Film e libri per l’estate: i consigli di FPA per il 2026
Come ogni anno, noi di FPA vi consigliamo libri, film, serie tv o podcast da vedere, leggere o ascoltare durante le ferie. Buone vacanze!
30 Luglio 2026

Foto di Robert Anasch su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/lotto-del-libro-di-riempimento-di-colori-assortiti-McX3XuJRsUM
Le ferie sono ormai alle porte e quale periodo migliore per leggere un buon libro o vedere finalmente quella lunga serie tv o podcast che da tanto tempo accantoniamo? Ecco i consigli da noi di FPA.

Il nono album in studio di Caparezza (accompagnato dall’omonimo fumetto, sceneggiato dall’artista) è un elogio all’immaginazione come unico mezzo per raggiungere la vera libertà individuale. Nell’opera, il fumetto (in quanto via di fuga dalla realtà) si fa emblema della speranza di una rinascita personale: far tornare il pathos al centro della propria esistenza nella lotta contro la ragione e l’apatia, gli scudi che costruiamo per proteggerci dal mondo, ma che spesso finiscono per distruggerci dall’interno.

È la storia di una donna che si trova improvvisamente sola in uno chalet in mezzo al bosco, separata dal resto del mondo da una parete trasparente misteriosamente sorta nella notte. Non sono molti i dettagli che vengono condivisi al riguardo, perché la protagonista, dal cui punto di osservazione la storia è narrata, ignora le circostanze che hanno determinato il proprio isolamento e può solo supporre che al di là della parete non ci sia più vita.

È uno di quei libri che ti costringono a ridimensionare i problemi quotidiani. Attraverso la storia di un uomo nella Cina del Novecento, fa riflettere sul valore della vita, insegnando che la vera ricchezza non sta in ciò che possediamo, ma nella capacità di apprezzare ciò che abbiamo finché c’è.

Film pluripremiato e vincitore del David di Donatello 2026, in barba a titoli più altisonanti e gettonati. Otto premi tra sedici candidature, un vero record. Narra la storia di due amici di bevute, cinquantenni disillusi, aggrappati ad un’eterna adolescenza, che si spostano senza meta alla ricerca dell’ultimo bicchiere. Sullo sfondo, la provincia veneta grigia e malinconica.

Uno dei migliori film di fantascienza degli ultimi anni. Scientificamente meno accurato di altri capolavori del genere (ecco, non è Interstellar… ma non sono tutti Nolan, e non tutti possono contare sulla supervisione di Kip Thorne), ma dal punto di vista emotivo è meraviglioso. E Ryan Gosling è semplicemente straordinario. Se non l’avete visto al cinema in primavera, recuperatelo questa estate: ne vale assolutamente la pena.

Album “da viaggio” per definizione, nel 2026 il terzo (e forse il migliore) album dei Jamiroquai compie 30 anni, senza invecchiare mai. Ascoltare oggi la traccia di apertura – “Virtual insanity” – assume un nuovo e profondo significato, in un mondo in cui non si fa che parlare di IA, spesso in maniera approssimativa e inconsapevole.

Perec fonda l’arte del puzzle sulle tesi della Gestalttheorie: “non sono gli elementi a determinare l’insieme, ma l’insieme a determinare gli elementi”. Il singolo pezzo osservato non permette di dedurre la conoscenza del tutto. Su questa griglia si innesta il progetto del protagonista Bartlebooth: dipingere 750 acquarelli di mari in giro per il mondo, trasformarli in puzzle di legno, ricomporli anni dopo e infine dissolverli nel luogo esatto di creazione. Un’impresa concepita “con lo scopo di non lasciare alcuna traccia del proprio passaggio”.

Specie di spazi mostra come il tentativo di catalogare luoghi e oggetti risponda sempre alla stessa urgenza rilevata in La vita, istruzioni per l’uso: tracciare le coordinate dello spazio prima che svanisca. Perec confessa la mancanza di punti di riferimento incrollabili: “Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza…”.

Puntata con Julio Velasco Ci sono allenatori che vincono. E poi ci sono quelli che cambiano per sempre il modo di pensare uno sport. Julio Velasco è passato dal BSMT.

La serie GenZ che fa impazzire i millennial.

Libro sull’emergenza educativa della dipendenza digitale di bambini e ragazzi, analizza l’importanza del gioco e della socializzazione nell’età dello sviluppo e fornisce alcuni spunti utili per i genitori

È un libro denso e interessante che parte da questa considerazione: «Il concetto dei “luoghi lasciati indietro” è ormai un cliché: il paese che si svuota, la città media postindustriale senza più capacità produttiva, il divario crescente tra grandi città dinamiche e il resto del paese. È necessario recuperare una modalità di governo che tratti ogni luogo come se contasse, soprattutto perché, democraticamente, conta». La crescente distanza tra i luoghi che contano e quelli che non contano è oggi uno dei principali fattori di fragilità delle democrazie.

In questo libro-inchiesta, Tonia Mastrobuoni ricostruisce una rete capillare di movimenti estremisti che hanno smesso di stare ai margini: oggi lavorano con metodo per infiltrare le istituzioni, costruire consenso locale, riscrivere la memoria e conquistare il potere “dal basso”. Un libro importante per non trovarci impreparati.

In India non si è mai soli: famiglia villaggio, servitù. La solitudine non esiste, ma quando due giovani, un ragazzo e una ragazza emigrano si trovano soli. Sbaglieranno strada? raddrizzeranno le loro vite? Si incontreranno? Leggete questo splendido e ricco romanzo per saperlo. Ne vale la pena. Per me che amo tanto l’India è stato un ritorno e una scoperta.

Analizza con lucidità angoscia, senso di colpa e paura del giudizio, mostrando come il timore di essere scoperti superi spesso la punizione stessa. Oggi questa dinamica potrebbe coincidere con la gogna mediatica, un’esposizione pubblica e permanente che amplifica il giudizio ben oltre i fatti.

Il racconto di un viaggio dalle rive di Londra alle coste del Congo: un percorso di esplorazione geografica che diventa soprattutto una discesa nelle zone più oscure del male umano. Denuncia feroce del colonialismo, dell’ipocrisia imperialista e dell’idea stessa di “civiltà”.

Il messaggio alla base del libro è proprio il contrario di quello che si legge nel titolo provocatorio: gli altri non sono “idioti”, semplicemente vedono il mondo, elaborano le informazioni e comunicano in modo diverso dal nostro. Con alcune persone ci si capisce al volo, mentre con altre anche una conversazione apparentemente semplice può trasformarsi in una sfida e questo perchè ognuno tende ad adottare uno stile comunicativo prevalente, che influenza il modo di relazionarsi, prendere decisioni e lavorare con gli altri.

Va bene, lo ammetto: sono un’appassionata del genere “romanzo storico familiare”. E quindi, eccone uno. Il Salento degli anni ’50/60, un fratello e una sorella divisi da una scelta, una domanda che ritorna: “Andare o restare?”. Un romanzo che parla di attaccamento e libertà, di coraggio e paura, della ricerca della felicità, della capacità (o incapacità) di riconoscerla, abbracciarla oppure sacrificarla.