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Public Procurement innovativo per l’ICT: nuovi strumenti e nuove modalità di Partnership Pubblico-Privato
Il convegno mette il dito in una delle piaghe più note, ma meno sanate dell’amministrazione pubblica: i processi di acquisto di servizi, specie se innovativi.
La programmazione economica, ovvero il tema della scelta degli investimenti pubblici verso cui finalizzare le risorse a disposizione delle pubbliche amministrazioni costituisce, da sempre, una questione critica che, sebbene risolta sotto il profilo teorico, nei fatti continua a rappresentare un elemento su cui converge una parte consistente del dibattito di politica economica. Spesso le pubbliche amministrazioni, che sono ben consapevoli dei problemi a cui vorrebbero porre rimedio, sono troppo poco preparate sotto il profilo tecnico per sapere quale sia la soluzione tecnologica da adottare e sono costrette a rivolgersi a degli esperti esterni.
Questa difficoltà non è risolta dai processi di procurement pubblico. Anzi: il presupposto delle procedure di gara è la piena consapevolezza del prodotto da acquistare da parte dell’amministrazione che compra. E’ infatti solo attraverso la messa a confronto di offerte tra loro comparabili che l’amministrazione può determinare quella più vantaggiosa, o quella migliore in termini di rapporto qualità-prezzo. E per fare questo serve che l’amministrazione sia in grado di mettere a punto un capitolato tecnico che indichi a tutti coloro che concorrono alla gara quali sono le specifiche del prodotto-servizio richiesto. Ma se mancano le competenza tecniche necessarie per la specificazione del capitolato tecnico, la configurazione astratta viene meno e non c’è da stupirsi se spesso le gare pubbliche producono risultati indesiderati o, quantomeno, poco innovativi.
Non sapendo cosa fare, le amministrazioni opteranno infatti per atteggiamenti di minimizzazione del rischio i quali, inevitabilmente, porteranno a preferire soluzioni conservative associate a prodotti-soluzioni già affermatesi sul mercato, per le quali esiste un’informazione consolidata circa l’efficacia e il percorso di realizzazione. Una soluzione, sia pure parziale, a queste difficoltà viene dallo sviluppo di nuove modalità di interrelazione tra Pubbliche amministrazioni e operatori privati che diano la possibilità di dare vita, in un contesto di trasparenza e parità di trattamento, a forme nuove di condivisione dell’investimento pubblico, e dei rischi a esso connessi.
Condividendo il rischio dell’investimento con i fornitori, le Pubbliche amministrazioni possono ottenere informazioni preziose circa i costi e i ritorni (finanziari e non) degli investimenti pubblici, migliorando il processo di scelta delle priorità dell’intervento pubblico. Inoltre, coinvolgendo gli operatori nel finanziamento, è possibile dare una soluzione al problema della disponibilità anticipata del capitale da investire, agendo positivamente sul livello di innovazione incorporato nell’investimento pubblico.
Data Center consolidation e cloud computing: una priorità per la PA
“Il consolidamento dei data center e il tema, strettamente collegato, del cloud computing sono delle vere e proprie priorità per la pubblica amministrazione”. Così Agostino Ragosa, Direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale, apre il suo intervento al convegno “Data Center consolidation e cloud computing: una strategia integrata per razionalizzare i sistemi infomativi delle pubbliche amministrazioni”, in cui analizza le questioni sul tavolo e le linee di azione adottate. “All’Agenzia – sottolinea – competono una serie di interventi diretti”. Primo fra tutti la stesura di un Piano di razionalizzazione dell’infrastruttura pubblica da presentare al Governo entro il prossimo settembre. D’altro canto, nella visione di Ragosa, le criticità da affrontare con decisione, sono diverse e serie. Tra gli altri, ricorda il problema dell’interoperabilità dei servizi che si traduce in costi espolosivi per tutti noi. L’ICT pubblico, includendo i costi del personale, assorbe una quota annua importante della spesa pubblica, per un ammontare di circa 10 miliardi di euro. “Questa cifra è di per sé incredibile – afferma Ragosa – ma è ancora più incredibile se consideriamo che l’Italia, in materia di e-Gov figura in coda alle classifiche europee”.
Data Center consolidation e cloud computing: una strategia integrata per razionalizzare i sistemi infomativi delle pubbliche amministrazioni
Il convegno, svolto in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale, si propone di esporre le linee guida dell’intervento pubblico per la razionalizzazione delle reti e dell’infrastruttura della PA e in particolare partirà, con il contributo delle aziende fornitrici, investigando le linee di azione:
- Redazione piano triennale di razionalizzazione data center della PA attraverso censimento dell’attuale infrastruttura pubblica data center
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Definizione linee guida per razionalizzazione footprint dei data center PAC e PAL:
- PAC: consolidamento in un numero limitato di data center di adeguate dimensioni per ministeri e enti centrali
- PAL: aggregazione 3.000 data center esistenti in un numero limitato di data center (es., uno per Regione)
- Definizione degli standard tecnologici verso cui i data center della PAC e PAL dovranno convergere
- Supporto alle AA.PP. della PAC per avviare l’implementazione esecutiva, collaborando con CONSIP e SOGEI