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Scuola digitale

La Scuola è digitale, se non lo afferma

Nell'ultimo incontro del Cantiere Scuola Digitale l’obiettivo è stato quello di approfondire e condividere le proposte fin qui formulate. Ecco qualche anticipazione

Nell’ultimo incontro del Cantiere Scuola Digitale l’obiettivo è stato quello di approfondire e condividere le proposte fin qui formulate, in modo da identificare quelle valutate prioritarie e da poter inserire nel rapporto finale.

Nella valutazione ci si è anche avvalsi del sondaggio effettuato dal Politecnico di Milano nell’ambito dell’iniziativa Polireading, che ha al momento più di 730 iscritti.

Tutte le proposte sono state valutate positivamente dai partecipanti al sondaggio, con una prevalenza rilevante per le proposte indirizzate alla formazione (oltre l’88% di giudizi positivi con punte anche superiori al 90% per la formazione aperta e flessibile), come

  • Formazione aperta e flessibile - La formazione a tutti i livelli (dirigenti, insegnanti, personale tecnico/amministrativo) sia al massimo grado possibile aperta e flessibile;
  • Formazione modulare- Si propone che la formazione a tutti i livelli (dirigenti, insegnanti, personale tecnico/amministrativo) sia al massimo grado possibile modulare;
  • Formazione continua - Si propone che la formazione a tutti i livelli (dirigenti, insegnanti, personale tecnico/amministrativo) sia al massimo grado possibile continua.

Il gradimento più basso (68% di giudizi positiv) è invece stato registrato dalla proposta

Autonomia delle scuole e dei distretti scolastici - Si propone che il PNSD sviluppi maggiormente il livello di autonomia di ciascuna scuola (o di distretti territoriali): contenuti della didattica, organizzazione della didattica, processi e finanziamento dell’innovazione didattico-pedagogica favorita dalla tecnologia.

Dalla discussione sviluppata nell’ultimo incontro del tavolo, è emerso che questa proposta ha una singolarità rispetto al Piano Nazionale Scuola Digitale, poiché si pone in realtà nell’area delle precondizioni necessarie, così come tutti gli interventi sulla normativa, utili a rendere raggiungibili molti degli obiettivi globali e il rispetto di alcuni assunti di base, come l’obbligatorietà della formazione.

Da qui deriva una considerazione di carattere più generale, che sarà approfondita nel rapporto finale e che costituisce il contesto di integrazione delle precondizioni e delle diverse proposte: come per la PA digitale, anche per la Scuola, l’attributo ”digitale” rischia di diventare non un sottolineatura della direzione verso cui indirizzare l’evoluzione, ma una limitazione di orizzonte, un pregiudizio di visione settoriale. Se il digitale è pervasivo, le competenze digitali sono necessarie per tutti i nuovi cittadini e a maggior ragione per i loro formatori, ecco che porlo come attributo diventa motivo di equivoco, e di possibile fraintendimento. Per questa ragione l’educazione digitale è tanto più profondamente realizzabile e attuabile quanto più diventa prospettiva organica della Scuola. Senza attributi