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Le problematiche delle Regioni soggette ai Piani di Rientro dal disavanzo sanitario
Variale afferma che il provvedimento in vigore allontana i territori più in difficoltà da quelli più ricchi del Paese smembrandone ancor più l’unità perché le Regioni soggette ai Piano di Rientro non possono usare la fiscalità di vantaggio. Nonostante a fine 2011 la Campania avrà recuperato 300 milioni di disavanzo, mancano processi di accompagnamento per le Regioni volenterose, uno dei quali potrebbe essere una deroga al divieto di stabilizzazionedei precari che porterebbe a risparmiare sugli oltre 350 milioni di straordinari pagati.
Il Network Italiano per la Sanità (N.I.San.)
Il N.I.San. è un network di aziende sanitarie costituito con lo scopo di elaborare i costi standard delle prestazioni sanitarie attraverso l’elaborazione dei costi delle attività sanitarie, svolte da ciascuna azienda, secondo uno strumento omogeneo (HABC). Il percorso è iniziato in relazione ai costi di ricovero, ma si sta sviluppando nella direzione della determinazione degli HRG (Healtcare Results Group), che stanno ad indicare i percorsi complessivi di una tipologia di utente in relazione alle tre grandi aree delle prestazioni: ricoveri, prestazioni ambulatoriali, attività territoriali.
L’utilizzo direzionale degli standard N.I.San.
In questo intervento, collegato a quello del Dott. Pasdera sull’elaborazione degli standard N.I.San, Daniela Carraro analizza come un’Azienda Sanitaria può utilizzarli per migliorare l’utilizzo delle risorse rispetto agli obbiettivi assegnati dalla Regione. Facendo l’esempio pratico della degenza di Riabilitazione e Recupero Funzionale (RRF), la Carrero mostra come l’utilizzo degli standard sia molto utile per l’individuazione degli sprechi e delle punte di efficienza. Infine, la Carraro illustra il progetto – portato avanti dalla ULSS 21 di Legnano – di definizione dei DRG territoriali.
I criteri di finanziamento delle istituzioni pubbliche del Servizio Sanitario Regionale
L’Assessore Kosic riporta l’esperienza della Regione Friuli Venezia Giulia, che è fuori dal Servizio Sanitario Nazionale e si finanzia con le proprie risorse, avendo mantenuto il finanziamento storico fino al 2010, mentre dal 2011 si basa invece sul finanziamento ponderato sulla popolazione. La parola chiave – dice Kosic in introduzione– è equità, dopodiché dedica il seguito dell’intervento alla spiegazione analitica del sistema e dei criteri di ripartizione delle risorse secondo i parametri di Area Vasta in FVG.
Ricostruire la fiducia in sanità
L’Assessore Russo interviene nel dibattito sul federalismo in sanità sottolineando che a suo avviso ci si dovrebbe concentrare sui Livelli Essenziali di Organizzazione. La Regione Sicilia – dice Russo- è l’esempio di come interventi strutturali e di riorganizzazione del sistema possono realmente cambiare le cose: si è passati da un deficit che variava dai 600 ai 900 milioni di euro l’anno a un deficit previsto per la fine del 2011 di 80 milioni. Se si guarda ai riparti degli ultimi dieci anni – conclude Russo – si vede come le risorse sono state progressivamente trasferite al nord in base alla nuova popolazione e all’età dei residenti; e anche in relazione a questo non si può parlare di vero federalismo senza una reale perequazione infrastrutturale.
Federalismo sanitario: la razionalizzazione trasparente
Il vero federalismo vuole che il decentramento della funzione sia accompagnato dal decentramento della responsabilità. Dal 2013 l’IVA diventerà territoriale, e sarà quella effettivamente riscossa, con il risultato che non saranno più le regioni che la pagano a finanziare quelle in cui maggiore è l’evasione. Oltre a razionalizzare la compartecipazione IVA, il federalismo sanitario punta ad eliminare la pratica dei ripiani statali, vincolando alla responsabilizzazione anche l’addizionale IRPEF, che potrebbe arrivare al 3% nelle regioni con grossi deficit. “Chi rompe paga!” commenta Antonini, concentrandosi poi nel resto dell’intervento sui benefici dell’applicazione dei costi standard.
Costi standard in sanità: le questioni sul tavolo
Del Favero introduce e modera il convegno dedicato al federalismo sanitario nella prospettiva dello storico cambiamento previsto per il 2013: l’adozione dei i costi standard cambierà infatti molti paradigmi nel modo di operare in sanità. Nella sua breve panoramica e negli interventi tra i relatori, del Favero pone al centro della discussione gli elementi base della riforma: con quali nuovi criteri avverrà l’allocazione delle risorse, cosa vuol dire individuare un costo standard di riferimento per il Paese, perché, e che polemiche suscita, collegare il costo standard procapite (calcolato sulle tre Regioni più virtuose) alla popolazione pesata per classi di età.