Le politiche che orientano il futuro: i temi al centro della Rubrica PCM
Digitalizzazione, semplificazione normativa, governance dei fondi europei, riforma della disabilità e gestione delle risorse umane: sono questi i principali argomenti al centro della rubrica promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a FORUM PA 2026 insieme ai suoi Dipartimenti e Strutture di Missione. Sono ora disponibili le registrazioni integrali di tutti gli incontri svolti durante i tre giorni della Manifestazione
23 Luglio 2026
Redazione FPA

Foto Rina Ciampolillo - https://flic.kr/p/2si9JCy
Rafforzare la capacità amministrativa, accelerare l’innovazione tecnologica, garantire la semplificazione normativa e ottimizzare l’uso delle risorse europee e nazionali: sono queste alcune delle direttrici che guidano il percorso delle nostre istituzioni.
Anche quest’anno la Presidenza del Consiglio dei Ministri (PCM) ha rinnovato la propria partecipazione a FORUM PA 2026 promuovendo un’articolata rubrica di appuntamenti tematici, ciascuno ideato e realizzato in stretta collaborazione con una specifica struttura o dipartimento dell’amministrazione: Dipartimento per gli Affari Europei, Dipartimento Politiche Antidroga, Dipartimento per la Trasformazione Digitale, Dipartimento per il Sud, Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica (DIPE), Dipartimento per le Riforme Istituzionali, Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità, Dipartimento della Funzione Pubblica, Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi, Dipartimento per le Pari Opportunità e Dipartimento per le Politiche della Famiglia, Struttura di Missione per la Semplificazione Normativa, Struttura di Missione PNRR.
Ogni incontro ha offerto una panoramica sulle trasformazioni in atto nella Pubblica Amministrazione: dai modelli di governance all’eredità lasciata dal PNRR, fino alla gestione delle nuove fragilità sociali e alla rigenerazione dei territori.
Per consentire a tutti di fruire di questi contenuti operativi e delle visioni emerse durante la Manifestazione, sono disponibili tutte le registrazioni degli appuntamenti della Rubrica PCM.
Rivedi la puntata Dipendenze digitali e innovazione dei servizi pubblici: nuovi approcci per una società iperconnessa. Negli ultimi anni le dipendenze comportamentali legate alle tecnologie digitali – come l’uso problematico dello smartphone, dei social media, del gaming e delle piattaforme online – stanno emergendo come una nuova area di vulnerabilità sociale e sanitaria, in particolare tra adolescenti e giovani adulti. Questi fenomeni pongono nuove sfide alle politiche pubbliche e ai servizi territoriali, chiamati a sviluppare strumenti adeguati di prevenzione, diagnosi e presa in carico. Diventa pertanto sempre più importante rafforzare la capacità della Pubblica Amministrazione di intercettare precocemente i segnali di disagio e di sviluppare modelli di intervento innovativi, integrando politiche sanitarie, educative e sociali. L’incontro è stato l’occasione per discutere di come la pubblica amministrazione possa rafforzare la prevenzione nei contesti scolastici e comunitari, promuovere l’alfabetizzazione digitale e sviluppare servizi territoriali integrati in grado di rispondere a fenomeni emergenti come hikikomori, ghosting, phubbing, dipendenza da social media e gaming compulsivo. L’obiettivo è contribuire alla definizione di nuovi approcci di governance e di modelli organizzativi più efficaci, capaci di coniugare prevenzione precoce, criteri clinici condivisi e servizi integrati, rafforzando la collaborazione tra amministrazioni centrali, enti territoriali, sistema sanitario e mondo della scuola per affrontare in modo coordinato le nuove fragilità della società digitale.
Rivedi la puntata Piattaforme nazionali e trasformazione digitale: l’eredità del PNRR tra servizi e benefici per le PA. La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana passa sempre più attraverso un ecosistema integrato di piattaforme e infrastrutture nazionali, messe a disposizione dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’integrazione tra queste soluzioni sta contribuendo a una reale semplificazione amministrativa e all’evoluzione dei servizi pubblici in chiave più proattiva, digitale e orientata all’utente. Su questo scenario si è focalizzato l’incontro, nel corso del quale sono stati presentati i progressi e le prospettive di strumenti quali Stato Civile Digitale, ANPR e le grandi anagrafi nazionali, PDND, SEND, PARI, pagoPA e AppIO. Il confronto ha messo in evidenza non solo le funzionalità delle singole piattaforme, ma soprattutto, attraverso esempi concreti, il valore dell’ecosistema nel suo complesso in termini di efficienza, qualità del servizio, trasparenza e riduzione degli oneri amministrativi. Grazie alle testimonianze verticali di Pubbliche Amministrazioni Locali, Regioni, Province Autonome e Amministrazioni Centrali, l’evento ha proposto casi d’uso già attivi o immediatamente attivabili. I punti chiave dell’analisi hanno riguardato l’accesso ai dati aggiornati in tempo reale, l’automazione delle comunicazioni, lo scambio fluido di dati tra enti e il miglioramento continuo dei servizi: un quadro concreto che dimostra come la trasformazione digitale stia già producendo benefici misurabili per enti, cittadini e imprese.
Rivedi la puntata La ZES unica quale modello per la PA. La ZES Unica si attesta come un’infrastruttura istituzionale capace di abilitare un nuovo rapporto tra Stato, territori e sistema produttivo, fondato su certezza delle regole, rapidità decisionale e coordinamento delle responsabilità. Non si configura esclusivamente come uno strumento di attrazione degli investimenti, ma come un modello di policy design orientato all’impatto. Il talk ha proposto una lettura strategica della ZES Unica quale leva sistemica per la modernizzazione della Pubblica Amministrazione e piattaforma di governance integrata, in cui semplificazione amministrativa, digitalizzazione dei procedimenti e cooperazione interistituzionale concorrono al raggiungimento di obiettivi strategici di sviluppo. In questo quadro, l’amministrazione è chiamata a superare logiche meramente procedurali per assumere un ruolo attivo di regia, facilitazione e monitoraggio dei risultati. La ZES Unica è stata quindi interpretata come un modello replicabile per l’azione pubblica, in grado di orientare la trasformazione della PA verso una maggiore efficacia, accountability e credibilità istituzionale, rafforzando la capacità dello Stato di attuare politiche complesse.
Rivedi la puntata La semplificazione normativa in Italia e gli orientamenti europei. Nel corso dell’incontro sono state discusse le politiche e gli strumenti di semplificazione normativa, con particolare riferimento agli interventi più recenti e all’approccio adottato dalla Commissione europea. Sono stati considerati i vantaggi della politica della semplificazione normativa, le principali difficoltà strutturali della stessa, e i processi in corso.
Rivedi la puntata L’Italia del PNRR: fare sistema per orientare il futuro. Con l’approvazione del pagamento della nona e penultima rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro, relativa al conseguimento di 50 obiettivi, l’Italia ha consolidato il primato europeo nell’attuazione del Piano: 416 traguardi e obiettivi, tra riforme e investimenti, e 166 miliardi di euro di risorse complessivamente ricevute fino ad oggi. Il fattore chiave di questo traguardo è rappresentato dall’impatto del modello di governance del PNRR, istituito dal Decreto legge 77/2021. Come emerso dal confronto, la natura performance-based del Piano – vincolata a target e milestone definiti – ha tracciato la strada per il futuro attraverso la definizione di criteri e indici quantitativi e qualitativi, inquadrati in un cronoprogramma puntuale. Attraverso modelli organizzativi agili, task force d’affiancamento sul territorio e un’infrastruttura digitale e di monitoraggio avanzata (come la piattaforma ReGiS del MEF), l’Italia ha fatto sistema coordinando Ministeri, Regioni ed Enti locali. Questa collaborazione sinergica ha permesso di abbattere i tempi burocratici ordinari, superando le debolezze strutturali e gli ostacoli che hanno rallentato la crescita della Nazione per decenni. L’esperienza del PNRR traccia così la rotta oltre la scadenza del 2026: la sfida riguarda la capacità di non disperdere le competenze e i modelli organizzativi costruiti, trasformandoli in una governance permanente per orientare il futuro e gli investimenti della Nazione.
Rivedi la puntata Governare la trasformazione: dalla programmazione economica alla rigenerazione urbana e dei territori. Sfide, opportunità e nuovi modelli di gestione per la Pubblica Amministrazione. Promuovere lo sviluppo dei territori richiede visione strategica, efficacia decisionale e tempestività attuativa, condizioni indispensabili per garantire competitività, coesione e sostenibilità di fronte alle attuali transizioni sistemiche. Ciò richiama la necessità di un’evoluzione profonda del ruolo della Pubblica Amministrazione, chiamata a operare come soggetto strategico nella definizione e nell’attuazione delle politiche pubbliche. Tale percorso pone al centro l’adeguamento degli strumenti di programmazione economica, un maggior coordinamento multilivello e il rafforzamento delle capacità amministrative, nonché l’adozione di modelli di governance orientati alla misurazione degli impatti e alla valorizzazione delle sinergie tra pubblico e privato. Assume un ruolo prioritario anche la rigenerazione urbana, leva integrata per attivare investimenti, ridurre i divari e valorizzare lo spazio pubblico e il tessuto socio-economico. L’analisi delle sfide e delle opportunità connesse a tali processi consente di delineare un paradigma amministrativo rinnovato, fondato su efficienza, accountability e capacità di anticipare i cambiamenti, nella prospettiva di una PA sempre più orientata alla creazione di valore pubblico e allo sviluppo duraturo dei territori.
Rivedi la puntata Progetto Sistema Italia in Europa (SITE): una strategia italiana sui programmi UE a gestione diretta. Il progetto, avviato dal Dipartimento Affari Europei con il supporto di Eutalia, si configura come un’azione di sistema volta a rafforzare la partecipazione degli attori italiani ai programmi dell’Unione europea a gestione diretta nel biennio 2026–2027, in una prospettiva di posizionamento strategico rispetto al Quadro finanziario pluriennale 2028–2034. In un contesto caratterizzato da elevata competitività, crescente complessità dei partenariati e integrazione tra strumenti europei, SITE rappresenta un intervento pilota ad alto valore strategico per analizzare le principali criticità del sistema nazionale, tra cui la frammentazione informativa, il limitato coordinamento tra livelli istituzionali e i persistenti gap tecnico-progettuali. Il progetto si propone di consolidare e valorizzare la presenza italiana nei programmi UE, già significativa in termini di partecipazione e risultati, attraverso un approccio integrato basato su monitoraggio, pianificazione strategica, capacity building e assistenza tecnica. In particolare, SITE opera come hub nazionale di coordinamento e supporto, con l’obiettivo di migliorare la qualità e quantità della partecipazione italiana, rafforzare le competenze degli stakeholder pubblici e favorire la costruzione di progettualità strategiche coerenti con le priorità europee. Tra le principali linee di intervento figurano: la mappatura e il monitoraggio della partecipazione italiana, la definizione della Strategia Nazionale per i Programmi europei a Gestione Diretta, lo sviluppo della piattaforma digitale PIPE – Polo Italiano dei Progetti Europei, l’attivazione di percorsi strutturati di formazione e capacity building, nonché servizi di assistenza specialistica alla progettazione. Il progetto prevede inoltre attività di comunicazione e disseminazione per valorizzare risultati e buone pratiche. A partire dal progetto SITE, il talk – a cura del Dipartimento per gli Affari Europei della Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha proposto una riflessione operativa su come rafforzare le competenze delle amministrazioni italiane nell’accesso ai programmi europei a gestione diretta. L’iniziativa ha superato il tradizionale approccio informativo ai fondi UE e ha presentato un modello di formazione orientato alla pratica: lettura strategica delle call, costruzione di partenariati, definizione di proposte competitive, attenzione all’impatto, alla comunicazione e alla sostenibilità dei risultati. Attraverso una combinazione di interventi istituzionali, call clinic live, failure lab e confronto con amministrazioni beneficiarie, l’evento ha presentato il progetto SITE come occasione di lancio di una comunità nazionale di apprendimento sui fondi diretti, con l’obiettivo di accompagnare la PA italiana dal semplice accesso alle informazioni alla costruzione di una vera capacità progettuale europea, stabile, diffusa e orientata ai risultati.
Rivedi la puntata La legge annuale di semplificazione normativa: in particolare la valutazione di impatto generazionale (VIG) e la valutazione di impatto di genere (VIGE). La ‘Valutazione di impatto generazionale’ e la ‘Valutazione di impatto di genere’ rappresentano due oneri particolarmente impattanti sul procedimento di produzione del diritto nell’ordinamento italiano, con le quali le Pubbliche Amministrazioni saranno chiamate a confrontarsi nei prossimi mesi. La legge 10 novembre 2025, n. 167 in materia di semplificazione normativa, al Capo II, introduce tra i suoi elementi più rilevanti la VIG e rinforza complessivamente gli strumenti dedicati alla qualità della regolazione. Durante l’incontro sono state illustrate le principali innovazioni introdotte dal provvedimento, con un focus specifico sulle due valutazioni quali strumenti di analisi preventiva capaci di segnare un’evoluzione significativa del processo decisionale pubblico e di rendere strutturale l’integrazione delle dimensioni generazionale e di genere nella produzione normativa, spostando così la tutela dei diritti delle generazioni future dal piano giudiziario a quello dell’istruttoria legislativa.
Rivedi la puntata La riforma in materia di disabilità: gli obiettivi, le novità, come cambia il modo di intendere la disabilità e il diritto al progetto di vita. La Carta europea della disabilità e il Contrassegno unificato disabili europeo rappresentano importanti strumenti di inclusione. La riforma in materia di disabilità ha inaugurato una svolta storica nella tutela e valorizzazione delle persone con disabilità, considerate non più unicamente in base alla capacità residua di lavorare o ai loro limiti, ma in base alle loro capacità e potenzialità. In particolare, la riforma pone al centro la persona con i suoi diritti, i suoi bisogni e le sue aspirazioni, assicurando molteplici strumenti volti a supportarla per raggiungere una vita piena e garantirne l’autodeterminazione e l’inclusione in tutti gli ambiti della società. Nel talk sono stati illustrati i principi ispiratori della riforma, con un focus specifico sui seguenti argomenti: progetto di vita individuale, accomodamento ragionevole, Carta europea della disabilità (CED) e Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE).
Rivedi la puntata MINERVA, il punto di arrivo di un progetto corale, il punto di partenza per una nuova PA. Il Dipartimento della funzione pubblica ha presentato la piattaforma “MiNERVA”, sviluppata nell’ambito dell’attuazione della Sub-riforma 2.3.1. “Riforma del mercato del lavoro della PA” prevista dal PNRR, quale strumento concreto per una gestione strategica delle risorse umane basata sulle competenze. La piattaforma, realizzata grazie ad un complesso e partecipato percorso di co-progettazione con le amministrazioni di diversi comparti e attualmente in fase di sperimentazione, è disponibile per tutte le PA italiane dal 1° luglio 2026. Le sue funzionalità – dalla mappatura dei profili professionali e di ruolo all’assessment delle competenze necessarie, fino alla predisposizione del piano triennale dei fabbisogni e all’attuazione delle scelte di reclutamento e formazione grazie all’interoperabilità con Syllabus e InPA – offrono un supporto innovativo alla gestione strategica del personale. In questo modo, consentono a ciascun ente di realizzare efficacemente la propria mission e garantire servizi di qualità a cittadini e territori.
Rivedi la puntata Il Portale Open Data: un sistema aperto per gli atti normativi. Il Portale Open Data è un sistema che rende disponibili, in formato aperto e riutilizzabile, gli atti normativi pubblicati su normattiva.it. La piattaforma consente l’esportazione di collezioni di atti statali in testo formato “originale”, vigente ad una specifica data o in multivigenza, attingendo direttamente dalla banca dati Normattiva. Durante il Talk, il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (DAGL) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), ha illustrato in dettaglio il funzionamento del Portale Open Data, con l’obiettivo di presentare i nuovi strumenti digitali a disposizione degli utenti. L’iniziativa costituisce un’attività evolutiva prevista dalla Convenzione quadro sottoscritta tra la Presidenza del Consiglio e l’Istituto poligrafico e zecca dello Stato (IPZS).
Rivedi la puntata Prassi UNI sulla conciliazione vita familiare e lavoro. La prassi 192/2026, dedicata al “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti e raccomandazioni per il benessere delle famiglie”, si pone l’obiettivo di fornire le linee guida operative utili ad accompagnare le organizzazioni nell’implementazione di politiche aziendali inclusive e responsabili, dedicate alla genitorialità (maternità e paternità), al relativo equilibrio vita-lavoro, alle pari opportunità e al benessere organizzativo. Pubblicata il 14 aprile 2026, la UNI/PdR 192 è disponibile sul sito UNI – Ente Italiano di Normazione. Il documento, definendo i requisiti e le raccomandazioni per le organizzazioni che adottano misure a favore dei temi sopracitati, introduce anche un processo di valutazione della conformità di terza parte, finalizzato – attraverso obiettivi e indicatori specifici – alla certificazione e all’ottenimento del Marchio UNI.
Rivedi la puntata L’Europa al servizio di cittadini e imprese: il sistema Solvit, IMI e Your Europe. Solvit è lo strumento dell’Unione europea che consente di risolvere, in tempi rapidi e senza ricorso al contenzioso, le problematiche transfrontaliere riscontrati da cittadini e imprese nell’esercizio della libera circolazione, attraverso la cooperazione diretta tra amministrazioni nazionali per la corretta applicazione del diritto nel mercato interno. La funzione strategica di Solvit è oggi evidenziata anche nel dibattito che si sta sviluppando a livello europeo sul futuro del mercato unico e sulla competitività dell’Unione, anche alla luce delle recenti riflessioni contenute nel Rapporto Letta, nel Rapporto Draghi e nella nuova Strategia per il mercato unico 2025, che pongono particolare attenzione all’effettiva applicazione delle regole e alla rimozione degli ostacoli ancora presenti nel mercato interno. In questo quadro, il rafforzamento degli strumenti di cooperazione amministrativa tra Stati membri e dei meccanismi di enforcement assume un ruolo sempre più centrale. Il Sistema di informazione sul mercato interno (IMI) è uno strumento online multilingue e sicuro che facilita lo scambio di informazioni tra le autorità pubbliche coinvolte nell’attuazione pratica del diritto dell’Unione europea. Consente di adempiere agli obblighi amministrativi transfrontalieri in diversi settori della politica del mercato unico. Lanciato nel 2008 per attuare la direttiva sui servizi, l’IMI supporta attualmente 102 procedure di cooperazione amministrativa in 21 diversi settori politici. Grazie all’IMI, la modernizzazione della cooperazione transfrontaliera a livello nazionale, regionale e locale ha migliorato le sinergie tra le autorità pubbliche portando benefici concreti sia ai cittadini sia alle imprese. Il Single Digital Gateway, il portale unico digitale, semplifica la fruizione online di informazioni, procedure e servizi di assistenza nello spazio europeo. Vi si accede tramite la piattaforma “Your Europe” – che dal 2006 raccoglie i diritti di utenti e aziende a livello europeo e nazionale – i cui siti affiliati sono riconosciuti dal logo ufficiale. Durante il talk l’obiettivo è stato mostrare come il mercato unico non sia soltanto un quadro normativo, ma un sistema concreto di strumenti che aiutano cittadini e imprese a esercitare i propri diritti, supportando le amministrazioni nel garantire una corretta applicazione del diritto UE. La partecipazione dell’ufficio Solvit ha permesso di comprendere l’impatto concreto dell’Unione nella vita quotidiana di cittadini e imprese, valorizzando il ruolo della Presidenza del Consiglio nel dibattito attuale su competitività, semplificazione e mercato unico e offrendo contenuti operativi per il pubblico della PA.