FORUM PA Sanità 2026: quattro direttrici per costruire il sistema salute del futuro
È dentro una tensione tra domanda di cura crescente, risorse limitate e necessità di trasformazione del SSN che si colloca FORUM PA Sanità 2026 (il 21-22 ottobre a Roma). Quattro le direttrici su cui si basa l’intera struttura della Manifestazione: la sanità di prossimità digitale e i percorsi integrati, la misurazione del valore e il Performance Management, la valorizzazione dei dati e delle infrastrutture abilitanti, e il ripensamento delle strutture sanitarie basato sull’esperienza del paziente
2 Settembre 2026
Simona Solvi
Manager Healthcare Innovation, Digital360GOV
Massimo Tarantino
Sector Leader Sanità, Digital360GOV

Foto di 13on su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/foto-in-scala-di-grigi-di-persone-che-attraversano-la-strada-pedonale-a4gn0tegY_g
La sfida della sanità italiana non è più solo innovare, ma trasformare l’innovazione in capacità stabile del sistema. Dopo la forte accelerazione impressa dal PNRR, il Sistema Sanitario entra infatti in una fase diversa: quella in cui tecnologie, nuovi modelli organizzativi, competenze, processi e infrastrutture devono essere consolidati, integrati e valutati per il valore che producono per cittadini, professionisti, comunità, territori. Occorre cioè costruire un ecosistema sanitario “antifragile”.
La continua e crescente pressione sulla domanda rende questo passaggio urgente ma soprattutto irrinunciabile. Secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2026 le persone con almeno 65 anni sono 14,8 milioni – il 25,1% della popolazione – e l’Italia è il Paese dell’UE27 con la maggiore incidenza di over 65. Nel 2025 il 22,8% della popolazione che vive in famiglia, pari a 12,8 milioni di persone, conviveva con almeno due malattie croniche; oltre 7 milioni di persone presentavano contemporaneamente multimorbilità e limitazioni nelle attività.
A fronte di una domanda di cura sempre più complessa, anche la disponibilità di professionisti rappresenta una criticità: l’Italia dispone di 6,9 infermieri ogni 1.000 abitanti contro i 9,2 della media OCSE e di appena 1,5 operatori di long-term care ogni 100 over 65, rispetto ai 5 della media OCSE (Rapporto OECD, Health at a Glance 2025 – Italy).
È dentro questa tensione tra domanda crescente, risorse limitate e necessità di trasformazione che si colloca FORUM PA Sanità 2026, il 21 e 22 ottobre a Roma. I quattro assi della manifestazione raccontano altrettanti passaggi indispensabili per costruire il sistema salute del futuro: avvicinare la cura dove sono le persone, misurare il valore prodotto, rendere dati e infrastrutture realmente abilitanti e ripensare gli spazi della salute a partire dall’esperienza.
La struttura delle sessioni riflette una precisa scelta di metodo: partire da una lettura strategica affidata a un keynote speaker istituzionale, portare al centro esperienze concrete realizzate da Regioni, Aziende Sanitarie, Ospedali, Istituti di Ricerca e Organizzazioni pubbliche e private, e arrivare infine al confronto in tavola rotonda tra i diversi livelli della governance sanitaria. L’obiettivo è passare dalla singola esperienza alla domanda più difficile: che cosa serve per rendere quell’innovazione, strutturale, replicabile e parte integrante del sistema?
Quattro le direttrici su cui si basa l’intera struttura del FORUM:
La sanità di prossimità digitale: modelli territoriali e percorsi di cura integrati
L’invecchiamento della popolazione e la diffusione della cronicità stanno spostando una parte crescente del bisogno sanitario fuori dall’ospedale. È questa la ragione per cui il rafforzamento dell’assistenza territoriale e soprattutto in logica “on to one” rappresenta uno dei principali cantieri di trasformazione del SSN.
Il DM 77/2022 e la Missione 6 del PNRR hanno definito un nuovo assetto fondato su Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, Ospedali di Comunità, assistenza domiciliare e connected health. Il monitoraggio AGENAS segue proprio l’attivazione di queste strutture e dei relativi servizi, oltre al livello di integrazione sociosanitaria dei distretti.
Il punto, tuttavia, non è soltanto aumentare l’offerta territoriale, ma renderla effettivamente capace di prendere in carico persone con bisogni continui e multidimensionali. La telemedicina, il telemonitoraggio e i nuovi modelli di coordinamento possono contribuire a portare la cura più vicino al domicilio, ma richiedono processi integrati, competenze e connessione tra professionisti e servizi.
Per questo il confronto coinvolgerà chi sta affrontando la trasformazione dal punto di vista della programmazione e dell’attuazione: istituzioni nazionali e regionali, direzioni generali, responsabili dell’innovazione e dei sistemi informativi delle aziende sanitarie e partner privati. Le esperienze territoriali saranno il punto di partenza per discutere quali modelli siano realmente in grado di superare la frammentazione tra ospedale, territorio e domicilio.
Misurare il valore: modelli di Performance Management e valutazione degli esiti per il SSN
Se la prima sfida è cambiare il modo in cui si organizza la cura, la seconda è capire se quel cambiamento produce davvero valore. In un SSN nel quale la domanda cresce e le risorse devono essere utilizzate in modo sempre più selettivo, non è sufficiente sapere quante prestazioni vengono erogate: occorre comprendere quali risultati producono.
È qui che entrano in gioco la Value-Based Healthcare, la valutazione degli outcome, l’appropriatezza e i modelli di Performance Management. Anche la Riforma Accrual del PNRR (Riforma 1.15 – “Dotare le pubbliche amministrazioni di un sistema unico di contabilità economico-patrimoniale Accrual”, inserita nella Missione 1, Componente 1 – M1C1 – del PNRR), con la finalità di introdurre un sistema unico di contabilità economico-patrimoniale basato sul principio accrual coerente con gli standard IPSAS/EPSAS e con il quadro europeo, va nella direzione di rafforzare la qualità dell’informazione economico-patrimoniale e la capacità di leggere in maniera più strutturata la performance delle amministrazioni pubbliche.
La disponibilità di dati sempre più numerosi apre però una questione ulteriore: quali indicatori utilizzare e come trasformarli in strumenti utili alle decisioni cliniche, organizzative e strategiche? Il passaggio dall’adempimento al governo richiede sistemi capaci di mettere in relazione attività, costi, qualità ed esiti.
È un tema che coinvolge direttamente direzioni generali, responsabili del controllo di gestione, dirigenti regionali e manager della sanità pubblica e privata. Le esperienze porteranno all’attenzione modelli di valutazione, sistemi di monitoraggio, cruscotti direzionali che mostrano come il dato possa diventare uno strumento per orientare le scelte, responsabilizzare le organizzazioni e individuare ciò che genera valore.
Dati e infrastrutture abilitanti: dal patrimonio informativo alla generazione di valore per il sistema salute
La sanità digitale entra in una nuova fase. Dopo gli investimenti del PNRR in Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, Cartella Clinica Elettronica, Piattaforma Nazionale Telemedicina e infrastrutture dati (Ecosistema dei Dati Sanitari – EDS), la questione centrale non è più soltanto digitalizzare le informazioni, ma fare in modo che possano circolare, essere interpretate e utilizzate nei processi di cura e di governo.
Il Ministero della Salute indica il FSE 2.0 come componente destinata a raccogliere e rendere disponibili informazioni cliniche e amministrative, supportando cittadini e professionisti e abilitando anche servizi di telemedicina e strumenti per la continuità assistenziale.
Al tempo stesso, il quadro europeo sta cambiando rapidamente. Il Regolamento sull’European Health Data Space è entrato in vigore il 26 marzo 2025 e prevede un percorso progressivo verso la condivisione transfrontaliera dei dati sanitari e il loro riutilizzo per ricerca, innovazione e politiche pubbliche; le principali disposizioni inizieranno ad applicarsi dal 2029.
A questo si aggiungono intelligenza artificiale, cybersecurity e interoperabilità: driver di trasformazione digitale con un potenziale enorme, ma che rendono sempre più importante definire responsabilità, sicurezza, standard e competenze. La discussione coinvolgerà quindi responsabili regionali dei sistemi informativi, direzioni tecnologiche delle aziende sanitarie, istituti di ricerca, professionisti clinici e istituzioni nazionali, mettendo a confronto esperienze che già oggi sperimentano IA, nuovi ecosistemi del dato, digital twin e strumenti avanzati di supporto alla decisione.
Strutture Sanitarie del futuro: ripensare spazi e servizi a partire dall’esperienza del paziente
Il quarto asse porta la trasformazione dentro i luoghi della cura. Le attuali strutture, infatti, devono cambiare per rispondere a una sanità più distribuita, digitale e orientata all’esperienza della persona. Di conseguenza, e in prospettiva, anche le nostre case potranno affrontare una trasformazione che le renda coerenti con il nuovo assetto di cura.
Molte strutture sono state progettate per modelli assistenziali diversi da quelli attuali. Oggi è necessario ripensare contemporaneamente spazi, percorsi, tecnologie e organizzazione, considerando anche efficienza operativa, sostenibilità e accessibilità. L’esperienza del paziente diventa così una variabile progettuale: orientarsi in una struttura, prenotare, effettuare il check-in, ricevere informazioni e passare da un servizio all’altro sono parti dello stesso Patient Journey.
La trasformazione riguarda inoltre il rapporto tra tecnologia e cura. Strumenti digitali, servizi proattivi e intelligenza artificiale possono semplificare l’accesso e supportare i professionisti, ma introducono nuove esigenze di trasparenza, sicurezza ed equità. L’AI Act europeo prevede infatti specifici obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio e un percorso di applicazione progressiva, con le regole specifiche per l’IA integrata in prodotti come i dispositivi medici previste dal 2028.
È quindi necessario alimentare un confronto tra competenze diverse: direzioni generali e sanitarie, responsabili della pianificazione regionale, progettisti e manager dell’innovazione, esperti di tecnologia e professionisti che gestiscono e strutturano quotidianamente i percorsi di pazienti e operatori. Le esperienze permetteranno di mostrare come nuovi poli di cura, strumenti di IA, sostenibilità e progettazione human-centered possano convergere in un modello diverso di struttura sanitaria.
Le quattro direttrici sono quindi capitoli di un’unica storia di trasformazione. La prossimità ha bisogno di dati e infrastrutture; i dati servono per sostenere i processi di cura e misurare il valore; la misurazione orienta le decisioni sugli investimenti e sui modelli organizzativi; gli spazi e i modelli organizzativi devono infine riflettere i nuovi percorsi di cura.
È questo il passaggio che FORUM PA Sanità 2026 vuole rendere visibile: non una vetrina di singole innovazioni, ma un luogo in cui esperienze diverse possano essere messe in relazione con la governance del sistema, per capire quali soluzioni hanno già dimostrato di funzionare e soprattutto come trasformarle in patrimonio comune del Sistema Sanitario.