Trasparenza: i cittadini bocciano uffici pubblici e servizi locali

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Mancanza di informazioni e procedure poco chiare, soprattutto quando si tratta di pratiche amministrative, appalti e bandi, multe, composizione delle tariffe e questioni fiscali. Queste le principali segnalazioni dei cittadini, raccolte nel “I° Rapporto sulla Trasparenza nelle amministrazioni pubbliche”, promosso da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Funzione Pubblica con il sostegno del Servizio Anticorruzione e Trasparenza.

22 Marzo 2010

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Redazione FORUM PA

Articolo FPA

Mancanza di informazioni e procedure poco chiare, soprattutto quando si tratta di pratiche amministrative, appalti e bandi, multe, composizione delle tariffe e questioni fiscali. Queste le principali segnalazioni dei cittadini, raccolte nel “I° Rapporto sulla Trasparenza nelle amministrazioni pubbliche”, promosso da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Funzione Pubblica con il sostegno del Servizio Anticorruzione e Trasparenza.

Appalti e bandi con procedure poco chiare, “peripezie” nel rilascio di documenti, cartelle pazze, tariffe incomprensibili, richieste di pagamento per servizi mai resi: la trasparenza è ancora una chimera per molti cittadini, soprattutto quando hanno a che fare con gli uffici pubblici. Nel nostro Paese, infatti, su 100 segnalazioni, nel 74% dei casi (tre casi su quattro) la carenza di trasparenza ricade nell’ambito degli uffici della Pubblica Amministrazione, nel 26% riguarda invece l’area dei servizi pubblici.
Una problematica che pesa anche sulle tasche dei cittadini. Non a caso, negli uffici della PA quasi la metà delle segnalazioni riguarda la contestazione di multe e l’invio di cartelle pazze del fisco, mentre nei servizi locali sono rilevanti le segnalazioni di scarsa trasparenza nella fase di determinazione delle tariffe e di riscossione dei tributi: si va dalle opacità operative di diverse società di riscossione, all’Iva non dovuta sui rifiuti, ai costi spesso non giustificati per il servizio idrico.

Questi dati emergono dal “I° Rapporto sulla Trasparenza nelle amministrazioni pubbliche”, promosso da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Funzione Pubblica con il sostegno del Servizio Anticorruzione e Trasparenza (SAeT), e diffuso oggi.
Il lavoro rappresenta la prima iniziativa adottata nel nostro Paese per fare il punto sullo stato della trasparenza nella PA dal punto di vista degli utenti, in attuazione del Protocollo su trasparenza, sussidiarietà e valutazione siglato nel 2009 tra Dipartimento della Funzione pubblica e Cittadinanzattiva. Il Rapporto si fonda sulle segnalazioni (circa 800) dei cittadini in tema di scarsa trasparenza giunte nell’ultimo anno all’Associazione.

“Ben vengano i processi di progressiva trasparenza che, in questi mesi, hanno riguardato gli stipendi dei dipendenti pubblici – dichiara Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva – ma i veri ostacoli che i cittadini incontrano a contatto con le tante facce della PA riguardano, in realtà, la trasparenza delle procedure e il rispetto delle regole. Un cittadino, per esempio, ha interesse a sapere che fine ha fatto la sua pratica, e considera inaccettabile gestire una cartella pazza, senza peraltro ricevere alcuna informazione chiara sulle modalità di ricorso. Assicurare la trasparenza dei reclami, pubblicandoli su internet, come introdurre la valutazione civica dei risultati della PA non potrà che aiutare a ridurre l’attuale divario che ancora separa i cittadini dalla burocrazia italiana”.

Di seguito la sintesi del Rapporto diffusa da Cittadinanzattiva

Qui il Rapporto completo

PA & scarsa trasparenza (74% segnalazioni)
I cittadini denunciano situazioni di particolare opacità principalmente a causa della mancanza di informazioni e di una carente definizione di iter procedurali chiari e comprensibili. Nella PA le principali criticità riguardano la gestione delle pratiche amministrative (24%), le multe e le questioni fiscali (23% ciascuno), il welfare (13%), la sicurezza di case popolari e scuole (9%), la giustizia (8%).
Limitatamente alle pratiche amministrative, in particolare, stupisce come la mancanza di trasparenza renda l’autocertificazione ancora un’utopia in un caso su tre. Ricorrenti, infatti, sono i casi di pratiche amministrative bloccate per la mancata accettazione da parte di uffici pubblici di documenti di autocertificazione poi risultati corretti in quanto previsti dalla normativa di riferimento.
Le segnalazioni sul welfare attengono invece ai diversi bonus sociali: social card, carta acquisti, bonus elettrico, contributi alle famiglie numerose: provvedimenti accomunati da buone intenzioni ma anche da una diffusa difficoltà nel reperire le informazioni ed i moduli utili per poterne fare richiesta.

Servizi pubblici locali & scarsa trasparenza (26% segnalazioni)
Nei servizi pubblici locali, le principali criticità sul fronte della trasparenza riguardano il servizio idrico integrato (31%), lo smaltimento dei rifiuti (26%), i tributi locali (24%), gli appalti (11%) e gli asili nido (8%).
In generale, è la composizione delle tariffe l’area nella quale i cittadini percepiscono scarsa trasparenza: in questo la stessa composizione delle tariffe, con le tanti voci che la compongono, non aiuta, anche se a peggiorar le cose ci sono le società di riscossione dei tributi e le procedure tutt’altro che trasparenti che portano a determinare i costi dei servizi: da questo punto di vista, è esemplificativo il settore del servizio idrico. A tutto ciò si sommano anche palesi irregolarità, come l’Iva sui rifiuti o il pagamento del canone di depurazione per un servizio mai reso.
Gli asili nido comunali, da parte loro, alla determinazione opaca delle rette abbinano un’area di criticità in fatto di composizione e gestione delle graduatorie per potervi accedere.

Scarsa trasparenza, la hit delle inefficienze
Tra i tanti comparti della PA e tra i numerosi servizi pubblici locali nei quali la scarsa trasparenza trova maggiormente terreno fertile, spiccano su tutti gli appalti e la giustizia, essenzialmente per quanto riguarda il reperimento e il rilascio di documenti, bandi e contratti di servizio. Seguono la gestione dei tributi locali, le cartelle pazze, la pratiche per il rinnovo/rilascio di documenti e gli asili nido, sia per quanto riguarda le graduatorie che la determinazione delle rette.

Ambiti

Indice di trasparenza

da 0 (assenza di trasparenza) a 10 (max trasparenza)

Appalti e reperimento bandi/ contratti di servizio0
Giustizia e rilascio documenti0
Tributi locali e determinazione ammontare da pagare1
Tributi locali e riscossione del tributo2
Giustizia e parcelle avvocati2
Fisco e cartelle esattoriali2
Pratiche amministrative e rinnovo/rilascio documenti4
Asili nido: rette e graduatorie4
Fisco e agevolazioni fiscali5
Welfare e pensioni5