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Stato di avanzamento dell’analisi preliminare sui costi standard piemontesi con il sistema bottom-up
Il modello top-down di federalismo sanitario parte dalla determinazione del fabbisogno standard nazionale per definire i fabbisogni delle singole Regioni. Dal 2013 si applicheranno a tutte le Regioni i valori di costo delle Regioni di riferimento (individuate per qualità dei servizi erogati, LEA ed equilibrio economico). Qusto metodo – dice Zanon – non è attualmente percorribile per mancanza di un sistema informativo correttamente implementato e una carenza nei sistemi contabili aziendali, per questo la Regione Piemonte ha intrapreso un percorso bottom up: che parte dai bisogni della popolazione e dai volumi appropriati delle prestazioni, valorizzati con costi ottimali di produzione.
La filosofia dei costi standard in sanità
Il Ministro Fazio indica nella disomogeneità il problema maggiore della sanità italiana. I Piani di rientro, la riduzione degli sprechi e il governo dell’appropriatezza sono le basi su cui costruire un federalismo sanitario che si basi sui criteri della responsabilità, della trasparenza e della qualità e che porti automaticamente a dei risparmi. Risparmi ottenibili attraverso i tavoli di monitoraggio, una corretta relazione ospedale/territorio, la centralizzazione di beni e servizi, i prezzi di riferimento legati alla qualità, una gestione del personale più adeguata, un uso appropriato dei farmaci e soprattutto un utilizzo massiccio della sanità elettronica: dal fascicolo sanitario elettronico ai certificati medici on line.
Federalismo e costi standard: il caso della sanità
Federalismo sanitario non significa abbandonare a se’ stesse intere aree geografiche e si concretizza con il passaggio dal finanziamento della spesa storica, che spesso incorpora alti livelli di inefficienza, ai costi standard ovvero al finanziamento dei servizi erogati secondo principi di efficienza e appropriatezza. L’art. 79 del D.L. 112/2008, convertito dalla L.n. 133/2008, introduce alcune modifiche al D.Lgs. n. 502/1992 e successive modificazioni, con particolare riguardo all’individuazione delle tariffe massime da corrispondere alle strutture accreditate, in un’ottica di valorizzazione dei costi standard delle prestazioni.
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Identità e ruolo storico dei pubblici dipendenti
Stefano Sepe sottolinea la stretta connessione esistente tra la storia della Pubblica Amministrazione italiana e la storia del Paese. I funzionari pubblici – dice Sepe – hanno avuto la capacità di interpretate le esigenze del Paese rappresentandone in alcune fasi storiche la vera spina dorsale. Ora è ancora più importante il loro ruolo nel passaggio dal “nastro rosso” che chiudeva i faldoni al “filo rosso” dell’innovazione.
Il percorso dell’Unità Tecnica di Missione
Gianarlo Bravi illustra alcune delle infrastrutture culturali a carattere permanente realizzate grazie ai fondi per le celebrazioni, dal restauro del Museo Nazionale di Reggio Calabria agli interventi sulla Domus Mazziniana a Pisa. Bravi sottolinea come sia stato necessario un anticipo della PCM sui fondi stanziati dal Ministero del Tesoro per poter procedere con la realizzazione dei lavori, azione per la quale ringrazia tutti gli attori intervenuti.
I 150 anni dell’Unità d’Italia: dallo studio delle radici al rilancio prospettico dei valori repubblicani
Il Consigliere Peluffo introduce i lavori della tavola rotonda sottolineando la gran quantità di interventi che si sono riusciti a realizzare per il 150° anniversario, pur nella contingenza di un budget esiguo e di poco tempo a disposizione. Alle azioni diffuse nel territorio a carattere permanente – infrastrutture culturali che hanno costituito il cuore del progetto per le celebrazioni – sono state affiancate numerose esposizioni temporanee che hanno rappresentato l’occasione per varare progetti di ricerca che rimarranno come punti di riferimento importanti per gli studiosi e per tutti i cittadini italiani degli anni a venire.
150 anni di straordinaria quotidianità: i servitori dello Stato dall’Unità ad oggi
Il Consigliere Masini presenta il volume “Servitori dello Stato – centocinquanta biografie” in cui sono raccoltele biografie di centocinquanta pubblici dipendenti che dall’Unità ai nostri giorni hanno lavorato nelle istituzioni centrali e locali apportando un fondamentale contributo alla crescita civile e democratica del nostro Paese.
La pubblicazione parte da due assunti fondamentali: il primo è che la Pubblica Amministrazione in questi decenni ha consentito di riunire e integrare le diverse tradizioni di gestione della cosa pubblica, e il secondo è che essa rappresenta un volano per il nostro Paese, un volano al cui interno i valori positivi sono senz’altro maggiori rispetto ai disvalori.
L’orgoglio del funzionario pubblico
Il Ministro Brunetta presenta il progetto editoriale “Servitori dello Stato – centocinquanta biografie” sottolineando come esso faccia parte di un percorso di ricostruzione della memoria amministrativa italiana. Il progetto si pone – nelle parole di Brunetta – come un primo momento di rivalutazione politica e morale del ruolo del servitore dello Stato, una figura che in Italia non è valutata come dovrebbe. Invertire questa tendenza – evidenziando le storie di valore – rappresenta il binario su cui correre in parallelo con la riduzione delle sacche di inefficienza.
La memoria amministrativa “in Archivio”
Agostino Attanasio sottolinea l’importanza particolare rivestita dall’Archivio di Stato nel preservare sia l’oggettività storica dell’evoluzione amministrativa in Italia, sia quegli aspetti soggettivi che solo le ricostruzioni biografiche possono restituire. All’interno della complessiva evoluzione dell’Istituto – in vista del ruolo di repository degli archivi digitali pubblici assegnatogli dal nuovo CAD – acquista quindi una specifica importanza la mostra “La macchina dello Stato.Leggi, uomini e strutture che hanno fatto l’Italia” che l’Archivio ospiterà dal 22 settembre 2011 al 16 marzo 2012 in occasione dei festegiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia
Presentazione del progetto: “Click – Dispositivo personale di sicurezza”
A Parma, a fronte di un calo complessivo dei reati, un’indagine del Comune ha registrato un forte aumento della percezione di insicurezza, cosicché molti cittadini hanno modificato le loro abitudini. Perciò il Comune ha realizzato un piccolo oggetto elettronico portatile (dispositivo personale di sicurezza) che permette di localizzare la persona che ha premuto il pulsante lanciando un allarme via gprs che, attraverso una società di vigilanza privata, arriva alle forze di Polizia. Dimensioni ridotte e facilità di impiego del congegno lo rendono adatto anche a soggetti che non hanno dimestichezza con l’elettronica o che hanno qualche impedimento fisico. Cento persone appartenenti ad alcune categorie a rischio – over 65 e lavoratori notturni – hanno sperimentato l’apparecchio per 6 mesi. Ebbene, l’analisi del questionario per la valutazione della percezione di sicurezza dopo la sperimentazione ha rilevato che il dispositivo ha fatto sentire più sicuro il 75% dei partecipanti. Durante la sperimentazione non è arrivata alla centrale operativa nessuna vera chiamata di emergenza, ma si sono registrati una quarantina di falsi allarmi.
150 anni di unità d’Italia, 150 anni di amministrazione pubblica
Nel 2011 si festeggiano i centocinquanta anni da quella proclamazione dell’Unità nazionale che ha costituito l’inizio del cantiere per la costruzione di una vera comunità nazionale, cantiere evidentemente ancora aperto, ma dal quale inevitabilmente dipende la capacità di politica, istituzioni, imprese e cittadini di dare nuovo slancio al Paese. Nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Unità Tecnica di Missione, FORUM PA si propone quale luogo e momento ufficiale per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dedicando largo spazio al tema, sia nella sezione congressuale che in quella espositiva, e ponendo in risalto il ruolo di una Pubblica Amministrazione efficiente ed effettivamente rispondente ai bisogni dei cittadini quale garanzia di unità del Paese.
Crediamo che FORUM PA sia un momento importante in questo anno di celebrazioni perché siamo convinti che la prima unità nazionale non può che essere un’unità basata sulla garanzia dei diritti per tutti, dalle Alpi alle Madonie, e che l’amministrazione pubblica sia un grande “bene comune” della nazione, preposto in primo luogo proprio a garantire, attraverso servizi efficienti ed efficaci, i diritti di tutti i cittadini.
Il convegno parte da questi presupposti e presenta poi il volume “Servitori dello Stato – centocinquanta biografie” edito da Gangemi Editore per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, curato da Guido Melis, massima autorità nel campo della storia della pubblica amministrazione italiana. L’opera raccoglie le biografie di centocinquanta dirigenti, funzionari, docenti, ricercatori, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine che dall’Unità ai nostri giorni hanno lavorato nelle istituzioni centrali e locali: uomini e donne che, come dice il Ministro Brunetta nella prefazione, “hanno dedicato la loro vita alla pubblica amministrazione giungendo, se necessario, anche al massimo sacrificio.”