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Palermo scommette sulla social media governance per ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni

Nell’ambito del progetto Partecip@ttivi, iniziativa di partecipazione attiva promossa dal Comune di Palermo, in collaborazione con FPA, NeXt – Nuove Energie X il Territorio, Clac, Lattanzio Communication, Centro Studi Opera Don Calabria, si è appena chiuso il secondo forum on line sul tema "potenziamento dell’offerta culturale". Tra i contributi emersi dall’attività svolta sulla piattaforma FPA Communities, il progetto Urbact III Interactive Cities

Foto di progetto

All’interno del progetto Urbact III Interactive Cities il gruppo di lavoro locale sta lavorando sull’integrazione dei propri sistemi di comunicazione e sul potenziamento delle buone pratiche di social media governance per ricreare quel clima di fiducia indispensabile a riorientare le abitudini di mobilità dei cittadini.

Dopo decenni di immobilità, Palermo è una città in forte cambiamento grazie alle nuove politiche urbane volte a fornire servizi pubblici più efficienti, soprattutto nel campo della mobilità. L’incremento del fenomeno di urban sprawl negli ultimi dieci anni ha determinato un aumento del traffico su gomma per quei cittadini che si spostano quotidianamente verso il centro della città, anche a seguito del funzionamento poco efficiente del trasporto pubblico locale. Al fine di rispondere al meglio alle sfide che le trasformazioni urbane in corso pongono l’amministrazione comunale ha predisposto diversi interventi colti a migliorare la situazione della mobilità e rendere la città accessibile e vivibile non solo dai cittadini ma anche dai turisti. Tra questi innanzitutto gli interventi infrastrutturali che prevedono il raddoppio del passante ferroviario che collega il centro di Palermo con l’aeroporto Punta Raisi, il completamento dell’anello metro-ferroviario e la costruzione di quattro nuove linee tramviarie. Inoltre sono stati già attivati da tempo sistemi di car sharing e bike sharing e sono state create nuove piste ciclabili per favorire una mobilità sostenibile e alternativa. Un impegno particolare è stato posto nella valorizzazione del centro storico cittadino all’interno del quale è stata istituita la zona a traffico limitato e la pedonalizzazione di alcune strade e piazze, in particolare dei due assi principali che dividono in quattro l’area. Questa fase di transizione implica una grande sfida sia per i cittadini che per la pubblica amministrazione stessa data dalla necessità di adattarsi a nuove abitudini, nuove procedure e all'utilizzo di nuovi dispositivi web collegati a queste nuove politiche urbane.

Il progetto Urbact III “Interactive Cities”, a cui la città di Palermo partecipa all’interno di un partenariato composto da altre nove città e che ha come capofila il Comune di Genova, interviene in questo contesto proponendo soluzioni in grado di migliorare la governance dei social media intesa come fattore chiave per guidare sia i cittadini che l'amministrazione pubblica verso una città più sostenibile. Per raggiungere questo obiettivo, il gruppo di lavoro locale del progetto, costituito da referenti istituzionali ma anche da portatori d’interesse nel campo della mobilità stanno mettendo a punto un Piano d’Azione Locale volto a proporre nuovi scenari di cambiamento della città nei quali le nuove tecnologie e in particolare i social media possano svolgere un ruolo fondamentale di miglioramento dei servizi per il cittadino e accompagnamento verso nuovi modi di fruire la città.

Il Piano d’Azione propone infatti di perseguire obiettivi specifici volti al miglioramento dell'ecosistema della comunicazione nel campo della mobilità urbana. Per quanto riguarda questo settore, il Comune di Palermo ha implementato nel tempo una varietà di strumenti di comunicazione e partecipazione come il portale della mobilità sostenibile, il portale open data, i forum online per la partecipazione elettronica, gli electronic town meeting e altro. Molte di queste iniziative sono nate dalla necessità di avvicinare i nuovi servizi e infrastrutture legate alla mobilità ai cittadini e vincere la forte diffidenza di questi rispetto ai cambiamenti e interventi proposti. Nonostante questa ricchezza, questi strumenti e iniziative di comunicazione e coinvolgimento della cittadinanza sono spesso risultati mancanti di integrazione tra loro e incapaci di incidere realmente sul miglioramento della governance urbana.

Per tali ragioni il Piano d’Azione messo a punto all’interno di Interactive Cities si concentra su alcuni obiettivi specifici: integrare i numerosi dispositivi di comunicazione forniti dal Comune; aumentare la consapevolezza dei cittadini sui nuovi strumenti di comunicazione a loro disposizione per essere informati e partecipare alle politiche di mobilità; rimodellare le routine lavorative quotidiane all'interno della pubblica amministrazione al fine di garantire la cura della governance dei social media e di mantenere aggiornati tutti gli strumenti web; creare nuove forme di collaborazione tra amministrazione e società civile nella gestione della comunicazione pubblica. Il target del Piano d’Azione è piuttosto eterogeneo: i cittadini di tutte le età dai giovani agli anziani, i funzionari dell'amministrazione e gli attori pubblici e privati coinvolti nella gestione territoriale.

Tra le azioni da perseguire al fine di raggiungere questi obiettivi vi sono dunque: lo sviluppo e il rinnovo di servizi digitali dedicati all'empowerment e all'integrazione di sistemi di raccolta dati nel campo della gestione territoriale; definizione e implementazione di un nuovo modello organizzativo volto a migliorare la capacità istituzionale e l'efficienza della pubblica amministrazione nel campo della governance territoriale e della strategia di comunicazione; azioni di alfabetizzazione digitale secondo i principi promossi da Agid, Agenzia per l'Italia Digitale, al fine di diffondere la cultura digitale tra popolazione e pubblica amministrazione e incoraggiare l'uso di nuovi dispositivi web forniti dal comune per una migliore governance territoriale. Saranno queste azioni indispensabili per attivare circoli virtuosi di cambiamento urbano e sanare la profonda crisi di fiducia tra cittadini e istituzioni che ha caratterizzato la città nel passato.