e gestisce i principali siti britannici dedicati alla trasparenza, alla partecipazione e all’attivismo civico: TheyWorkForYou, WhatDoTheyKnow, FixMyStreet e FixMyTransport.

Tom Steinberg, fondatore e attuale direttore di MySociety, ci racconta questa esperienza e ci spiega l’obiettivo del suo lavoro: trovare sempre nuovi modi, format e soluzioni per cui i siti web di mySociety siano utili nella maggior misura possibile alle persone che ne hanno bisogno; contribuire a costruire una reale partecipazione politica; accompagnare e incoraggiare gruppi di altri paesi a sviluppare le proprie versioni.

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La strategia per l’e-gov

Come le tecnologie possono migliorare l’azione di governo e, soprattutto, l’interazione tra cittadini e governo? E cosa è previsto all’interno dell’Agenda digitale per incentivare lo sviluppo dell’economia digitale? Questo il focus dell’intervento di Carlo Maria Medaglia.

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La strategia per l’e-gov nell’ambito dell’Agenda Digitale: le politiche del MIUR

Open Government: la realtà dietro il mito

Il video del keynote per espressa richiesta del relatore non è disponibile on line. Per informazioni scrivere a clelia.gallo@gartner.com

Open Data e controllo civico: l’iniziativa Open Municipio

Finanziare l’innovazione. Come creare start up di successo

Open data e Open government: dalle parole ai fatti

Amministrare 2.0

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La statistica oggi: a che serve e a chi?

Idee non convenzionali sulla città intelligente, ovvero: dietro a ogni frigorifero ci sta un uomo

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Il ruolo delle donne nella PA

Una risorsa interna alla PA non ancora adeguatamente utilizzata è rappresentata dalle donne, che sono ormai  il 44,3 del totale dei dipendenti pubblici. Se è stata raggiunta, e spesso anche superata, la soglia di parità uomo/donna quando la selezione è solo meritocratica (pubblico concorso), una forte disparità è invece ancora presente nelle posizioni apicali delle PA, laddove il criterio di selezione è la cooptazione slegata da un confronto meritocratico tra i candidati. Una realtà che vede le donne fortemente presenti nei gradi iniziali della pubblica amministrazione, ma ancora in prevalenza assenti nei gradi apicali, viola sia il principio di eguaglianza che quello di efficienza, sia i principi costituzionali di imparzialità che di buon andamento.

Per migliorare  le performance del pubblico impiego occorrerebbe un cambiamento della cultura organizzativa, che elimini ogni forma di discriminazione implicita a svantaggio delle donne, e il rafforzamento delle  politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; questione, questa,  che interessa tutti, uomini e donne.

I problemi che incontrano le donne nel pubblico impiego privatizzato non sono dissimili da quelli che si riscontrano in altre carriere pubbliche. Per questo su iniziativa dell’AGDP (associazione classi dirigenti pubbliche)  è stata promossa la costituzione della Rete Armida (www.rete-armida.it), della quale fanno parte donne di  alta professionalità operanti nella pubblica amministrazione, (dirigenti, magistrate, diplomatiche, funzionarie della Banca d’Italia e di authorities, docenti universitarie),  che sta sviluppando ricerche e iniziative sul tema delle quote di genere, della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e del rafforzamento delle competenze delle donne della pubblica amministrazione.