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Un ripensamento della catena del valore

Marco Pierani interviene al convegno sul percorso dell’Agenda Digitale italiana sottolineando che se il Paese vuole abbracciate il futuro la nostra amministrazione deve dare un taglio drastico alla catena del valore esistente. Ogni riforma che ambisca a traghettare il Paese verso il futuro non può che prendere in considerazione una catena del valore diversa da quelle imperanti nel passato.

Un piattaforma comune per l’innovazione

Marco Calvo presenta gli Stati Generali dell’Innovazione, l’incontro che si terrà il 25 e 26 novembre 2011. La rete ci offre possibilità che spesso non sappiamo cogliere perché non ne abbiamo consapevolezza. Innovare non vuol dire velocizzare servizi vecchi, ma pensare servizi nuovi. La soluzione potrebbe essere, allora, prendere gli strumenti che già funzionano e adattarli alle esigenze della pubblica amministrazione. Gli Stati Generali hanno proprio l’ambizione di produrre una discussione proficua su quali potrebbero essere gli strumenti che già funzionano bene e che potrebbero essere adottati dalle amministrazioni pubbliche.

Innovazione nel Bilancio dello Stato

La proposta per l’Agenda Digitale di Carlo Alberto Carnevale Maffè è l’introduzione nel documento economico programmatico di una sezione dedicata all’innovazione ed offra un quadro stabile agli investimenti privati complementari. In questo modo si darebbe copro alle molte iniziative scollegate (seppur meritevoli) messe in atti di vari ministeri. Elemento portante di questa proposta è lo switch off dei servizi pubblici, con l’obbligo di giustificare l’erogazione di un eventuale servizio analogico. Una norma di tal genere produrrebbe degli effetti benefici anche sul rating internazionale sul debito dell’Italia. La digitalizzazione potrebbe diventare un obbligo, dunque, per necessità finanziarie.

La sicurezza come bisogno primario per lo sviluppo

Switch off servizi pubblici in comuni non Digital Divide

La proposta di Attilio Romita per l’Agenda Digitale tocca il tema dell’e-Government e dei servizi on line. In particolare Romita propone lo switch off dei servizi pubblici come soluzione pratica per eliminare il digital divide sia infrastrutturale che culturale. Per fare ciò sono necessarie regole e vincoli tassativi per le amministrazione, soluzioni tecnologiche che vengano in ausilio di chi non possiede un computer e iniziative di formazione per abbattere il divario digitale culturale.

Riconoscere il valore dell’economia digitale

Nel suo intervento Marco Camisani Calzolari illustra come dietro il mondo digitale ci sia un sostrato assolutamente concreto: solo in Italia ogni mese 25 milioni di persone navigano su internet e nel 2010 nel nostro Paese l’internet economy valeva il 2% del PIL, quanto l’agricolutura, (31 miliardi diretti e 17 miliardi di indotto), ma si prevede che nel 2015 raggiungerà 77 miliardi di euro. Ciononostante in Italia metà della popolazione conosce il digitale solo attraverso i media tradizionali, in maniera approssimata e preoccupata. Si tratta allora di riconoscere il valore dell’economia digitale attraverso un nuovo modo di pensare e organizzare la governance del digitale. Per Camisani Calzolari è necessario creare un soggetto che si occupi univocamente di favorire l’economia digitale o che almeno consenta una forma di coordinamento univoco utile a integrare le azioni svolte dai soggetti esistenti. A tal fine si potrebbe iniziare con l’attuare una nuova ripartizione delle deleghe, identificando il soggetto migliore in grado di costituire il punto di riferimento istituzionale dell’economia digitale.

Intervento al convegno EG.02 “Il percorso della Digital Agenda Italia”

Fiducia e sicurezza: rettifiche in situ

Stefano Quintarelli presenta la propria proposta per l’Agenda Digitale che affronta il tema della diffamazione on line. Le tecnologie della rete tendono, infatti, a privilegiare le notizie diffamanti (sono quelle che hanno maggiore eco) rispetto alle rettifiche. La proposta è quella di rendere obbligatoria la rettifica in situ, ovvero rettificare una notizia falsa non producendo un’altra news, ma andando a modificare quella stessa pagina che conteneva la prima notizia falsa. Un piccolo cambiamento che non avrebbe costi, ma che tutelerebbe i diritti delle persone diffamate.

Le risposte alle proposte per l’Agenda Digitale italiana

Renzo Turatto a conclusione dell’incontro dedicato al percorso dell’Agenda Digitale italiana, presenta lo scenario in cui si sta muovendo l’Europa. La Commissione Europea ha pensato l’Agenda Digitale come uno strumento per impostare la propria attività, proponendosi di affrontare il tema del digitale non più dal punto di vista dell’offerta (incentivo allo sviluppo dell’ICT), ma soprattutto da quello della domanda lavorando su tre macro aree: regolazione, sviluppo del mercato, pervasività. Subito dopo Turatto analizza le proposte presentate nella giornata di lavoro commentandole singolarmente ed analizzandole dal punto di vista della fattibilità e dell’efficacia.

Nella secondo Intervento Turatto risponde alla domanda del moderatore su come le strutture del Ministero stanno pensando di affrontare le resistenze all’innovazione da parte delle strutture pubbliche. Le maggiori resistenze non vengono dall’interno, ma dalle lobby di potere esterne.

La Larga Banda della Pubblica Amministrazione

Alex Curti presenta la proposta per l’Agenda Digitale del Movimento Cinque Stelle inerente la banda larga. La pa per Curti non deve essere un consumatore di servizi digitali, ma un produttore, spostando le risorse econome dalla spesa corrente (canone per l’acquisizione di servizi di connettività) al conto capitale (infrastruttura di proprietà dell’amministrazione). In questo modo internet diverrebbe un bene comune. Una proposta che poggia sull’esperienza concreta della Provincia di Milano che Curti descrive nel dettaglio. Ovviamente l’amministrazione non dovrebbe sostituirsi agli operatori, ma potrebbe offrire un servizio agli operatori stessi per quanto riguarda il mercato residenziale, avendo a disposizione connessione gratuita per le proprie strutture.

Una breve introduzione sull’Agenda Digitale Europea

Raffaele Barberio introduce l’incontro dedicato al percorso della Digital Agenda Italia presentando FORUM PA come agente facilitatore dell’incontro e confronto tra le differenti energie vitali presenti nel nostro Paese. L’Agenda Digitale Europea nasce per un motivo molto semplice: uscire dalla crisi che sta attraversando l’Europa, e portare da qui al 2020 nuovi valori al nostro continente, contribuendo a creare un mercato unico nell’ambito delle nuove tecnologie. Durante la mattinata di lavoro allo stesso tavolo siederanno rappresentanti di gruppi di interesse, associazioni e movimenti attivi per la promozione dell’innovazione nel Paese e policy maker. Ogni intervento avrà l’obiettivo di formulare una piccola, ma comcreta proposta.

Il percorso della Digital Agenda Italia

 

L’incontro ha la finalità di approfondire i temi principali legati allo sviluppo dell’innovazione in Italia creando un’occasione di lavoro comune tra i rappresentanti delle istituzioni e quelli dei diversi gruppi di interesse che si sono formati in Italia negli ultimi mesi sui temi dell’innovazione. Istanze sociali e politiche istituzionali troveranno quindi un momento di sintesi con l’obiettivo condiviso di contribuire, ognuno nell’ambito del proprio ruolo,  alla definizione di uno scenario auspicabile per la diffusione dell’innovazione del nostro Paese.