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Le buone pratiche europee di Urbact fonte di know-how e ispirazione per le città italiane

Le esperienze delle città europee selezionate dal programma Urbact offrono una serie di soluzioni urbane utili per ispirare decisori locali, funzionari ed esperti al fine di replicare sui territori le esperienze più interessanti e rappresentano una fonte di conoscenze e di storie su una varietà di temi che rappresentano al meglio le innumerevoli modalità di promozione dello sviluppo urbano sostenibile.

Foto di giuliaduepuntozero in licenza CC - https://www.flickr.com/photos/halighalie/2812802861/

La rassegna di 97 buone pratiche selezionate dal programma Urbact offre una serie di soluzioni urbane utili per ispirare decisori locali, funzionari ed esperti al fine di replicare sui territori le esperienze più interessanti testate e messe in pratiche dalle città europee.

Se le 14 buone pratiche italiane di cui abbiamo parlato la scorsa settimana sono già da tempo al centro del dibattito fra chi si occupa di politiche urbane in Italia, le esperienze delle città europee rappresentano invece una fonte di conoscenze e di storie da piccoli e grandi centri, su una varietà di temi che rappresentano al meglio le innumerevoli modalità di promozione dello sviluppo urbano sostenibile nei contesti urbani europei.

Si va dalla collaborazione tra amministrazione e residenti ad Amburgo per l’individuazione di strutture dismesse per alloggiare rifugiati e richiedenti asilo fino alla fattorie biologiche comunali di Mouans-Sartoux, capaci di produrre frutta e verdura per le mense pubbliche del territorio, o ancora la strategia di internazionalizzazione di Groningen, che punta a presentarsi come destinazione d’eccellenza per expat e nuovi residenti attraverso una serie di azioni che coinvolgono tutta la comunità locale.

Questi rappresentano solo alcuni esempi di pratiche quanto mai varie fra loro ma aventi spesso come filo comune l’elemento della partecipazione civica: è il caso di Ostrava, che ha coinvolto 20mila tra residenti e turisti nel processo di definizione del nuovo piano strategico urbano, oppure del modello di bilancio partecipativo adottato a Cascais, che negli ultimi sei anni ha coinvolto oltre 150mila persone, oppure ancora dell’azione di community building promossa a Kranj in Slovenia per la rivitalizzazione di un quartiere in crisi.

La gestione del territorio è anch’essa al centro di numerose buone pratiche, come la strategia di promozione della resilienza urbana di Bilbao con interventi quali il recupero delle rive fluviali e il miglioramento di spazi e strutture pubbliche, o il completamento di edifici e infrastrutture lasciate incomplete a Longford in Irlanda, a partire dall’azione di un team dedicato che ha favorito la partecipazione degli stakeholder locali. Nell’area metropolitana di Parigi la collaborazione tra amministrazioni locali e settore privato ha portato invece all’individuazione congiunta di spazi, vuoti o da rigenerare, in cui intervenire e di progetti di recupero e rilancio imprenditoriale, con un giro complessivo d’affari di 6,4 miliardi di euro in pochi anni. Ad Anversa la riqualificazione del territorio passa attraverso l’analisi dei dati urbani e l’utilizzo di sistemi di geolocalizzazione, che consentono di individuare con precisione in che modo agire per migliorare la pedonabilità e la qualità della vita nei diversi quartieri cittadini.

Forte attenzione anche alla dimensione sociale in molte delle pratiche che affrontano in dimensione multidisciplinare alcune delle sfide più urgenti per piccoli e grandi centri europei. Vaslui in Romania sta riutilizzando le strutture industriali dismesse come luoghi in cui organizzare attività diurne per le fasce sociali più deboli, mentre a Trelleborg in Svezia una strategia integrata finalizzata all’inserimento lavorativo di diverse categorie di residenti urbani sta migliorando la qualità generale dei servizi di welfare, diminuendo così gradualmente il numero di coloro che hanno bisogno dei servizi di supporto sociale. A Naas in Irlanda gli anziani sono diventati il centro di un’azione di connessione tra diverse generazioni attraverso la creazione di una struttura di housing in cui residenti di diverse età possono interagire con programmi ed eventi, ravvivando allo stesso tempo una parte del centro urbano.

Tutte le buone pratiche di Urbact sono disponibili nel portale dedicato sul sito di Urbact e saranno al centro di una serie di azioni di promozione realizzate dall’Anci, National point del programma per l’Italia, sia a livello nazionale che europeo.

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A FORUM PA 2017 si è svolto l'incontro "L’Europa concreta: gli strumenti URBACT e URBAN INNOVATIVE ACTIONS per lo sviluppo urbano sostenibile". Sono on line gli atti.

Le città del programma URBACT saranno protagoniste anche di ICity Lab 2017 (BASE Milano, 24-25 ottobre 2017)