System Page
Freelancer e nuove forme di lavoro nell’economia collaborativa
I freelancer sono 9 milioni in Europa. Sono il gruppo in più rapida crescita nel mercato del lavoro. Sono giornalisti, designer, specialisti dell’ICT, consulenti.e non solo. Sono al centro dei nuovi modelli economici e sociali e aprono importanti spazi di innvoazione nel emrcato del lavoro e nei processi produttivi. Con il suo keynoteJoel Dullroy, della Freelancers Europe, apre la discussione dedicata al tema "Rivoluzionare l'organizzazione in chiave collaborativa".
Amsterdam Sharing City Model
Far indossare una veste nuova alle città, la veste della sharing economy, è possibile? Ad Amsterdam tutto ciò sta già accadendo. Il progetto Amsterdam Sharing City, presentato nel keynote di Pieter van der Glind, co-fondatore di ShareNL insieme a Harmen van Sprang, si appresta a fare della capitale olandese il primo modello europeo di sharing city. Un modello riproducibile, da realizzarsi entro l’estate.
Il primo passo è stato creare una visione comune di sharing economy a servizio della città: una tappa essenziale per definire un unico ombrello sotto il quale far operare tutti gli stakeholders. Naturalmente si è lavorato per sensibilizzare, far conoscere e raccogliere feedback da tutti gli attori coinvolti sul tema. E i cittadini di Amsterdam, che sono in assoluto gli attori più importanti, hanno fortemente dimostrato di voler accogliere questo nuovo modello.
Pieter e Harmen sono convinti che la sharing economy rappresenti un driver imperdibile nel cammino verso città più sostenibili, resilienti e ricche di capitale sociale. A breve potremo sapere di più sull’evoluzione e i frutti che il progetto di Amsterdam sta maturando.
Twist and Share. La PA alla svolta dell’economia collaborativa
Tutto il mondo sta riscoprendo il paradigma della condivisione. Si tratta di un vero e proprio movimento globale, reti di reti che si intersecano modificando l’intera filiera di creazione del valore, superando la dicotomia pubblico – privato. Dall’accesso alle risorse, alla produzione, dal consumo fino all’ideazione e alla progettazione di prodotti e servizi, ogni fase del processo è sempre più connotata da pratiche e sviluppi di natura collaborativa. E la PA? Come sempre, che lo voglia o meno, è un interlocutore dei soggetti attivi dell’economia collaborativa. Ma può fare di più. La PA può entrare nel movimento e prendere appieno il suo ruolo: governare e accelerare la diffusione di impatti positivi per le comunità.
Cosa sceglierà? Su twitter: #SharePA
Visual Storytelling a cura di Marco Serra – OpenHub