FORUM PA 2026, il modello della Regione Autonoma Sardegna per una governance più integrata, efficace e orientata ai risultati

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La Regione Autonoma della Sardegna ha presentato a FORUM PA 2026 il proprio percorso di rafforzamento della Programmazione Unitaria: un’iniziativa che, negli ultimi due anni, ha puntato a superare frammentazioni interne e logiche a silos tra fondi, processi e sistemi informativi, attraverso la reingegnerizzazione dei processi, l’introduzione di strumenti, metodologie innovative e il rafforzamento della capacità attuativa dell’Amministrazione. Un percorso che accompagna la transizione digitale dell’Amministrazione e contribuisce a renderla più efficiente, moderna e vicina alle esigenze di cittadini, imprese e territori

10 Luglio 2026

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Antonello Piras

Coordinatore del Gruppo di lavoro supporto alla Programmazione Unitaria, gestione dei flussi informativi e gestione contratti, Regione Autonoma della Sardegna

Dati, governance e capacità amministrativa sono oggi tra i principali fattori che determinano l’efficacia delle Politiche di Sviluppo. Su questi temi è stato incentrato il talk “Governare la complessità: dati, processi e strumenti per le Politiche di Sviluppo”, curato dalla Regione Autonoma della Sardegna e ospitato nell’ambito di FORUM PA lo scorso 9 giugno 2026. Un confronto dedicato a una delle sfide centrali per la Pubblica Amministrazione: costruire modelli di programmazione sempre più integrati, capaci di trasformare risorse, dati e strumenti in risultati concreti per cittadini, imprese e territori.

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Governare la complessità: dati, processi e strumenti per le Politiche di Sviluppo

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La tavola rotonda, moderata da Sonia Congiu, Coordinatrice dell’Unità di Progetto per il sostegno alle politiche territoriali e lo sviluppo delle aree interne, ha visto la partecipazione di figure della Regione Autonoma della Sardegna impegnate, a diverso titolo, nei processi di programmazione, attuazione, innovazione e rafforzamento amministrativo: Antonello Piras, Coordinatore del Gruppo di lavoro supporto alla Programmazione Unitaria, gestione dei flussi informativi e gestione contratti; Sandro Sanna, Referente per lo sviluppo sostenibile e la capacità amministrativa e Referente della Comunità di Pratica C4T – Cohesion for Transitions; e Mattia Spiga, Direttore del Servizio Sistemi della Direzione generale dell’Innovazione e Sicurezza IT. A supporto del dialogo è intervenuta, inoltre, Alessandra Augusto, Dirigente del Servizio Autorità di Gestione dei Programmi di rafforzamento della capacità amministrativa presso il Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Al centro del dibattito, la necessità di governare una crescente complessità amministrativa, caratterizzata dalla presenza di molteplici fondi, programmi e strumenti finanziari che richiedono elevati livelli di coordinamento e integrazione. Una sfida particolarmente rilevante per la Regione Autonoma della Sardegna, chiamata a gestire nel Ciclo di Programmazione 2021-2027 oltre 12 miliardi di euro di risorse europee, nazionali e regionali.

La Regione ha consolidato nel tempo un percorso di innovazione amministrativa e trasformazione digitale, sviluppato nell’ambito delle Politiche di Sviluppo e Coesione e delle azioni previste dal Piano di Rigenerazione Amministrativa (PRigA). In questo quadro, la Programmazione Unitaria rappresenta la strategia attraverso cui risorse, strumenti e interventi vengono coordinati in una logica integrata, orientando l’azione amministrativa verso obiettivi condivisi di sviluppo economico, sociale e territoriale. La sfida non riguarda soltanto il coordinamento delle risorse, ma anche il superamento delle frammentazioni organizzative, procedurali e informative che possono limitare l’efficacia delle politiche pubbliche.

È per rafforzare questo modello che la Regione ha avviato le progettualità PATeR – Potenziamento Amministrativo, Tecnico e Regolatorio – e TEMPUTerritorialità, Efficientamento, Monitoraggio: Programmazione Unitaria – due iniziative complementari pensate per rafforzare la capacità amministrativa e migliorare la governance della programmazione regionale.

PATeR interviene sul versante organizzativo, procedurale e regolatorio, supportando la revisione e la semplificazione dei processi, il miglioramento dei modelli di governance e il coordinamento tra le strutture coinvolte nella Programmazione Unitaria e nell’attuazione degli interventi. Attraverso attività di analisi organizzativa, formazione e Change management, il progetto accompagna l’evoluzione dell’Amministrazione verso modelli di gestione più integrati ed efficienti.

TEMPU opera invece sul piano informativo e tecnologico, rafforzando gli strumenti di monitoraggio e supporto alle decisioni. Attraverso l’integrazione delle basi dati, la razionalizzazione dei flussi informativi e il rafforzamento dell’interoperabilità tra sistemi, il progetto contribuisce alla costruzione di una base conoscitiva comune a supporto della Programmazione Unitaria. A ciò si affianca lo sviluppo di dashboard, indicatori e strumenti avanzati di analisi a supporto della programmazione, del monitoraggio degli interventi e della valutazione dei risultati.

La forza delle due progettualità risiede nella loro sinergia. Se PATeR definisce le condizioni organizzative e metodologiche necessarie per una gestione unitaria della programmazione, TEMPU mette a disposizione gli strumenti informativi e analitici indispensabili per monitorare gli interventi, misurarne gli effetti e supportare i processi decisionali. Processi, organizzazione e dati vengono così integrati all’interno di un unico modello di governance in grado di rafforzare la capacità di attuazione delle politiche pubbliche, sostenendo la trasformazione dell’Amministrazione regionale.

Il valore di questo approccio emerge in modo ancora più evidente nella Programmazione Territoriale, principale strumento attraverso cui la Programmazione Unitaria trova attuazione sui territori. È infatti attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni locali, Unioni di Comuni, Comunità Montane, partenariato economico e sociale e degli altri stakeholder territoriali che gli indirizzi strategici regionali vengono tradotti in interventi concreti, costruiti a partire dai bisogni e dalle potenzialità delle comunità locali.

In questa prospettiva, PATeR e TEMPU non rappresentano soltanto strumenti di miglioramento organizzativo e tecnologico, ma vere e proprie leve abilitanti della Programmazione. Da un lato, il rafforzamento dei processi e della governance favorisce una maggiore capacità di coordinamento tra amministrazioni e livelli istituzionali; dall’altro, la disponibilità di dati integrati e strumenti di monitoraggio avanzati consente di supportare le decisioni, verificare l’avanzamento degli interventi e valutare i risultati raggiunti.

L’evoluzione dei sistemi informativi e degli strumenti di monitoraggio assume quindi un valore che va oltre la mera dimensione tecnologica. Diventa uno strumento a supporto della cooperazione tra istituzioni e partenariati, della condivisione delle scelte strategiche e della costruzione di politiche sempre più orientate ai bisogni dei territori.

La Programmazione Unitaria trova così la propria espressione più concreta nella capacità di costruire connessioni tra livelli di governo, amministrazioni, dati, decisioni e progettualità territoriali. L’esperienza della Regione Autonoma della Sardegna dimostra che governare la complessità significa creare le condizioni affinché conoscenza, collaborazione e responsabilità convergano verso un obiettivo comune: generare sviluppo e nuove opportunità per i territori e le comunità che li abitano attraverso un’azione pubblica sempre più integrata, trasparente ed efficace.

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