Sanità: tempi di attesa principale criticità per gli italiani, ma c’è fiducia nell’innovazione per un SSN più accessibile

Home Sanità Sanità: tempi di attesa principale criticità per gli italiani, ma c’è fiducia nell’innovazione per un SSN più accessibile

Tra i cittadini c’è una crescente fiducia nell’innovazione, ma il vero banco di prova resta la capacità di migliorare l’accesso alle cure e la sostenibilità del sistema. Secondo l’indagine demoscopica realizzata da FPA con l’Istituto Piepoli, presentata oggi in occasione di FORUM PA Sanità 2026, per il 74% dei cittadini il principale nodo del SSN riguarda i tempi di attesa troppo lunghi, mentre il 56% denuncia la carenza di medici e infermieri. Puntare sull’innovazione digitale e organizzativa è la strada da seguire anche per sciogliere questi nodi: l’82% la considera fondamentale per prenotazioni e pagamenti, il 79% per il coordinamento sociosanitario, il 74,5% per ridurre le liste

22 Ottobre 2026

F

Redazione FPA

Gli italiani, quando pensano agli aspetti più critici del sistema sanitario, mettono ancora al primo posto problemi strutturali, come i tempi di attesa e la scarsità di organico, ma l’innovazione apre anche grandi opportunità, a patto che si diffonda un utilizzo sempre più pervasivo e maturo degli strumenti digitali.

Per il 74% degli italiani i tempi di attesa troppo lunghi per visite, esami e prestazioni, sono il problema attualmente più sentito, seguiti dalla carenza di medici, infermieri e personale sanitario (56%) e dall’aumento dei costi sostenuti direttamente dalle famiglie per curarsi (39%). Proiettando lo sguardo sui prossimi dieci anni, le principali preoccupazioni riflettono i medesimi nodi: la carenza di personale sanitario (55%), l’ulteriore allungamento dei tempi di attesa (54%) e l’aumento della spesa sanitaria a carico del bilancio familiare (49%).

I cittadini vedono nell’innovazione tecnologica e organizzativa una leva per risolvere molti di questi problemi: alla domanda se si aspettano un impatto positivo sulla riduzione dei tempi di attesa, il 74,5% risponde in modo affermativo. Ma solo nel 57% dei casi guardano con ottimismo all’uso di strumenti innovativi e IA a supporto di medici e operatori sanitari. Numeri che sono lo specchio dell’attuale utilizzo degli strumenti digitali, che si concentra su ricette elettroniche, prenotazioni, pagamenti e consultazione online di referti, mentre ancora scarsamente utilizzati sono servizi più avanzati (televisita, app per monitorare i parametri di salute e servizi basati sull’IA).

Sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine demoscopica realizzata da FPA in collaborazione con l’Istituto Piepoli, rivolta a un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiore di 18 anni, e presentata oggi in occasione di FORUM PA Sanità 2026.

I commenti

“Con questa indagine abbiamo voluto far emergere la visione dei cittadini sul sistema sanitario, che naturalmente mette in evidenza problemi molto sentiti, su cui è necessario ancora riflettere, confrontarsi e cercare soluzioni – ha sottolineato Gianni Dominici, Amministratore delegato di FPA – . Ma pur non volendo negare le criticità esistenti, dobbiamo guardare anche a quanto è stato fatto in questi anni, ai tanti progetti di innovazione digitale e organizzativa che sono stati avviati e realizzati a livello centrale e locale. Per questo oggi a FORUM PA Sanità presentiamo decine di esperienze realizzate nelle nostre Regioni: conoscerle e rendere evidente il cambiamento che stanno generando, è il punto di partenza per passare dall’innovazione isolata a un’innovazione di sistema”.

“Dall’indagine emerge come i cittadini non respingano il digitale, anzi lo utilizzino sempre di più – ha commentato Mariano Corso, co-fondatore Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e Presidente P4I – Partners for Innovation -. Tuttavia, ricorrono soprattutto a strumenti semplici, che hanno un’utilità immediata per semplificare esigenze che potremmo definire burocratiche, come le prenotazioni e i pagamenti, o per ottimizzare i tempi, come nel caso della disponibilità online di ricette e referti. Sugli utilizzi più avanzati c’è ancora un ampio margine di miglioramento, soprattutto quando entra in gioco l’IA. Il prossimo passo sarà quello di rendere familiari anche questi strumenti, ma per farlo serve accompagnamento, evidenza su benefici e valore generato e integrazione nel percorso di cura”.

I risultati della ricerca

Le criticità di oggi e le preoccupazioni per il futuro

Le liste d’attesa sono l’emergenza percepita oggi. Il 74,2% le indica fra le principali criticità: un valore nettamente superiore alla carenza di personale (55,6%), ai costi sostenuti direttamente per curarsi (38,8%) e alle difficoltà di accesso ai servizi (29%). Nel futuro le priorità si focalizzano su personale, costi e attese. La preoccupazione più citata è la carenza di medici e infermieri (55,2%), subito seguita dall’aumento delle attese (53,7%) e dei costi per le famiglie (49,4%). Il peso dei costi cresce di 10,6 punti rispetto alla criticità percepita oggi (38,8%).

Domanda: Quali sono oggi, secondo Lei, le principali criticità del sistema sanitario italiano?

Principali criticità attuali%
Tempi di attesa troppo lunghi74,2
Carenza di medici, infermieri e altro personale55,6
Aumento dei costi diretti per curarsi38,8
Difficoltà di accesso ai servizi necessari29,0
Continuità dell’assistenza per anziani e cronici20,0

Domanda: Guardando al futuro della sanità italiana nei prossimi 10 anni, quali sono le Sue principali preoccupazioni?

Principali preoccupazioni%
Carenza di personale sanitario55,2
Aumento dei tempi di attesa53,7
Aumento dei costi a carico delle famiglie49,4
Livelli di assistenza non omogenei nel Paese34,6
Assistenza ad anziani e persone con cronicità21,8

Servizi digitali e IA, utilizzo e percezione

Non si evince nessuna sostanziale resistenza verso la digitalizzazione dei servizi sanitari, neanche nelle fasce d’età superiori. L’82,1% la considera utile per prenotazioni/accettazioni/pagamenti, il 79,4% per il coordinamento tra medico di famiglia, specialisti e ospedale, il 77,9% per la comunicazione medico-paziente e il 74,5% per ridurre le attese. Ma se i servizi digitali ordinari sono maturi, quelli avanzati non ancora. Si dichiara a proprio agio il 74,4% con le ricette elettroniche, il 67,3% con referti online e il 63,1% con le app di prenotazione. Al contrario, il 42,1% non ha mai usato una televisita, il 38,0% wearable per la salute e il 34,2% servizi IA per informazioni/orientamento. E solo il 57,2% giudica utile l’innovazione per supportare gli operatori, anche attraverso l’IA, contro circa tre quarti o più per tutti gli altri ambiti.

Domanda: Per i servizi digitali che ha utilizzato almeno una volta, qual è la sua esperienza complessiva?

ServizioA proprio agio*Difficoltà / preferenza per tradizionaleMai utilizzato
Ricette elettroniche74,418,57,1
Referti e documentazione online67,319,013,8
App di prenotazione/gestione visite63,122,814,2
Fascicolo Sanitario Elettronico61,323,615,1
Pagamenti online58,622,618,9
Wearable per parametri di salute40,621,438,0
Servizi IA per informazione/orientamento36,129,834,2
Consulto/televisita a distanza32,225,842,1

* Somma di “molto a mio agio” e “abbastanza a mio agio”.

Domanda: Per ciascuno dei seguenti ambiti indichi quanto ritiene che l’innovazione possa essere utile.

Ambito in cui l’innovazione è utile**%
Prenotazioni, accettazioni e pagamenti82,1
Coordinamento fra medico di famiglia, specialisti e ospedale79,4
Comunicazione medico-paziente77,9
Continuità del rapporto con il medico76,6
Prevenzione e promozione della salute74,6
Riduzione dei tempi di attesa74,5
Accesso ai servizi a distanza72,7
Presa in carico delle malattie croniche72,5
Supporto ai medici/operatori, anche attraverso IA57,2

** Somma di “Molto utile” e “abbastanza utile”.

I criteri per scegliere le strutture sanitarie

Ancora una volta l’accento è sui tempi: la qualità percepita passa prima di tutto dalla tempestività e rapidità delle cure e, a seguire, dalla fiducia professionale. L’interesse dei pazienti sembra spostarsi dall’efficacia all’efficienza. E l’innovazione tecnologica, da sola, non è un criterio determinante: deve rendere riconoscibili migliori tempi, accesso, coordinamento e relazione.

Domanda: Quali sono i criteri in base ai quali valuta una struttura sanitaria?

Criterio%
Tempi di attesa e rapidità delle cure69,7
Reputazione e competenze di medici/specialisti58,5
Valutazioni di altri pazienti34,1
Efficienza nell’uso delle risorse pubbliche32,4
Innovazione tecnologica percepita29,1
Esiti di salute dei pazienti28,5

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Su questo argomento

Premio FORUM PA Sanità 2026: scopri i progetti finalisti