PNSD, cosa succede se non si attivano il monitoraggio e la valutazione

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L’attivazione delle azioni sul monitoraggio e la valutazione presenti nel PNSD avrebbe garantito una forte attenzione alla valutazione di sistema, alla rendicontazione sociale e alle politiche di accountability necessarie alla trasparenza e alla qualità, Ma non è l’unico scricchiolio

16 Settembre 2016

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Luisanna Fiorini, dirigente scolastica presso il Servizio provinciale di valutazione per l'istruzione e la formazione in lingua italiana, Provincia di Bolzano

L’ufficio stampa del MIUR il 9 luglio 2016 ha diramato un comunicato che affronta i vari punti contenuti nel provvedimento di legge noto come la “Buona scuola”.

Fra questi il Piano Nazionale Scuola Digitale, di cui la Ministra Stefania Giannini si dichiara particolarmente orgogliosa. L’aspetto più interessante del PNSD è rappresentato senza dubbio dal piano di formazione che, tra fasi up and down , sta muovendo le scuole.

Illustrazione  SEQ “Illustrazione” * ARABIC 1: Fonte: http://www.istruzione.it/allegati/2016/Formazione%20PNSD%202016-02-15.pdf

Text Box: Illustrazione 1: Fonte: http://www.istruzione.it/allegati/2016/Formazione%20PNSD%202016-02-15.pdf

Le Scuole d’Italia, da nord a sud sono impegnate in una miriade di attività formative, a volte non perfettamente allineate nella logicità ( esempio: partire con la formazione degli Animatori Digitali prima di formare e sensibilizzare i Dirigenti scolastici) , ma che hanno il merito di aver posto al centro non solo le dotazioni hardware e la connettività.

Questi ultimi, troppo enfatizzati in precedenza in alcuni piani nazionali, sono elementi necessari ma non sufficienti per avviare una didattica più attiva, operativa, orientata ai compiti di realtà e alla costruzione di competenze digitali e trasversali per la vita.

Dopo anni di astinenza alle Scuole sono arrivati fondi e occasioni che, se ben utilizzati, potranno allineare le politiche di equità digitale della scuola italiana a quelle dei paesi OECD con cui ci confrontiamo.

Se consultiamo questo sito troviamo grafici dinamici che, a partire dal Focus Students, Computers and Learning: Making the Connection, Settembre 2015 , tratto dalla PISA 2012, ci restituiscono dati e correlazioni non lusinghiere per il nostro sistema scolastico, che sembra non offrire ai nostri ragazzi la possibilità di competere, nel senso migliore del termine, nel panorama internazionale.

Non dimentichiamo che la ricerca PISA non indaga le competenze connesse a un curricolo scolastico, ma è predittiva delle competenze per la vita dei cittadini quindicenni.

L’occasione del PNSD va colta in pieno, per promuovere la qualità complessiva della Scuola, la responsabile principale della formazione dei cittadini esperti e consapevoli.

Se approfondiamo meglio il comunicato stampa del 9 luglio scopriamo che molto è stato fatto, ma che rimane scoperta ancora una dimensione valutativa della qualità del PNSD.

Le slide del comunicato stampa rimandano a momenti successivi l’inizio delle azioni #33: Costituzione dell’Osservatorio, #34 Nomina del comitato scientifico, #35 Monitoraggio del PNSD.

Illustrazione  SEQ “Illustrazione” * ARABIC 2: Fonte http://www.slideshare.net/miursocial/i-primi-6-mesi-del-piano-nazionale-scuola-digitale

Ad oggi, 15 settembre 2016, non si trovano notizie rispetto a quanto preannunciato. Un Piano così importante avrebbe dovuto prevedere le azioni #33, #34, #35 anteponendole a qualsiasi altro passo.

Questo avrebbe garantito una forte attenzione alla valutazione di sistema, alla rendicontazione sociale e alle politiche di accountability necessarie alla trasparenza e alla qualità.

Da più parti si lamenta una certa disomogeneità dei percorsi di formazione offerti dai vari Poli e Snodi preposti sul territorio nazionale, e il bisogno di avere un framework più forte [1] .

L’autonomia lasciata può diventare un valore e una opportunità di crescita se associata a un sistema valutativo della qualità complessiva del PNSD, ma questo sembra essere l’anello debole.

Del resto rispetto alla Valutazione di sistema non è l’unico scricchiolio che il PNSD fa sentire rispetto al sistema scuola, o forse è più corretto affermare che le azioni del PNSD dovrebbero trovare un riscontro nei RAV delle scuole. Per chi non fosse già informato: il RAV è un acronimo che indica il Rapporto di Auto Valutazione che le Scuole italiane sono tenute a produrre, osservandosi su dimensioni contenute in una mappa di Indicatori di qualità [2] , nessuno dei quali è riferito agli aspetti di sistema o di esito degli apprendimenti che invece sono indicati nel PNSD.

Il terzo elemento di incoerenza è la mancanza di una modalità di valutazione delle competenze digitali degli alunni più efficace, a partire da una definizione migliore nelle Indicazioni nazionali per i curricoli della scuola del primo ciclo [3] , dove troviamo la competenza digitale indicata in Premessa (pagina 21) come competenza chiave, ma poi richiamate genericamente nelle 97 pagine solo 4 volte.

Nella scheda della Certificazione delle competenze degli allievi al termine del primo ciclo di istruzione troviamo questa definizione della competenza digitale:

“Usa con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare e analizzare dati ed informazioni, per distinguere informazioni attendibili da quelle che necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica e per interagire con soggetti diversi nel mondo.”

Ma la competenza del cittadino digitale è solo questo? E la dimensione attiva di costruzione e partecipazione?

Per la scuola secondaria di secondo grado il problema è ancor più evidente, e la competenza digitale degli allievi è oggetto misterioso, poco valutato, poco dibattuto, relegato spesso all’uso strumentale di software e applicativi.

Nella Certificazione delle competenze di base, da rilasciare agli studenti che hanno terminato l’obbligo di istruzione (10 anni scolastici, quindi di norma a 16 anni), la competenza digitale viene misurata rispetto a questo parametro:

“Essere consapevole delle potenzialità e dei limiti delle tecnologie nel contesto culturale e sociale in cui vengono applicate “ [4]

Attendiamo fiduciosi che l’Azione #14 del PNSD sia portata avanti e che il Curricolo digitale per i nostri studenti sia costruito in verticale, dalla scuola dell’infanzia al termine della scuola secondaria di secondo grado, sia coerente con quanto dichiarato nelle intenzioni del PNSD e fortemente agganciato a un sistema di valutazione degli apprendimenti.


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