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App no grazie, lunga vita a Responsive Design

Nella Pubblica Amministrazione il ricorso alla costruzione di applicazioni per dispositivi mobili sembra essere diventato un elemento primario nelle strategie per la fornitura di servizi al cittadino. Attraverso le App si possono fornire servizi innovativi e rendere più efficiente la PA.
Spesso però si rischia di realizzare applicazioni che sono semplicemente una trasposizione di quello che può essere già fornito attraverso un progetto web.
Il confine tra un progetto web e un’applicazione per dispositivi mobili è molto meno marcato di quanto si pensi, anche perché attraverso la modalità di progettazione definita “responsive” un progetto web può avere caratteristiche davvero analoghe a un’applicazione nativa.
È necessario poter scegliere con consapevolezza i prodotti di cui si ha bisogno per fornire servizi più efficienti senza sprecare inutilmente risorse.

Intervento di Roberto Fedi a FORUM PA 2014

Innovazione senza conflitti

Creare valore puntando sull’innovazione a beneficio delle pubbliche amministrazioni e dei cittadini, riducendo i conflitti. Questo l’obiettivo principale dell’impegno del Formez PA nella sperimentazione, sul terreno del servizio pubblico, del modello BOSBlue Ocean Strategy (Strategia “Oceano Blu”) per sviluppare metodologie innovative tese a ridurre i conflitti e gli sprechi nelle pubbliche amministrazioni.

L’incontro offrirà una rapida panoramica, a cura di Fabrizio De Angelis, Formez PA, sulle attività di ricerca, ideazione e successiva applicazione di un modello ispirato alla BOS in alcuni enti pubblici pilota, e un focus guidato da Roberto Fedi, Esperto di  BOS e Value Innovation e marketing strategico sul tema del coinvolgimento dei cittadini e del principio di "co-creazione", passaggi chiave della strategia. 

Nata per il contesto aziendale, la BOS è una strategia applicata alle organizzazioni complesse volta a generare valore e ad abbattere significativamente i costi della competitività attraverso lo sviluppo di processi altamente innovativi. Essa permette infatti il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati attesi a costi inferiori rispetto ai tradizionali modelli decisionali, proiettandosi maggiormente verso gli utenti, piuttosto che verso la concorrenza (come accade invece in quello che viene definito Red Ocean: l'“Oceano Rosso” della competitività sfrenata).

La BOS punta sullo spirito della “collegialità” tenendo conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, rigenerando e innovando prodotti e servizi offerti, riducendo costi e conflitti interni ed esterni all’organizzazione.

Ecco perché l’applicazione di questa strategia nei contesti pubblici può garantire un miglioramento della qualità del rapporto con i cittadini e guidare l'evoluzione organizzativa degli enti e dei territori coinvolti in un’ottica di rete. L’individuazione di soluzioni in questa direzione contribuirebbe infatti a guidare le pubbliche amministrazioni verso un cambiamento finalizzato a creare valore pubblico per il cittadino e a rafforzare l’immagine e le funzioni di una PA al servizio dello sviluppo dei territori.

Presentazione del libro “Percorsi aziendali per le pubbliche amministrazioni” di Luca Anselmi

La progressiva evidenza della crisi della P.A. in senso lato, ha richiamato l'attenzione degli studiosi di Economia Aziendale, tanto più che le politiche di "rientro" delineate hanno identificato un mix tra privatizzazioni/dismissioni ed "aziendalizzazioni" sia a livello nazionale che locale. Lo studio propone un nuovo approccio della P.A. scomponendola nelle varie realtà già esistenti, emergenti o potenziali. In questa ottica è possibile identificare un complesso e diversificato "percorso aziendale" che consideri sia le cessioni a privati che le profonde innovazioni gestionali, organizzative ed amministrative per le unità destinate a restare pubbliche

Presentazione del libro “Tecnology Sociali… in viaggio verso il futuro – FeliCity”

Questo volume racconta con il rigore scientifico necessario, ma anche con freschezza di un social network, un viaggio nell’Innovazione della Pubblica Amministrazione (PA): dopo decenni passati a discutere e legiferare, milioni di euro spesi per informatizzare servizi pensati per essere erogati allo sportello con moduli di carta, ingenti risorse spese per servizi di eGovernment troppo sofisticati tecnologicamente per essere davvero usati dai normali Cittadini è ormai venuto il tempo di cambiare davvero il passo soprattutto in relazione a quanto ottenuto dal passato: luci e ombre, forse più le seconde che le prime. In questo affresco chiaroscuro c’è questa storia, raccontata in prima persona dai protagonisti, nata nel profondo Mezzogiorno d’Italia, spesso raccontato in chiave negativa, ma in realtà capace e fiero di valorizzare le sue risorse e i suoi figli talentuosi.
Ed ecco che l’occasione dei fondi strutturali (anche questi oggetto di infiniti dibattiti circa il loro utilizzo) e che, per definizione, devono contribuire a fare crescere il “ben-essere” del territorio diventa davvero “occasione” da cogliere per il cambiamento.  In un contesto di Partnership Pubblico Privata (il distretto tecnologico Dhitech) nasce, grazie ai finanziamenti PON-REC, un progetto di ricerca ed il suo corrispondente progetto di formazione, Puglia@Service.
Il tema è quello dell’ingegneria dei servizi, dell’innovazione sociale e della open innovation per le smart communities: titolo altisonante e pieno di “parole magiche” intorno al quale quindici giovani, prodotto ed espressione di importanti e storici atenei meridionali, si cimentano in un percorso di “alta formazione” nuovo, disruptive rispetto all’approccio tradizionale. Ingegneri, economisti, gestionali, markettari affrontano il “servizio della PA” con “spirito di servizio al Cittadino” e con una visione interdisciplinare.
L’ambizione è quella di marcare da subito la differenza nel metodo, nel modello, nello spazio, nei contenuti, negli strumenti, nella comunicazione; ambizione certo, ma anche umiltà, unita alla consapevolezza e al desiderio di provare a fare qualcosa “semplicemente” utile per il nostro Paese.
Il gruppo di ricerca e di formazione cambiano il paradigma tradizionale, andando ad ascoltare chi ha realmente necessità di servizi, e dove il servizio deve essere servito: pensano, progettano e affiancano “la Pubblica Amministrazione che ci serve”. Insieme fanno nascere il living lab PugliaSmartLab che, collaborando attivamente con tutti gli stakeholder del territorio, dimostra con precocità come l’empirismo assuma un rigore scientifico già al termine del primo anno: se alleni la capacità di ascolto, l’efficacia delle azioni sul territorio può essere straordinaria in termini di ricadute (strutturali!).
Queste poche pagine le abbiamo pensate non già come un momento celebrativo ma, al contrario, come una testimonianza da condividere e discutere con quanti stanno affrontando il tema dell’innovazione della PA in generale, e dell’alta formazione in particolare.
I quindici giovani professionisti che hanno realizzato questo percorso insieme a tutti noi, sono pronti per il  mercato del lavoro, ma con quale inquadramento, con quale riconoscimento? Non ci piacciono le etichette, spesso frutto di mode temporanee e vuote di significato ma, nella logica della interdisciplinarietà invocata, la nostra PA ha bisogno di figure professionali tipiche e ditintive del XXI secolo. Tali figure lavorano “con, nella e per” la PA come innovatori del nostro Paese: “Tecnologi sociali” è dunque il termine che meglio si configura con il processo di contaminazione culturale descritto nel seguito.

Presentazione del libro “Comunicazione, poteri e cittadini. Tra propaganda e partecipazione” : una riflessione intorno al nuovo lavoro di Stefano Rolando

Spazio di espressione sociale, ma anche voce del potere, la comunicazione pubblica ereditata dal secolo scorso è oggi in crisi finanziaria e strategica e chiede un nuovo paradigma che immagini Stato e società in una condizione di rapporto non più verticale e «a una via», ma orizzontale e interattivo. In altri termini, il passaggio da propaganda a partecipazione. Il testo ripercorre le ragioni di questa crisi e si pone alla ricerca di una via di uscita, per l’Italia e per l’Europa, che sappia soddisfare la domanda di un sistema pubblico più relazionale e di servizio. Un percorso che deve tuttavia fare i conti con la debolezza del cambiamento oggettivo delle pubbliche amministrazioni, ancora nelle mani della cultura giuridica del controllo e poco alimentate managerialmente dalla cultura economica dello sviluppo e dalla cultura sociale della relazione. Le riflessioni svolte – in un approccio volutamente vicino alla conversazione – vanno nella prospettiva di una comunicazione pubblica che, per accompagnare i rapporti tra istituzioni e società nel campo sia della solidarietà sia della competitività, non può contare solo su norme, decreti, trovate tecnologiche, ma ha grande bisogno di una formazione diffusa e qualificata che riparta da un ripensamento strutturale del valore della democrazia.

Interverrà l’autore

Dialogo tra i protagonisti

Presenta

Intervento di Gian Luca Galletti a FORUM PA 2014

Intervento di Antonio Strambaci Scarcia a FORUM PA 2014

Presentazione del libro “Il dott. Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale” di Alfonso Celotto

"Con questa sua sorprendente opera prima, Alfonso Celotto dà vita a un racconto sospeso il tra dramma kafkiano del cittadino intrappolato nella ragnatela delle leggi e un umorismo degno di Totò"