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I progetti europei open data a cui partecipa Regione Piemonte

Le esperienze europee sul tema degli Open data che vedono coinvolti Regione Piemonte e CSI Piemonte: dal progetto HOMER (Harmonising Open Data in the Mediterranean through better Access and Reuse of Public Sector Information) il cui obiettivo è sviluppare una strategia congiunta per armonizzare, liberare e federare il patrimonio digitale delle amministrazioni nazionali, regionali e locali nel Mediterraneo, al progetto OPENDAI (Opening Data Architectures and Infrastructures of European Public Administrations) volto a  sperimentare una nuova architettura in cui i silos informativi di dominio della PA vengono aperti mediante un infrastruttura tecnologica, scalabile in ottica cloud, volta agli Open Services,  fino al progetto LAPSI (Legal Aspect on PSI) che riguarda gli aspetti normativi sull’uso dei dati pubblici, (Nota: la menzione a EVPSI è legata alla stretta interazione con la rete LAPSI, anche nell’ottica del trasferimento dei risultati della ricerca svolta in EVPSI).  Ai partecipanti verrà distribuita una copia del vademecum Linee Guida Siti Web – Open Data.

Open Data. Evoluzione dell’esperienza piemontese

Il workshop ha illustrato stato dell’arte e scenari evolutivi della piattaforma tecnologica dati.piemonte.it, framework normativo, organizzativo e tecnologico e i business models che derivano dal riuso degli open data. dati piemonte è un “progetto in beta permanente” a significare il continuo movimento che lo caratterizza: l’evoluzione dell’asset normativo che ha portato alla Legge Regionale sugli open data, le funzionalità della piattaforma in termini di catalogo multi-ente con funzionalità di federazione con altri cataloghi e la diffusione del modello organizzativo per l’utilizzo di dati piemonte da parte dei comuni del Piemonte. Ma anche l’avoluzione verso le 5 stelle con l’introduzione di Open Linked data  e di componenti semantiche, fino all’ analisi dei modelli di Business per il riuso degli open data. Ai partecipanti è stata distribuita una copia del vademecum Linee Guida Siti Web – Open Data.

Open Data e Sanità: esperienza del Piemonte

Ai partecipanti verrà distribuita una copia del vademecum Linee Guida Siti Web – Open Data.

SalusNet: “ECM, quali sanzioni a partire da agosto”

La recente manovra del governo Monti (legge n.214 del 22/12/2011, articolo 33), così come il precedente DPR n.138 del 13 agosto 2011 (convertito con modificazioni dalla legge n.148 del 14 settembre 2011), sancisce che entro il 13 agosto 2012 gli Ordini Professionali dei medici chirurghi e quelli delle professioni sanitarie non mediche dovranno stabilire le sanzioni da applicare a chi non acquisisce ogni anno i crediti ECM necessari per soddisfare gli obblighi formativi.
SalusNet, ha organizzato un incontro in cui vengono messi a confronto i punti di vista dei soggetti coinvolti a diverso titolo: dalla Direzione Amministrativa delle ASL ai Responsabili della Formazione agli Ordini e ai Sindacati.

 

Good Pratice italiane generata dall’esperienza piemontese

Il workshop illustra stato dell’arte e scenari evolutivi della piattaforma tecnologica dati.piemonte.it, framework normativo, organizzativo e tecnologico e i business models che derivano dal riuso degli open data. dati piemonte è un “progetto in beta permanente” a significare il continuo movimento che lo caratterizza: l’evoluzione dell’asset normativo che ha portato alla Legge Regionale sugli open data, le funzionalità della piattaforma in termini di catalogo multi-ente con funzionalità di federazione con altri cataloghi e la diffusione del modello organizzativo per l’utilizzo di dati piemonte da parte dei comuni del Piemonte. Ma anche l’avoluzione verso le 5 stelle con l’introduzione di Open Linked data  e di componenti semantiche, fino all’ analisi dei modelli di Business per il riuso degli open data.Ai partecipanti verrà distribuita una copia del vademecum Linee Guida Siti Web – Open Data.

Presentazione della Ricerca Nazionale sulla diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico

Attraverso il FSE, il cittadino deve poter accedere e aggregare in internet, in forma rispettosa delle leggi sulla privacy, tutti i dati personali che si generano nel Servizio Sanitario Nazionale (referti, lettere di dimissioni dell’ospedale, scheda sintetica di salute predisposta dal medico di famiglia ecc.). Le regioni  e le ASL italiane, sulla base delle direttive del Ministero della Sanità della più recente legislazione nazionale ed europea in materia di privacy, stanno realizzando il Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino e sono in una fase realizzativi più o meno avanzata.
Il progetto dell’Osservatorio, promosso da Federsanità ANCI, Assinter Italia e l’Università di Urbino Carlo Bo, è accompagnato da un programma di Alta Formazione sul FSE che ogni anno prevede moduli formativi a Urbino e Napoli in collaborazione con l’Istituto Tumori Pascale di Napoli.
In questo incontro verrà presentato il progetto di ricerca curato dall’Università di Urbino Carlo Bo e sotto l’attenzione di un Comitato Scientifico e sarà fornito un primo quadro informativo sulla situazione italiana e europea che costituirà la base per la presentazione del prossimo rapporto.

 

Costruiamo insieme la sanità digitale di domani

Federsanità ANCI organizza la prima iniziativa di CATALIS in cui sarà presentata la bozza delle linee guida per i servizi sanitari digitali che Federsanità ANCI ha elaborato su incarico del Dipartimento per la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Tecnologica.
Catalis (CATALizzatore dell’Innovazione per la Salute) ha come obiettivo di fungere da catalizzatore, aumentando la velocità di propagazione dell’innovazione e riducendo lo sforzo necessario per la sua affermazione, attraverso l’aggregazione e la collaborazione di tutti gli stakeholder della sanità.

 

Il web 2.0 ed il sito della Direzione Generale per gli Archivi: Facebook, YouTube e Wikipedia

Il progetto LIA – Libri italiani accessibili

Progetti di valorizzazione e salvaguardia del patrimonio: Sarch, Archeostar e Clean Moon

Presentazione della best practice della DGCS relativa alla standardizzazione delle iniziative di emergenza

Il progetto di standardizzazione e sistematizzazione della documentazione di programma delle iniziative di emergenza, a valere sul cap. 2183, della cooperazione allo sviluppo italiana è una delle “Buona prassi” del MAE, relative ai “Miglioramenti organizzativi e tecnologici”.
La DGCS ha, infatti, definito e semplificato la procedura per l’istruttoria ed il controllo delle iniziative di emergenza (canale bilaterale e multi-bilaterale), standardizzando la documentazione in uso ed avviando un sistema di monitoraggio integrato nel ciclo del progetto, cosi’ come richiesto anche dalla Peer Review 2009 dell’OCSE-DAC. L’Ufficio VI e l’UTC-ATE si sono così dotati di strumenti metodologici e procedurali fondamentali per il miglioramento della qualità dei propri interventi di emergenza, ponendo un’attenzione specifica sia alla performance e all’efficacia in termini di risultato ed impatto, sia ai principi di orientamento ai risultati, accountability e trasparenza presenti nelle Dichiarazioni sull’Efficacia degli Aiuti.
Tali formati, approvati dal Comitato Direzionale con Delibera n. 63 del 25/07/2011 ed inquadrati nell’ambito del Secondo Piano Programmatico per l’Efficacia degli Aiuti della DGCS, sono il frutto di un lavoro congiunto guidato dall’Ufficio VI e dall’Unita’ Tecnica Centrale della DGCS, che ha coinvolto diversi Uffici della DGCS e le Sedi diplomatiche all’estero.
Gli Uffici interessati e le Sedi adottano tale documentazione, adeguandosi alle modalita’ d’uso, alle procedure e alle tempistiche previste da un apposito Ordine di Servizio della Direzione generale (O.d.S n. 23 del 28.09.2011).
Per informazioni:  http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/Documentazione/PubblicazioniTrattati/2011-11-30_CoopItaInformaN2.pdf

Il Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma – SITAR