Innovazione nella sanità pubblica: dal governo del dato ai modelli integrati di assistenza

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Dalla dashboard regionale del Lazio per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza ai modelli assistenziali del San Luigi tra Discharge Room e Lean Hospital: come la sanità pubblica trasforma i dati in valore e ridisegna gli spazi attorno all’esperienza della persona. In anteprima per FORUM PA Sanità 2026, ne parlano Cristina Matranga, Direttore Generale dell’INMI Lazzaro Spallanzani, e Salvatore Di Gioia, Direttore Sanitario dell’AOU San Luigi Gonzaga

8 Ottobre 2026

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Patrizia Fortunato

Content Editor, FPA

Foto di DEAD GOOD LEGACIES su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/sei-donne-che-si-abbracciano-allaperto-in-abiti-colorati-VBYl6cBAPsA

Segnali positivi arrivano dalle strutture sanitarie: l’Istituto Spallanzani di Roma ha ricevuto dalla Regione l’incarico di farsi capofila per l’implementazione di una dashboard regionale per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza, aggravate dall’aumentata circolazione di microrganismi antibiotico-resistenti, in tutte le 17 aziende del servizio sanitario regionale.

Nella stessa direzione si muove l’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino), che ha progettato una Discharge Room, un’area di transito e pre-dimissione ospedaliera, e ha adottato il modello Lean Hospital per la riorganizzazione delle sale operatorie, ispirandosi all’organizzazione ‘snella’ presa in prestito dal mondo Toyota.

Sono queste alcune delle esperienze che presenteremo a FORUM PA Sanità 2026 e che in questa intervista a Cristina Matranga, Direttore Generale dell’INMI Lazzaro Spallanzani IRCCS, e Salvatore Di Gioia, Direttore Sanitario dell’AOU San Luigi Gonzaga, anticipiamo.

Dal patrimonio informativo alla generazione di valore per il sistema sanitario regionale

L’invisibile minaccia delle infezioni ospedaliere e dell’antibiotico-resistenza non si combatte con la solitudine dei reparti, ma con la forza di una rete, che funziona quanto più è estesa, capillare e capace di attivare relazioni significative con un numero sempre crescente di soggetti.

Mese dopo mese dal 2024 al 2026, la rete che ha coinvolto tutte le aziende della regione Lazio si è riunita una volta al mese per mettere in piedi il percorso formativo e strutturare la dashboard, un’infrastruttura resa possibile alla luce di due grandi esperienze: il piano straordinario di formazione PNRR (Investimento M6C2 I2.2) da 4,3 milioni di euro, gestito dallo Spallanzani per formare 16.600 operatori sanitari sulle infezioni correlate all’assistenza, e il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR), che ha stanziato 2,4 milioni di euro affidati allo Spallanzani per l’implementazione tecnologica della piattaforma.

La dashboard, già attiva in sei delle diciassette aziende del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, si articola su otto moduli: notifica delle infezioni correlate all’assistenza, microbiologia, consumo di antibiotici, consumo di gel idroalcolico, indagini di prevalenza, pulizia e sanificazione, oltre al sistema di autenticazione centralizzata. L’infrastruttura monitora in tempo reale i parametri assistenziali, consente alle aziende di attivare dinamiche di benchmark reciproco e alla Regione di monitorare tutte le aziende pubbliche. Aspetto quest’ultimo rilevante, sia dal punto di vista dei costi economici generati – è evidente che un’infezione correlata all’assistenza comporta pesanti conseguenze in termini di risarcimento del danno e di prolungamento delle giornate di degenza – sia in termini di contenimento del disvalore generato come impatto per la salute.

In termini di innovazione, il progetto rappresenta anzitutto una svolta di carattere organizzativo. Il collegamento strutturale tra la rete, che consente continui confronti, e la dashboard risiede proprio nella trasformazione del dato disorganico in patrimonio di conoscenza. La misurazione isolata del consumo, ad esempio, di disinfettante acquisisce significato quando viene associata all’incidenza delle infezioni monitorate. In presenza di anomale incidenze o ridotti consumi di gel, lo Spallanzani può effettuare analisi mirate e attivare interventi formativi verticali sulla specifica struttura.

L’expertise infettivologica e la stewardship antibiotica dello Spallanzani vengono condivise con le ASL periferiche, in alcuni casi prive di specialisti dedicati come la Roma 4 e la Roma 6, prevenendo le prescrizioni non mirate. La dashboard fornisce l’infrastruttura informativa per supportare le decisioni; la rete agisce come moltiplicatore di valore, estendendosi verso l’esterno con l’opportunità in un futuro prossimo di coinvolgere le strutture del privato accreditato.

Sarà possibile approfondire ulteriormente questa esperienza durante la sessione “Dati e infrastrutture abilitanti: dal patrimonio informativo alla generazione di valore per il sistema salute”, in programma giovedì 22 ottobre presso lo Zest Hub di Roma Termini.

Dal governo dell’innovazione digitale ai nuovi spazi dell’assistenza

Le strutture sanitarie affrontano molteplici carichi, come la congestione cronica dei reparti ospedalieri a causa di flussi disallineati e sovraffollamento dei Pronto Soccorso. È il caso dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano che risponde a tali sfide attraverso un duplice asse strategico: organizzativo e clinico-assistenziale.

Un primo pilastro è rappresentato proprio dalla Discharge Room, un’area di pre-dimissione a gestione totalmente infermieristica con dodici posti letto attivi ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. I pazienti stabilizzati che hanno completato il percorso clinico acuto vi transitano negli ultimi due o tre giorni prima del rientro al domicilio o del trasferimento in strutture residenziali o riabilitative. Ispirandosi ai criteri strutturali e organizzativi definiti dal DM 77/2022 per gli ospedali di comunità, l’azienda ha di fatto anticipato sul piano pratico i modelli di integrazione con il territorio.

La riorganizzazione dei flussi ha preso in carico 797 pazienti, recuperato 3.586 giornate di degenza nei reparti e generato un risparmio di 1,43 milioni di euro rispetto ai costi di degenza ordinaria. Nel Pronto Soccorso, il tempo medio di permanenza per i pazienti ortopedici è sceso del 30% (-5 ore) e il tempo di boarding si è ridotto di 4 ore. L’assenza di orari rigidi di visita e il supporto infermieristico orientato all’educazione terapeutica e alla transizione protetta verso la gestione domestica ne caratterizzano la dimensione umanizzante.

Per quanto riguarda invece l’efficienza dei processi chirurgici, l’adozione della metodologia Lean Hospital ha profondamente ridisegnato l’operatività delle sale operatorie. L’introduzione della Referente di sala – figura infermieristica con funzione di regia – e il briefing mattutino delle 07:45 con chirurgo, anestesista e strumentista hanno elevato la produzione da 25 a 30 interventi giornalieri. Il percorso ha portato 300 interventi aggiuntivi tra febbraio e settembre 2025, con un target annuo di 500 interventi in più. Le liste d’attesa sono diminuite del 23%; la durata complessiva del percorso del paziente è scesa del 15%. L’alfabetizzazione all’approccio Lean è stata estesa a tutti i reparti aziendali.

L’organizzazione degli spazi è ripensata a partire dall’esperienza della persona: il modello Primary Nursing assegna a ogni paziente un infermiere di riferimento per l’intero ricovero; il giardino riabilitativo, la vigna terapeutica inaugurata a settembre 2025, la palestra esterna e la Camera amica in urologia arricchiscono il percorso di cura.

A corollario e al governo di tutto questo è stato deciso a livello aziendale di costruire un’organizzazione che fosse in grado di governare l’innovazione digitale. L’AOU San Luigi ha ricondotto oltre cinquanta contratti informatici frammentati in un unico accordo quadro da 57 milioni di euro della durata di nove anni, garantendo la sicurezza informatica (cybersecurity) e l’interoperabilità dei sistemi. L’implementazione della cartella clinica elettronica (finanziata dal PNRR) e dei nuovi applicativi di sala alimenta il controllo di gestione e la misurabilità dei processi Lean.

Sotto la regia del Comitato guida, l’intera azienda ospedaliera persegue ora un piano di maturità orientato agli standard internazionali EMRAM Stage 7 e al modello eHealth Journey sviluppato dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, coniugando la transizione digitale, la riorganizzazione degli spazi e la qualità dell’esperienza del paziente in un unico disegno strategico.

Sarà possibile approfondire ulteriormente questa e altre esperienze all’interno di FORUM PA Sanità 2026, nella sessione “Strutture Sanitarie del futuro: ripensare spazi e servizi a partire dall’esperienza del paziente”, in programma giovedì 22 ottobre presso lo Zest Hub di Roma Termini.

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