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La PA interamente digitale per semplificare. I percorsi locali di dematerializzazione dei processi in Emilia – Romagna
Partendo dall’esperienza della Regione Emilia Romagna, i lavori della giornata illustreranno come l’Amministrazione possa essere accompagnata nell’attività di analisi, riprogettazione e automazione dei flussi che l’Ente individua strategici.
L'approccio alla riprogettazione che si presenta consente di scomporre i procedimenti amministrativi, di per sè estremamente complessi, in moduli semplici, che, come tessere di un mosaico, possono essere applicati al ridisegno di un qualunque procedimento amministrativo. In questo modo gli elementi di semplificazione, automazione e re-ingegnerizzazione individuati in questi moduli possono essere riportati in modo trasversale a tutti i procedimenti/ambiti di interesse.
Tutto ciò attraverso una metodologia ed uno strumento web che consentono alle organizzazioni di gestire in maniera organica ed integrata la produzione documentale digitale nell'ambito dei processi di lavoro, senza sostituirsi a sistemi ed applicativi già esistenti, ma favorendone il dialogo. I flussi documentali così riprogettati alimentano poi una banca dati condivisa fra le organizzazioni (ad esempio nell'ambito della stessa regione). In questo modo il lavoro realizzato può essere messo a disposizione di altri in un’ottica di sistema, di condivisione delle prassi e delle esperienze.
In questo modo le organizzazioni possono:
– avere a disposizione un catalogo di servizi documentali "semplici" che possono essere utilizzati dagli operatori dell'ente per compiere azioni sui documenti, in modo strutturato, automatizzato, semplice e veloce.
– utilizzare il catalogo di servizi documentali per comporre processi documentali più complessi, ma comunque applicabili a qualsiasi procedimento amministrativo, e di conseguenza automatizzarli.
– utilizzare le unità semplici per "tessere" il flusso documentale di qualsiasi procedimento amministrativo, per una gestione completamente automatizzata delle azioni procedimentali e documentali.
In Emilia Romagna si è realizzato quanto descritto attraverso la completa attuazione del modello di gestione documentale (GeDoc) elaborato nell'ambito della Community Network Emilia-Romagna, e derivato dal Progetto Interregionale sulla dematerializzazione (ProDe).
Social Enterprise e Social Innovation: un matrimonio utile all’innovazione?
Fabio Lenzi mostra i migliori esempi di social enterprise innovativa in Italia ed in Europa, tratta il tema della Social business initiative dell’UE e le nuove forme di intervento sociale delle aziende, la Corporate social innovation. Le imprese sociali terranno il confronto con le corporation ad orientamento sociale? Questa la domanda sollevata nella sessione formativa.
Castel San Pietro Terme, Smart e Slow
Il percorso verso una sostenibilità concreta e condivisa, illustrato attraverso esempi concreti di cambiamento: dalla tradizionale Carrera (corsa storica di macchine a "trazione umana"), ai progetti di mobilità alternativa quali il team OndaSolare (che partecipa con successo al campionato mondiale per auto ad energia solare), fino all'eco villaggio della Dimora dell'Essere ed al green datacenter a emissioni zero di Executive Service.
Strategie resilienti per la partecipazione
Partecipare alla vita della città perché sia “smart city significa espandere il principio di cittadinanza, promuovendo forme di auto-organizzazione che attraverso la sussidiarietà interagiscano con l'amministrazione pubblica, per liberare un ruolo attivo che per troppo tempo è rimasto inespresso.
Le strategie resilienti comportano una “visione organica” e condivisa del futuro della città , con una progettazione partecipata da parte di tutti gli stakeholder del territorio, qualificando le dinamiche di feedback capaci di attivare la nuova “rete del valore” espressa dalla cittadinanza attiva.
In questo senso la resilienza, intesa come capacità di affrontare e superare una crisi, può esprimere un’idea particolare d’intelligenza connettiva capace di rimodellarsi rispetto alla complessità degli eventi.
Le strategie resilienti per la partecipazione si basano in primo luogo sulla valorizzazione dell’intelligenza connettiva dei cittadini, attraverso particolari format di comunicazione pubblica capaci di sollecitare le dinamiche collaborative.
I format resilienti e abilitanti per la partecipazione
Open Talk
Open Talk è un format di comunicazione pubblica basato sulle dinamiche di partecipazione attiva per il confronto di buone pratiche e l'attuazione di metodologie di open innovation fondate su cooperazione e intelligenza connettiva. Gli Open Talk si svolgono, correntemente, in sessioni parallele e prevedono dei ruoli ben definiti: il conduttore (o shaker) per il coordinamento e l'animazione del dibattito e il rapporteur-rapporteuse ( o portavoce) che nella sessione plenaria riporta i contenuti emersi, rilevando le tag (parole chiave) più pertinenti.
http://it.wikipedia.org/wiki/Open_talk
Live Twitting e Visual Thinking
Twitter più che un social network è un instant blogging, è nato per raccogliere e condividere appunti istantanei. Con gli hashtag definiti è possibile così tracciare le dinamiche di feedback in tempo reale dei partecipanti ad un evento (un Open Talk in particolare) e visualizzarli in una twitter wall, una “quarta parete” (così intesa, in ambito teatrale, sulla base di una definizione di Bertolt Brecht, perchè rivela la coscienza attiva attiva dello spettatore di fronte alle tre pareti della scena). In questo modo è possibile individuare una “tag cloud live”, la nuvola delle parole chiave che delinea lo sviluppo tematico della discussione.
Radio-walkshow
I radio-walkshow sono delle passeggiate con performing media: conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti. Protagonisti dell'azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia dei walk show è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica. Il principio d'efficacia è nella rivelazione del conversare “ di fianco” rispetto al solito parlare “di fronte” dove ci si rappresenta, sfidando lo sguardo degli altri. Si condivide un cammino e il parlare trova un suo andamento, sollecitando partecipazione e sottraendo rappresentazione. Una soluzione ulteriore è quella del “whisper talk” in cui lo stesso sistema radio viene utilizzato all'interno di eventi, gli Open Talk ad esempio, dove dei gruppi di studio sviluppano una discussione in un contesto rumoroso, circondati da altre sessioni che magari usano impianti di amplificazione e che, grazie alle radio-cuffie, riesce a stabilire un eccellente modalità di conversazione, sussurrando (“whisper”).
Linked Open Data: come fare, cosa serve
La teconlogia RDF offre nuove soluzioni per la pubblicazione di Open Data di privati e Pubblica Amministrazione, con l'adozione dei Linked Open Data i provider di contenuti hanno la possibilità per la prima volta di partecipare attivamente alla creazione di un data space internazionale, libero e distribuito, la Linked Data Cloud.
Di cosa è necessario dotarsi per entrare a far parte del Web dei Dati? Quali sono le tecnologie di riferimento? In che modo cambia il rapporto provider/consumer in questa nuova ottica di pubblicazione secondo standard internazionali condivisi? Oggi partecipare alla Linked Data Cloud è possibile, così come è possibile dotarsi di nuovi strumenti per riorganizzare i processi interni di chi produce e pubblica i dati. E' il momento di comprendere che il Web dei dati è la nuova frontiera della condivisione e quindi del riuso consapevole delle informazioni.
Il Project Management per l’innovazione sociale: mappe e strumenti utili per progettare (lavorare) e creare ‘impatto sociale’.
Lavorare nel terzo settore vuol dire semplicemente 'fare progetti utili' o molto di più?
Evitare di porsi a fondo questa domanda, ha portato molte organizzazioni non profit a essere dei 'progettifici', o a 'correre dietro ai bandi', con l'obiettivo primario della propria sopravvivenza. Fino a che gli erogatori erano quelli tradizionali, gestiti spesso con rapporti di lobbying e 'conoscenza' e risorse più ampie, questo era possibile anche se gravemente autoreferenziale. Oggi gli erogatori tradizionali sono affiancati da “investitori” che richiedono un uso più attento delle risorse, risultati visibili e durevoli.
L’intervento mostrerà quali sono questi nuovi soggetti – es. le Fondazioni internazionali, quali i paradigmi di azione e di 'alleanza' con cui rapportarsi, quali gli strumenti di lavoro – impact bond. Il relatore stimolerà poi i partecipanti a capire i rischi del tipico modo di ragionare per 'progetti' ed 'attività' di molte Organizzazioni non-profit e il valore aggiunto del Result-based management, la gestione per 'processi' ed impatti'. E alla fine…..una grande sfida per tutto il terzo settore: riusciranno le Organizzazioni 'sociali' ad uscire dal vecchio paradigma?