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Smart City e sicurezza del territorio: tecnologie, infrastrutture e modelli per città più sicure e resilienti
Nessuna città può essere smart e nessuna comunità può essere intelligente se non garantisce ai suoi cittadini il diritto a vivere sereni. Ma cosa vuol dire progettare l’infrastruttura di sicurezza di una smart city? La chiave di volta è senza alcun dubbio quella di pensare l’ambiente urbano non in modo settoriale, ma sistemico. La città è un insieme di elementi: elementi naturali, edifici, auto, infrastrutture, ma anche persone, aziende organizzazioni. Aumentare il livello di sicurezza complessivo vuol dire, quindi, tenere sotto controllo una moltitudine di parametri differenti ed agire su diversi fronti non solo per rispondere alle emergenze, ma anche e soprattutto per prevenirle.
In questo approccio la tecnologia può giocare un ruolo fondamentale purché non la si interpreti come un rimedio tout court. Sensoristica distribuita, data analysis, sistemi di comunicazione efficienti, interoperabilità tra sistemi, monitoraggio attraverso gli aeromobili a controllo remoto (droni), software di simulazione e strumenti predittivi sono, quindi, tutti strumenti abilitanti di una gestione integrata della sicurezza la cui altra faccia della medaglia è rappresentata dall’incoraggiare la cittadinanza a vivere le strade, la città, il quartiere e a prendersene cura.
Mayors Adapt – diventare resilienti localmente in Europa
La nuova iniziativa della DG Climate Action della Commissione europea “Mayors adapt” crea sulla falsa riga del Patto dei Sindaci un rapporto diretto enti locali – Commissione Europea per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Si tratta di un impegno volontario che inserisce l’amministrazione locale in una rete europea offrendo sostegno metodologico, visibilità e scambio d’esperienze. Per molti comuni l’adattamento è un nuovo campo d’azione, altri come Francoforte sul Meno o la città anseatica di Rostock raggiungono Mayors adapt in uno stadio di avanzata progettualità. Di particolare interesse i modelli di governance multi livello praticati.
I grandi eventi come opportunità per un’offerta turistica integrata: l’esempio di Expo2015
Circa 20 milioni di visitatori, di cui circa il 30% stranieri, sono attesi a Milano per Expo2015. Di questi quasi un milione solo dalla Cina. Sarà un evento senza precedenti per il nostro Paese e soprattutto un’occasione unica per ripensare la nostra offerta turistica in chiave digital.
Come ci spiega Guido Arnone, Direttore Tecnologia Innovazione e Digital Expo 2015 SpA, l’esperienza di visita deve coinvolgere tutto il territorio, non solo lo spazio espositivo come nel caso dell’Expo, ma le strutture, i servizi, le attrazioni circostanti. Grazie alle nuove tecnologie, il turista oggi è in grado di pianificare il proprio itinerario autonomamente ben prima della partenza. A questi bisogna dare gli strumenti, i contenuti per poter organizzare al meglio la propria esperienza.
Per questo i progetti collaterali, volti all’integrazione dei servizi digitali del territorio, si sono evoluti in occasione dell’Expo dalla semplice infomobilità a una digitalizzazione integrata di servizi e ricettività. Quindi integrazione fuori e dentro lo spazio espositivo, aiutando le aziende del territorio a digitalizzare la propria offerta e ad integrarla con le info utili a coloro che stanno progettando la propria esperienza turistica.