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Tutti a scuola (di competenze digitali)

A settembre ricominciano le scuole, ma almeno il 36% dei docenti ha dichiarato di non essere sufficientemente preparato per la didattica digitale. A che punto siamo con l’insegnamento delle competenze digitali?

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A settembre riprende l’attività delle scuole e degli studenti in tutta Italia. In un mondo digitale, dove sempre più spesso i ragazzi hanno più competenze digitali dei loro docenti, come fa la scuola a insegnare tenendo il passo della tecnologia che avanza e dell’innovazione digitale? Negli ultimi anni abbiamo assistito a una ‘modernizzazione’ degli istituti scolastici: computer, lavagne interattive, tablet e registri elettronici hanno svecchiato questa istituzione, ma qual è la situazione attuale?

Secondo il Piano Nazionale Scuola Digitale, le aule in Italia sono 326mila, dislocate in 33mila plessi scolastici: il 70% di esse è collegato alla rete Internet, in modalità cablata o wireless. Questo dato, se paragonato con le rilevazioni Istat riguardanti l’uso di Internet nelle case degli italiani, conferma l’andamento generale del nostro Paese: una famiglia su tre non ha accesso alla rete, mentre il tasso di penetrazione della banda larga è fermo al 79%. Inoltre, la maggior parte delle persone che non usano Internet (il 55%) afferma che non lo fa per mancanza di competenze digitali.

I ragazzi che vanno a scuola, ormai nella maggior parte dei casi, sono nativi digitali, avendo imparato a usare la rete fin da piccoli, e sicuramente non hanno bisogno di un’aula scolastica per apprendere come si accende un pc; la scuola, però, dal canto suo, può, attraverso le nuove tecnologie, aumentare le competenze dei propri alunni, limando e perfezionando quelle che già posseggono.

Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) rileva ulteriori dati: “Una stima generale, sommando le dotazioni di aule, laboratori e biblioteche scolastiche, indica in circa 1.300.000 unità le dotazioni tecnologiche a disposizione delle scuole”; in media ci sono 7,8 laboratori per ogni scuola, l’82,5% di essi sono collegati a Internet. In rapporto al numero di studenti, sono presenti 7,9 device per alunno.

L’avanzamento del digitale nelle scuole non è solo collegato alle competenze digitali, ma anche alle infrastrutture vere e proprie. Sempre secondo il PNSD, che si basa su dati del Miur riferiti all’anno scolastico 2014-2015, “il 99.3% delle istituzioni scolastiche ha un proprio sito web, il 58.3% utilizza forme di comunicazione scuola–famiglia online, il 69.2% utilizza una tipologia di registro elettronico di classe, il 73.6% utilizza il registro elettronico del docente e infine il 16.5% utilizza forme di gestione centralizzata LMS (Learning Management Systems quali ad es. Moodle) per la didattica e i suoi contenuti”.

Gli studenti, quindi, trovano una scuola sempre più digitalizzata, ma, concretamente, quanto tempo passano davanti a un pc in classe? Secondo i dati Ocse, “ogni quindicenne italiano usa il computer in classe 19 minuti al giorno, contro una media Ocse di 25 minuti e picchi in Grecia (42 minuti) e Australia (52)”.

Infine, senza la presenza di professori competenti, lo studente non potrà mai imparare qualcosa a scuola, soprattutto nell’ambito del digitale, e i numeri su questo non sono confortanti: sempre seguendo i dati Ocse, “almeno il 36% dei docenti ha dichiarato di non essere sufficientemente preparato per la didattica digitale, a fronte di una media del 17%”.

In generale, dunque, le competenze digitali devono investire la scuola su più livelli, a cominciare dai docenti fino ad arrivare agli studenti, il tutto accompagnato da una politica di aumento delle infrastrutture digitali a disposizione degli istituti scolastici.