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Abilitare il lavoro ibrido con la social collaboration [AD.04]

17 Giugno dalle 13:30 alle 14:30

Sala VERDE

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Da più parti si fa strada un modello di lavoro ibrido come logica evoluzione dello smart working e soprattutto del jail-working (lavoro remoto chiusi in casa) attuato durante il periodo pandemico. È un modello che probabilmente si affermerà come prevalente nel new normal perché in grado di garantire equilibrio fra le funzioni esercitabili in presenza e quelle che non necessitano di un presidio continuo in ufficio. Di fatto il lavoro ibrido è una combinazione di lavoro a distanza e lavoro in presenza che non presuppone la definizione di rigide percentuali di soggetti da assegnare all’una o all’altra modalità e, fondamentalmente, si basa sulla capacità di gestire team di persone che operano in luoghi diversi, in tempi diversi e con strumenti diversi, non solo attraverso l’uso di particolari software (che comunque sono utili allo scopo) ma, e soprattutto, con una rinnovata cultura manageriale e una visione che siano in grado di riportare le persone al centro dei processi di innovazione. Prendendo poi spunto dalle mutate esigenze dei lavoratori, soprattutto in riferimento al life balance, e dalla consapevolezza che gli stessi hanno maturato durante il periodo di lavoro da remoto forzoso, quando hanno constatato come sia di fatto possibile esercitare molte attività senza doversi recare in ufficio, possiamo assolutamente prendere atto che il ricorso al lavoro ibrido permetterà finalmente alle organizzazioni di diventare più umane e soprattutto più competitive.

Programma dei lavori

  • 13:30
    14:30

    Interviene[AD.04]

    •  Gianluigi Cogo
      Gianluigi Cogo

      Esperto di innovazione digitale nella PA

      Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde la cultura digitale.
      In rete dai primissimi anni ’90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’.
      Verso la fine degli anni ’90 fonda, assieme ad altri colleghi, il primo network dei comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e infine uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’.
      Presso la Regione Veneto si è occupato di Agenda Digitale e Progetti comunitari e ha creato una delle prime intranet della PA basata su workspace e dinamiche social.
      Ha sviluppato Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è stato fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Per diversi anni è stato anche docente a contratto all’Università Ca’ Foscari.
      Attualmente svolge attività di consulente freelance sulle tematiche della trasformazione digitale, sui nuovi modelli organizzativi e sull’economia dei dati.
      E’ molto attivo in rete con il suo blog: http://www.webeconoscenza.net nonché autore dei libri “La cittadinanza digitale” e “I siti web della pubblica amministrazione”. “I Social Network per la PA” e “Business Networking”.

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