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Cloud Computing per la PA
Roberto Masiero accenna ad alcune nozioni di base sul Cloud Computing, delineando i benefici della sua introduzione nei sistemi di gestione della PA. Il Cloud, nelle parole di Masiero, si profila come un cambiamento di paradigma che offre risparmi economici, favorisce il processo di omogeneizzazione e consolidamento, consente di aumentare e ridurre quasi istantaneamente la capacità elaborativa disponibile, di dare risposte ai bisogni improvvisi degli Enti e di beneficiare delle innovazioni introdotte nel settore privato.
Pubblica Amministrazione che si trasforma: Cloud Computing, Federalismo, Interoperabilità.
Le amministrazioni dal punto di vista delle dimensioni e delle possibilità di progettare e gestire sistemi informativi complessi, non sono tutte uguali; se però le consideriamo dal punto di vista degli adempimenti previsti dal CAD, o dalla normativa sulla tutela dei dati personali, hanno tutte senza distinzioni gli stessi obblighi giuridici: da questa considerazione parte Osnaghi per affermare che lo Stato dovrebbe offrire soluzioni e creare le condizioni perché siano resi disponibili alle amministrazioni servizi standard certificati, e questo si potrebbe fare proprio utilizzando la tecnologia e i servizi offerti dal Cloud Computing. Nel suo intervento Osnaghi analizza dettagliatamente le opportunità e le criticità dell’applicazione del Community Cloud nelle PPAA.
Tecnologie digitali per l’efficienza ed efficacia della PA: la visione del DIT
Sensibile riduzione dei costi, effetto di agglomerazione che riduce il sovradimensionamento delle capacità di calcolo a disposizione, ed effetto di omogeneizzazione in vista di una maggiore interoperabilità: questi i tre benefici irrinunciabili dell’introduzione del Cloud Computing nella PA secondo il Capo Dipartimento Renzo Turatto. Privacy, sicurezza del dato, effetto lock-in e minacce oligopolistiche del mercato, le principali criticità. Il processo è già in atto, sottolinea Turatto: alla PA la sfida di passare da routine di gestione diretta del dato a routine che richiedono da un lato una conoscenza tecnico-giuridica e dall’altro una grande capacità di gestione dei rapporti con il mercato.
Cloud Computing, Sicurezza e Privacy
Pizzetti sottolinea come non si debba essere spaventati dal Cloud, che rappresenta il futuro e al quale sarebbe da irresponsabili opporre resistenze perché i costi del trattamento dei dati sono altrimenti destinati a diventare proibitivi. Dal punto di vista della tutela dei dati, vanno quindi affrontate da subito le priorità: ricerca di meccanismi di centralizzazione delle tecnologie, diffusione e governance della banda larga, conoscibilità dell’allocazione dei server, garanzia di interoperabilità, trasportabilità delle tecnologie e duplicazione degli archivi. Una serie di punti che vanno affrontati sia in sede nazionale – tramite decisori di sistema consapevoli e capaci di affrontare con senso di responsabilità il dialogo con le imprese fornitrici – che in sede internazionale.