Una nuova idea di programmazione per lo sviluppo: il percorso della Regione Sardegna
Dalla capacità amministrativa alla strategia iSTARE, la Regione Sardegna sta portando avanti un percorso che mette in relazione investimenti, territori e politiche per le imprese. Perché non è sufficiente programmare nuove risorse, bisogna generare sviluppo duraturo. Questo richiede anche un cambiamento nel modo in cui la pubblica amministrazione programma, decide e attua le politiche di sviluppo, leggendo i bisogni dei territori per orientare le decisioni
30 Luglio 2026
Giuseppe Meloni
Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio della Regione Sardegna

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La Regione Sardegna sta vivendo una stagione di profonda evoluzione delle proprie politiche di sviluppo. Dopo anni di investimenti nei territori, oggi – oltre a programmare nuove risorse – intendiamo valorizzare quanto è stato costruito, mettere in relazione interventi, servizi, imprese e comunità e fare della programmazione uno strumento capace di generare sviluppo duraturo. È questa la visione che, come Assessore della Programmazione, sto cercando di tradurre in azione insieme ai territori della Sardegna.
Una trasformazione di questo tipo richiede però anche un cambiamento nel modo in cui la pubblica amministrazione programma, decide e attua le politiche di sviluppo. Oggi per governare processi complessi è necessario superare la frammentazione tra fondi, competenze e sistemi informativi ma anche leggere i bisogni dei territori, orientare le decisioni e mettere in relazione politiche che troppo spesso hanno viaggiato su binari paralleli.
È in questa prospettiva che si collocano PATeR e TEMPU, i due progetti presentati dalla Regione Sardegna a FORUM PA 2026. Il primo interviene sull’organizzazione, sui processi e sulla capacità amministrativa; il secondo punta a integrare dati e sistemi di monitoraggio per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche.
Questa evoluzione del metodo amministrativo trova applicazione anche nella nuova stagione della Programmazione Territoriale, che negli ultimi anni ha coinvolto quasi tutta la Sardegna, mobilitando risorse rilevanti e dando vita a centinaia di interventi. È un patrimonio importante, che continueremo a consolidare accompagnando i territori nel completamento delle opere ancora in corso, nel superamento delle criticità che ne rallentano l’attuazione e nella gestione di nuovi interventi.
Dobbiamo però anche fare in modo che quanto è stato costruito continui a produrre effetti, generi nuove opportunità e contribuisca realmente a migliorare la qualità della vita e la capacità di crescita delle comunità.
È qui che si colloca il passaggio decisivo della nuova stagione di Programmazione Territoriale nell’isola: evolvere da un’attenzione spesso focalizzata sui singoli interventi verso un’integrazione ancora più profonda tra investimenti, servizi, competenze, imprese e territori.
Un’infrastruttura, una struttura culturale, un percorso dedicato alla mobilità sostenibile o un servizio pubblico esprimono pienamente il proprio valore quando entrano a far parte di una rete più ampia e sono messi nelle condizioni di funzionare, essere utilizzati e produrre sviluppo nel tempo.
Questa evoluzione si traduce anche in una nuova generazione di progetti tematici, pensati per creare reti su scala sovralocale e regionale, migliorare l’accesso ai servizi essenziali, accrescere l’attrattività e sostenere la capacità progettuale e gestionale degli enti locali.
Cambia anche il ruolo della Regione. Continueremo a programmare le risorse e a garantire il buon andamento degli interventi, ma vogliamo essere sempre più un’amministrazione che accompagna i territori, li sostiene nel superamento delle criticità, favorisce il confronto tra esperienze diverse e li aiuta a trasformare le proprie vocazioni in strategie di sviluppo forti e durevoli.
Da questa visione nasce iSTARE, la strategia che identifica la nuova stagione delle politiche territoriali della Sardegna. Il nome deriva dal verbo sardo istare, che significa “stare”, “abitare”, “rimanere”. Ma il nostro obiettivo non è chiedere alle persone di restare. È creare le condizioni affinché vivere, lavorare, fare impresa, investire, tornare e costruire il proprio progetto di vita in Sardegna diventino una scelta libera, possibile e desiderabile.
iSTARE esprime una visione di sviluppo regionale nella quale i territori sono luoghi di vita, produzione, cultura, relazioni e innovazione. È una strategia che riguarda i paesi e le aree interne, ma anche i sistemi urbani, i territori costieri e quelli rurali con l’intento di ridurre le distanze, valorizzare le specificità locali e offrire opportunità reali alle persone e alle imprese.
Lo stesso principio orienta le politiche regionali per il sistema produttivo, che stiamo sviluppando lungo due direttrici complementari.
La prima riguarda i piccoli Comuni e i territori maggiormente esposti allo spopolamento. Le misure regionali non si limitano a sostenere la nascita di nuove attività, ma riguardano anche le imprese già esistenti, perché nei centri più fragili un’attività economica è sinonimo di servizi, relazioni e possibilità di permanenza. L’estensione delle agevolazioni dai Comuni sotto i 3.000 abitanti a quelli fino a 5.000 amplia la platea dei territori coinvolti, con una particolare attenzione alle imprese giovanili e femminili.
La seconda direttrice riguarda l’attrazione di investimenti di maggiore dimensione attraverso i contratti di investimento nei comparti turistico e industriale. La Sardegna ha bisogno di sostenere le attività diffuse nei territori, ma anche di attrarre progetti capaci di ampliare la base produttiva, generare occupazione qualificata e accrescere la competitività regionale.
Sono due direttrici che rispondono alla stessa visione: uno sviluppo dei territori che si fonda su un tessuto imprenditoriale vitale e, allo stesso tempo, su contesti capaci di offrire servizi, infrastrutture, competenze.
Nei prossimi anni il risultato di questa strategia non potrà essere misurato soltanto nel numero delle opere concluse o nell’ammontare delle risorse investite. Dovrà essere valutato nella capacità dei territori di collaborare, delle imprese di trovare condizioni favorevoli per investire e crescere e delle comunità di partecipare alle scelte che ne determinano lo sviluppo.
La vera eredità di iSTARE dovrà essere questa: territori più connessi e attrattivi, amministrazioni più capaci, imprese più solide e persone che possano scegliere di stare in Sardegna perché vi trovano servizi, opportunità e una buona qualità della vita.