Dall’intelligence del dato alla governance predittiva: il 12 novembre torna FORUM PA Sicurezza
In un ambiente caratterizzato da una crescente interdipendenza tra sicurezza interna, difesa, protezione civile e sviluppo tecnologico, la resilienza del Sistema Paese si gioca non solo sulla conoscenza tempestiva di minacce, vulnerabilità e asset strategici, ma soprattutto sulla capacità di trasformare questa conoscenza in decisioni efficaci. È su questo tema che si concentra FORUM PA Sicurezza 2026: un appuntamento per leggere il cambiamento e il ruolo della governance predittiva nella nuova sfida multi-dominio
29 Ottobre 2026
Giorgia Gabucci
Analyst, FPA

Foto di Amélie Mourichon su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/lego-city-toy-on-table-hcLSA1MiU3A
La sicurezza contemporanea si confronta con uno scenario in profonda trasformazione. Le minacce non si sviluppano più all’interno di domini distinti e separati, ma attraversano confini fisici e digitali, coinvolgendo infrastrutture critiche, reti informatiche, asset spaziali, sistemi logistici e filiere industriali. In questo contesto, la sola capacità di raccogliere informazioni e monitorare fenomeni non è più sufficiente: la sfida consiste nel tradurre la disponibilità crescente di dati in capacità di anticipazione, coordinamento, ma soprattutto decisione.
È su questa evoluzione che si concentra la terza edizione di FORUM PA Sicurezza, la manifestazione di FPA dedicata all’innovazione delle amministrazioni del comparto della difesa militare e civile, della sicurezza, del soccorso pubblico e della legalità. L’appuntamento è per il 12 novembre 2026, presso la Casa dell’Aviatore di Roma, e la giornata avrà come filo conduttore il tema “Dall’intelligence del dato alla governance predittiva: la nuova sfida multi-dominio”.
L’obiettivo della Manifestazione è analizzare come la conoscenza tempestiva di minacce, vulnerabilità e asset strategici possa trasformarsi in una capacità decisionale più efficace, capace di sostenere la resilienza del Sistema Paese in un ambiente caratterizzato da una crescente interdipendenza tra sicurezza interna, difesa, protezione civile e sviluppo tecnologico.
Dall’intelligence del dato alla governance predittiva
Negli ultimi anni il dato ha assunto un valore sempre più strategico. La disponibilità di informazioni provenienti da sensori, infrastrutture digitali, sistemi satellitari, reti di comunicazione e piattaforme operative ha ampliato enormemente le possibilità di osservazione e comprensione dello scenario. Tuttavia, il vantaggio competitivo non risiede più nella sola disponibilità dei dati, ma nella capacità di integrarli, interpretarli e trasformarli in strumenti di orientamento delle decisioni.
È questo il significato più profondo del claim scelto per l’edizione 2026 di FORUM PA Sicurezza. Parlare di governance predittiva significa infatti interrogarsi su come utilizzare analisi avanzate e modelli previsionali per individuare segnali deboli, anticipare criticità e predisporre risposte coordinate prima che le minacce si manifestino pienamente.
La questione riguarda un numero crescente di ambiti. Dalla cybersicurezza alla protezione delle infrastrutture critiche, dalla gestione delle emergenze alla difesa delle filiere strategiche, emerge la necessità di costruire modelli decisionali capaci di operare in ecosistemi caratterizzati da elevata complessità e interdipendenza. Per questo – nel solco tracciato dalle prime due edizioni – la sicurezza non può più essere affrontata per compartimenti stagni. Le dimensioni cyber, spaziale, industriale, marittima e territoriale tendono infatti a convergere, rendendo indispensabile una logica multidominio che favorisca la cooperazione tra amministrazioni pubbliche, Forze Armate, agenzie specializzate, enti di ricerca e operatori privati.
La governance predittiva non è dunque soltanto una questione tecnologica. Richiede nuove competenze, modelli organizzativi aggiornati e la capacità di costruire alleanze stabili tra soggetti diversi che condividano informazioni, conoscenze e responsabilità.
Le dimensioni della governance predittiva
Se il dato rappresenta la materia prima della sicurezza contemporanea, la vera sfida consiste nel trasformarlo in capacità di anticipazione. È attorno a questa esigenza che si sviluppa il confronto proposto nel programma della mattina del 12 novembre, che affronta il tema della governance predittiva da diverse direttrici tra loro complementari.
Un primo elemento riguarda la crescente centralità delle infrastrutture e degli asset strategici. In un contesto caratterizzato dall’interconnessione tra reti fisiche e digitali, la capacità di monitorare e proteggere le risorse critiche diventa una componente essenziale della sicurezza nazionale, in un mondo in cui la sovranità digitale è tema sempre più pervasivo. La disponibilità e l’affidabilità dei dati, così come la tutela delle infrastrutture che li generano e li trasportano, rappresentano sempre più il presupposto per decisioni efficaci e tempestive.
Accanto a questo tema emerge il ruolo delle tecnologie che consentono di osservare e interpretare la realtà in modo sempre più sofisticato. L’evoluzione degli strumenti di analisi, dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme di monitoraggio e la loro implementazione in esercitazioni controllate apre infatti nuove possibilità nella comprensione dei fenomeni complessi, rendendo possibile passare da una logica prevalentemente reattiva a una maggiore capacità di previsione e pianificazione.
Allo stesso tempo, la crescente dipendenza da ecosistemi digitali rende evidente come la resilienza informatica sia un ambito trasversale a tutti gli altri. La protezione delle informazioni, la continuità operativa e la capacità di individuare tempestivamente vulnerabilità e segnali di rischio assumono un rilievo strategico che coinvolge amministrazioni, operatori pubblici e soggetti privati chiamati a condividere responsabilità e capacità di risposta.
La riflessione si estende inoltre agli aspetti organizzativi e industriali che rendono possibile ogni processo di innovazione. La disponibilità di competenze specialistiche, la capacità di attrarre professionalità qualificate, l’evoluzione dei modelli di approvvigionamento e il rafforzamento delle filiere tecnologiche costituiscono infatti elementi indispensabili per sostenere nel tempo gli obiettivi di sicurezza e resilienza. Ne emerge una visione nella quale tecnologie, infrastrutture, competenze e capacità decisionali non rappresentano ambiti distinti, ma componenti di un unico ecosistema. È proprio dalla loro integrazione che dipende la possibilità di sviluppare una governance realmente predittiva, capace non soltanto di reagire alle crisi, ma di interpretarne per tempo i segnali e predisporre risposte coordinate.
Verso una capacità nazionale di anticipazione
Nel suo terzo anno di vita, FORUM PA Sicurezza conferma la propria vocazione a essere uno spazio di confronto tra istituzioni, amministrazioni pubbliche, Forze Armate, organismi di sicurezza, ricerca e imprese impegnate nello sviluppo delle capacità strategiche del Paese. L’edizione 2026 segna un passaggio importante nell’evoluzione del dibattito avviato nelle precedenti edizioni. Se l’attenzione è stata finora rivolta alla necessità di integrare processi, organizzazioni e tecnologie, oggi il confronto si sposta sulla capacità di utilizzare questa integrazione per costruire modelli decisionali più tempestivi, consapevoli e orientati al futuro. FORUM PA Sicurezza 2026 si propone di contribuire a questa riflessione, mettendo in rete competenze, tecnologie e visioni diverse per immaginare le architetture della sicurezza di domani.
Main Partner di FORUM PA Sicurezza 2026: Accenture, Cloudera, TXT Public Sector.