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Riuso e condivisione: a FORUMPA17 parliamo degli shared services e di aggregazioni territoriali

Esperienze di servizi condivisi si muovono a livello delle Unioni dei Comuni rappresentando interessanti casi nel cambio di paradigma nella gestione di risorse e soluzioni da un decentramento costoso, poco funzionale e caotico ad un accentramento che razionalizza e mette a sistema.

Foto di SupportPDX rilasciata da https://flic.kr/p/2Denyq

La terza e ultima giornata dedicata alla Manifestazione Forum PA 2017, tra i tanti eventi previsti, ha dedicato un incontro al Riuso e condivisione: gli shared services per l’abilitazione delle comunità territoriali intelligenti, con lo scopo di riflettere su un nuovo modello organizzativo sinergico e collaborativo a vantaggio delle alleanze locali e basato su una visione cittadino-centrica da parte delle pubbliche amministrazioni locali, orientato allo sviluppo di vere comunità intelligenti. In questo senso la tecnologia diventa fattore abilitante di un nuovo modo di gestire in rete l’amministrazione locale, che abilità alleanze amministrative a un efficace presidio di quelle funzioni strategiche che nella tradizionale frammentazione istituzionale risultavano penalizzate.

Ad aprire il convegno Giovanni Vetritto (Coordinatore Ufficio per le politiche urbane e della montagna, la modernizzazione istituzionale e l’attività internazionale delle autonomie regionali e locali Presidenza del Consiglio dei Ministri), che si sofferma sull’importante passaggio concettuale delle nuove politiche di governance del territorio. Punto di partenza di questo pensiero sembra provenire dall’ormai concluso Programma Elisa, che ha lasciato in eredità un gruppo significativo di esperienze sia a livello di qualità delle piattaforme, sia dal punto di vista degli investimenti. A questo proposito, tutte le economie di quel programma sono state re-investite nel networking tra le best practices, ora nelle mani del Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto del Politecnico di Milano e di Invitalia.

Il Dott. Vetritto, nel ricordare l’importanza della partnership tra i diversi attori sociali (Goal 17 SDGs, ndr.), cede la parola a Stefano Toselli (Project Manager Ancitel Lombardia), che presenta a Forum PA il lavoro svolto recentemente da ReteComuni. Attraverso l’organizzazione in ambiti tematici (tra gli altri Agenda digitale, dato territoriale, legalità), il progetto ha lo scopo dichiarato di «lavorare insieme per realizzare la nuova amministrazione digitale», passando per alcune fasi strutturate (tavoli di lavoro – relazioni istituzionali – confronto – progetti condivisi – formazione – riuso), che Regione Lombardia ha utilizzato come un vero e proprio strumento di indagine sugli impatti sociali.

Chiave di lettura di queste pratiche risiede nella collaborazione tra livelli e contesti, e di questo stesso avviso è Luciano Gallo (Direttore generale UTI Valli e Dolomiti Friuliane), che sottolinea «se non si è capaci di camminare insieme, allora non è possibile fare innovazione. Non è possibile pensare alla crescita dei territori se non pensiamo allo stare insieme». Luca Rigoni (Direttore ASSINTER Italia), sulla scia di quanto asserito dal suo predecessore, approfondisce l’importanza di quanto asserito, facendo un importante passaggio sul valore delle manifestazioni come quella di Forum PA: «queste occasioni servono a confrontarsi, e a imparare quello che diamo per scontato quando lavoriamo nei nostri uffici romani, dimenticandoci di dialogare con le realtà che sono vicine e perpendicolari alle nostre. Ben vengano facilitazioni di questa levatura».

A conclusione dell’incontro, Antonio Gaudioso (Segretario Generale Cittadinanzattiva) ammette che, a livello territoriale, come su quello nazionale, molto stanno lavorando – e anche bene – per innovare. Rimane però il problema della comunicazione. «Nonostante i traguardi, dobbiamo pensare al grande tema: ogni giorno il debito pubblico che pende sulle nostre teste crea un’ipoteca sul futuro dei nostri figli. Se vogliamo innovare dobbiamo collaborare, mettere a sistema tutte le esperienze e creare una strategia condivisa».