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Uno per tutti, tutti per la sostenibilità. Aspettando la Call LIFE 2017, l’Italia delle buone pratiche

Il mondo della progettazione europea è in fermento per la ormai imminente pubblicazione del bando di partecipazione al Programma LIFE 2017. Si attende infatti il prossimo 28 aprile per poter sottoporre al vaglio della Commissione Europea tutti i progetti, per il cui finanziamento sono stati previsti circa 390 milioni di Euro.

Foto di Corinne Kuhlmann rilasciata in licenza CC - https://www.flickr.com/photos/koolmann/3917628702/

LIFE Programme, che si caratterizza per essere lo strumento europeo di supporto finanziario al tema della sostenibilità ambientale e dell’azione climatica[1], porta con sé – per questa edizione – due novità dal punto di vista dei parametri richiesti ai progettisti: in primo luogo, sarà data priorità a quelle iniziative che propongono metodi tecnologicamente innovativi di pulizia dell’ambiente, in termini di management dei rifiuti, efficientamento delle risorse naturali, minor spreco delle risorse idriche, mitigazione del cambiamento climatico e supporto all’economia circolare[2]; ancor di più, sarà fondamentale portare all’attenzione della Commissione idee e progetti che assicurino la più ampia replicabilità dell’oggetto proposto, secondo un orientamento close-to-market. Con le parole di Fabio Leone - Head of Sector LIFE, Unit B3, EASME[3] - «i progetti C2M sono orientati principalmente al settore ambientale e all’uso efficiente delle risorse, anche per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Si tratta di progetti con una chiara visione tecnica e commerciale, che attuano la loro soluzione su scala industriale anche tenendo in considerazione il mercato di riferimento, e che prevedono e pianificano attività pre-commerciali, ad esempio con analisi di mercato» . Si è infatti deciso, per questo bando, di incentivare con un incremento dei finanziamenti del 60% rispetto al passato, le piccole-medie imprese, creando per loro valide opportunità di crescita.

In più, per meglio comprendere le novità proposte e auspicate, è stato previsto a Bruxelles, per il prossimo 31 maggio, un evento di networking sulle opportunità di finanziamento della Call LIFE 2017. Durante l’incontro, saranno affrontati i temi delle soluzioni e delle tecnologie innovative ambientali (C2M); mitigazione e adattamento al cambiamento climatico; salvaguardia della natura e conservazione della biodiversità; governance ambientale e climatica.

Su quest’ultimo punto vale la pena soffermarsi ulteriormente: secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea, il tema che gravita attorno all’environmental policy and governance si tradurrebbe come tutte quelle politiche territoriali che facilitano i benefici ambientali. Di conseguenza, è facile immaginare come diventi sempre più utile l’attività di networking collegata a quella progettuale.

A questo proposito, a supporto della tesi del non si vince da soli, è stata concepita per l’Italia dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare – MATTM, in collaborazione con l’Agenzia per la Coesione Territoriale e supportata dall’Unione Europea – Fondo Strutturale per lo Sviluppo Regionale, la Piattaforma delle Conoscenze, un portale web focalizzato in particolar modo sulla condivisione delle buone pratiche in campo climatico e ambientale che – anche – il LIFE Programme porta con sé. Come evidenziato da Stefania Betti (National Contact Point di LIFE presso il Ministero dell’Ambiente): «la replicabilità dei risultati raggiunti dai progetti LIFE è uno degli obiettivi del Ministero, che si è dotato di una Piattaforma dinamica per mettere a sistema tutti i risultati dei progetti finanziati in Italia dalla Unione Europea sulle tematiche ambientali, essendo presente in Italia un importante numero di progetti rispetto alle tematiche ambientali ed essendo diventato quindi necessario capitalizzare tutte le buone pratiche che hanno contribuito a migliorare la base delle conoscenze affinché i finanziamenti dell’Unione concessi ai progetti, non siano fini a se stessi ma siano il volano di ulteriori implementazioni nel territorio»[5] .

Seguendo il filone dell’importanza della condivisione di idee progettuali e strategie – soprattutto quando si parla di cooperazione internazionale volta alla salvaguardia ambientale – è giusto il caso di chiedersi come si comporta il nostro Paese rispetto a un altro tema, ça va sans dire, caldo, ossia quanto previsto in seguito alla Conferenza sul clima di Parigi – COP21 del dicembre 2015. Durante gli incontri, sono emersi alcuni punti chiave, come riduzione delle emissioni almeno del 40% fino al 2030, il ruolo centrale di tutti gli stakeholders nel promuovere la trasparenza (tramite processi di naming and shaming) e la creazione di nuove occasioni di apprendimento per la mitigazione e l’adattamento al cambio climatico tramite l’ausilio di enti locali e regionali, esame della situazione a livello mondiale, analisi dei danni ambientali.

A distanza di un anno dalla Conferenza, che ha previsto il coinvolgimento di 196 Paesi, alla Conferenza di Marrakech – COP22, nell’ottobre del 2016, l’Italia compare già tra i 97 firmatari dell’Accordo, formalmente aperto il 22 aprile dello scorso anno, e entrato in vigore il 4 novembre, a seguito della ratifica dell’Unione Europea. Il prossimo passo sarà redigere, entro il 2018, il regolamento di attuazione degli Accordi, che disciplinerà le cosiddette Nationally Determined Contributions.

Considerando la notevole flessibilità di cui vanta questo accordo, ancora non è possibile determinare il singolo contributo dei paesi firmatari alla causa. Ciononostante, il ruolo che l’Italia ha avuto fino ad ora permette di confermare che la tutela dell’ambiente rimarrà una delle priorità del Paese. Sappiamo – dal comportamento italiano – che il contributo nazionale parteciperà alla protezione del futuro ambientale.

@marinabbasta


[1] Intesa come «misure di salvaguardia del tasso di surriscaldamento globale».

[2] Secondo la definizione della Elle MacArthur Foundation, «[…] l’economia circolare è un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro».

[3] http://ec.europa.eu/easme/

[4] LIFE Platform Meeting, Sassuolo – 11 aprile 2017.

[1] Stefania Betti, National Contact Point – NCP del LIFE Programme in Italia, istituito presso il Ministero dell’Ambiente (http://ec.europa.eu/environment/life/contact/natio...) al LIFE Platform Meeting, Sassuolo – 11 aprile 2017.