Accessibilità digitale nella PA: dall’European Accessibility Act alla sfida della conformità continua
L’accessibilità digitale nella PA non è solo un adempimento, ma una condizione per l’esercizio universale dei diritti di cittadinanza. Raggiungerla resta però un processo complesso tra oltre 130 criteri per i siti web e più di 160 per le app; la criticità principale risiede nel mantenimento dinamico dei contenuti. Per superare i controlli una tantum servono strumenti di automazione e monitoraggio continuo. Ne parleremo il prossimo 3 dicembre nel webinar organizzato con Eye-Able
5 Novembre 2026
Michela Stentella
Direttrice testata www.forumpa.it

Foto di Am su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/una-donna-che-si-copre-gli-occhi-con-un-lenzuolo-bianco-S6tu5-fYunw
Garantire l’accessibilità di siti web, applicazioni e servizi digitali non è solo un adempimento e non è un diritto riservato esclusivamente alle persone con disabilità: è una condizione imprescindibile per l’esercizio universale dei diritti di cittadinanza. In un contesto in cui la fruizione di prestazioni pubbliche, prenotazioni sanitarie e adempimenti amministrativi avviene ormai prevalentemente online, eliminare ogni forma di barriera digitale è un imperativo etico e sociale.
Il quadro normativo in Italia ha una lunga tradizione: la Legge Stanca (L. 4/2004) da oltre vent’anni disciplina l’accessibilità dei sistemi informatici per le Pubbliche Amministrazioni e recentemente il panorama è stato ridefinito dall’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA / Direttiva UE 2019/882), recepita nell’ordinamento nazionale con il D.Lgs. 82/2022. L’EAA ha esteso i requisiti di accessibilità a un vasto bacino di soggetti privati – includendo le aziende con più di 10 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo superiore a 2 milioni di euro –, armonizzando gli standard sull’intero mercato unico. E le Linee guida AgID sull’accessibilità stabiliscono le regole tecniche e gli obblighi per rendere i servizi digitali inclusivi e conformi alla normativa nazionale ed europea.
Per gli enti pubblici sono state fissate scadenze precise:
- Entro il 31 marzo: pubblicazione obbligatoria degli Obiettivi di accessibilità per l’anno in corso.
- Entro il 23 settembre: trasmissione e aggiornamento annuale della Dichiarazione di accessibilità, documento formale che attesta lo stato di conformità dei canali digitali.
La vigilanza sull’applicazione delle norme è affidata all’AgID, con un sistema sanzionatorio che comprende sanzioni amministrative pecuniarie, l’oscuramento del sito non conforme o il ritiro delle app dagli store digitali. A ciò si affianca la tutela garantita dalla Legge 67/2006, secondo cui il mantenimento di barriere digitali costituisce una forma di discriminazione diretta nei confronti delle persone con disabilità.
Le criticità operative: perché la compliance teorica non basta
Raggiungere la piena accessibilità, nel rispetto dei principi WCAG e della norma UNI EN 301 549, resta un processo complesso. Le verifiche tecniche richiedono il soddisfacimento di oltre 130 criteri per i portali web e più di 160 per le applicazioni mobili. Per le pubbliche amministrazioni il principale fattore di criticità risiede nel mantenimento dinamico dei contenuti. Un esempio? L’inserimento di immagini prive di testo alternativo o la pubblicazione di documenti PDF non strutturati, che rischiano di compromettere la conformità complessiva del sito.
Per superare la prassi dei controlli una tantum e garantire un monitoraggio costante, sono però disponibili strumenti capaci di automatizzare l’analisi e accelerare le correzioni.
L’innovazione tecnologica al servizio dell’inclusione
In questo scenario si inserisce la collaborazione tra FPA e Eye-Able, realtà europea specializzata nell’accessibilità digitale, che supporta enti pubblici e organizzazioni lungo l’intero percorso di conformità: dall’individuazione delle criticità alla loro risoluzione, fino al monitoraggio continuo nel tempo.
L’approccio di Eye-Able combina tre elementi complementari: una piattaforma integrata che assicura controllo e continuità operativa; tecnologie di intelligenza artificiale che accelerano l’identificazione delle non conformità e supportano i processi di remediation; e un team di specialisti che affianca le organizzazioni nella verifica, prioritizzazione e gestione degli interventi più complessi.
L’obiettivo non è soltanto raggiungere la conformità normativa, ma renderla sostenibile nel tempo, semplificando la gestione dell’accessibilità e riducendo il carico operativo delle strutture coinvolte.
Tra le soluzioni che compongono questo approccio integrato
- Audit e reportistica EAA: una piattaforma di scansione automatica periodica che analizza i portali secondo gli standard WCAG e genera i report necessari per compilare la Dichiarazione di accessibilità.
- Remediation automatica integrata nel CMS: grazie all’inserimento di uno script JavaScript, il sistema dialoga direttamente con il CMS del sito web, rilevando le non conformità e applicando correzioni istantanee con un solo clic (incluso l’inserimento automatizzato dei testi alternativi mancanti grazie ai suggerimenti dell’intelligenza artificiale).
- PDF Audit & Remediation: uno strumento specifico per analizzare le barriere interne ai file PDF caricati e ripristinarne la conformità strutturale. Anche i PDF scansionati.
- Widget di assistenza personalizzata (Eye-Able Assist): un’interfaccia che consente alle persone con disabilità visive, motorie o cognitive di adattare la navigazione del sito alle proprie esigenze.
Per approfondire il quadro di riferimento per la PA e avere una dimostrazione pratica di come l’automazione CMS possa semplificare la gestione quotidiana dei portali pubblici, FPA e Eye-Able promuovono un webinar gratuito che si terrà il 3 dicembre: le iscrizioni sono aperte!