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App no grazie, lunga vita a Responsive Design
Nella Pubblica Amministrazione il ricorso alla costruzione di applicazioni per dispositivi mobili sembra essere diventato un elemento primario nelle strategie per la fornitura di servizi al cittadino. Attraverso le App si possono fornire servizi innovativi e rendere più efficiente la PA.
Spesso però si rischia di realizzare applicazioni che sono semplicemente una trasposizione di quello che può essere già fornito attraverso un progetto web.
Il confine tra un progetto web e un’applicazione per dispositivi mobili è molto meno marcato di quanto si pensi, anche perché attraverso la modalità di progettazione definita “responsive” un progetto web può avere caratteristiche davvero analoghe a un’applicazione nativa.
È necessario poter scegliere con consapevolezza i prodotti di cui si ha bisogno per fornire servizi più efficienti senza sprecare inutilmente risorse.
Innovazione senza conflitti
Creare valore puntando sull’innovazione a beneficio delle pubbliche amministrazioni e dei cittadini, riducendo i conflitti. Questo l’obiettivo principale dell’impegno del Formez PA nella sperimentazione, sul terreno del servizio pubblico, del modello BOS – Blue Ocean Strategy (Strategia “Oceano Blu”) per sviluppare metodologie innovative tese a ridurre i conflitti e gli sprechi nelle pubbliche amministrazioni.
L’incontro offrirà una rapida panoramica, a cura di Fabrizio De Angelis, Formez PA, sulle attività di ricerca, ideazione e successiva applicazione di un modello ispirato alla BOS in alcuni enti pubblici pilota, e un focus guidato da Roberto Fedi, Esperto di BOS e Value Innovation e marketing strategico sul tema del coinvolgimento dei cittadini e del principio di "co-creazione", passaggi chiave della strategia.
Nata per il contesto aziendale, la BOS è una strategia applicata alle organizzazioni complesse volta a generare valore e ad abbattere significativamente i costi della competitività attraverso lo sviluppo di processi altamente innovativi. Essa permette infatti il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati attesi a costi inferiori rispetto ai tradizionali modelli decisionali, proiettandosi maggiormente verso gli utenti, piuttosto che verso la concorrenza (come accade invece in quello che viene definito Red Ocean: l'“Oceano Rosso” della competitività sfrenata).
La BOS punta sullo spirito della “collegialità” tenendo conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, rigenerando e innovando prodotti e servizi offerti, riducendo costi e conflitti interni ed esterni all’organizzazione.
Ecco perché l’applicazione di questa strategia nei contesti pubblici può garantire un miglioramento della qualità del rapporto con i cittadini e guidare l'evoluzione organizzativa degli enti e dei territori coinvolti in un’ottica di rete. L’individuazione di soluzioni in questa direzione contribuirebbe infatti a guidare le pubbliche amministrazioni verso un cambiamento finalizzato a creare valore pubblico per il cittadino e a rafforzare l’immagine e le funzioni di una PA al servizio dello sviluppo dei territori.
Presentazione del libro “Percorsi aziendali per le pubbliche amministrazioni” di Luca Anselmi
La progressiva evidenza della crisi della P.A. in senso lato, ha richiamato l'attenzione degli studiosi di Economia Aziendale, tanto più che le politiche di "rientro" delineate hanno identificato un mix tra privatizzazioni/dismissioni ed "aziendalizzazioni" sia a livello nazionale che locale. Lo studio propone un nuovo approccio della P.A. scomponendola nelle varie realtà già esistenti, emergenti o potenziali. In questa ottica è possibile identificare un complesso e diversificato "percorso aziendale" che consideri sia le cessioni a privati che le profonde innovazioni gestionali, organizzative ed amministrative per le unità destinate a restare pubbliche
Presentazione del libro “Tecnology Sociali… in viaggio verso il futuro – FeliCity”
Presentazione del libro “Comunicazione, poteri e cittadini. Tra propaganda e partecipazione” : una riflessione intorno al nuovo lavoro di Stefano Rolando
Spazio di espressione sociale, ma anche voce del potere, la comunicazione pubblica ereditata dal secolo scorso è oggi in crisi finanziaria e strategica e chiede un nuovo paradigma che immagini Stato e società in una condizione di rapporto non più verticale e «a una via», ma orizzontale e interattivo. In altri termini, il passaggio da propaganda a partecipazione. Il testo ripercorre le ragioni di questa crisi e si pone alla ricerca di una via di uscita, per l’Italia e per l’Europa, che sappia soddisfare la domanda di un sistema pubblico più relazionale e di servizio. Un percorso che deve tuttavia fare i conti con la debolezza del cambiamento oggettivo delle pubbliche amministrazioni, ancora nelle mani della cultura giuridica del controllo e poco alimentate managerialmente dalla cultura economica dello sviluppo e dalla cultura sociale della relazione. Le riflessioni svolte – in un approccio volutamente vicino alla conversazione – vanno nella prospettiva di una comunicazione pubblica che, per accompagnare i rapporti tra istituzioni e società nel campo sia della solidarietà sia della competitività, non può contare solo su norme, decreti, trovate tecnologiche, ma ha grande bisogno di una formazione diffusa e qualificata che riparta da un ripensamento strutturale del valore della democrazia.