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Scuola digitale

PNSD e curricolo STEM, un'occasione da non perdere

Il PNSD può operare in modo sistemico al miglioramento delle competenze nel curricolo STEM fornendo linee di indirizzo ben precise, un quadro di riferimento operativo e di contenuti. Ecco gli spunti anche dal rapporto PISA

Il PNSD è in cammino. Nel 2017 partiranno tutti i percorsi di formazione, riferiti a tutte le figure professionali che operano nella scuola.

Il PNSD, per sua definizione, si occupa di aspetti collegati alla cultura e alla competenza digitale: le prassi amministrative e organizzative, le infrastrutture di reti e hardware, gli ambienti, i processi di apprendimento e insegnamento.

Il PNSD è il progetto in cui sono state riversate la maggior parte delle risorse finanziarie e professionali disponibili nella scuola, ivi comprese “le forze” da mettere in campo per il tempo, le scelte, le energie in generale.

La Scuola italiana è presa da un fervore organizzativo che si concretizza in corsi, iscrizioni in piattaforma, scelte e acquisti. Ovunque si parla di hardware, di coding, di robotica, di quale meravigliosa applicazione software potrebbe essere utile acquistare o usare.

Per l'organizzazione dei corsi di formazione il MIUR ha lasciato molto margine di libertà agli Snodi formativi [1] sparsi sul territorio italiano. Ha diramato alcune linee guida (Allegato 3 Nota prot. n. 6076 del 4 aprile 2016 e allegati , con successiva raccomandazione Prot. N. 11874 del 14 ottobre, con cui si correggeva il tiro) , ma sostanzialmente ha lasciato ai singoli snodi la scelta più puntuale dei contenuti. Risultato: difformità, molta e poco monitorata.Non tutte le figure professionali delle scuole sparse sul territorio nazionale hanno avuto né avranno le stesse opportunità di formazione.

Questo è un esempio plastico di come l'autonomia scolastica dovrebbe fare un passo indietro e invece un progetto centrale diramare linee guida più vincolanti. Il sistema scolastico italiano deve riallinearsi per poter procedere in modo organico.

E mentre si fanno bilanci sul primo anno di PNSD, ecco che il 6 dicembre 2016 l'INVALSI presenta a Roma gli esiti di due ricerche internazionali: IEA TIMSS 2015, OCSE PISA 2015.

Entrambe le ricerche si occupano dello stato di salute dei sistemi scolastici, tramite somministrazione di prove cognitive standardizzate a studenti e questionari di background a studenti, insegnanti, genitori, scuola.

TIMSS ha come obiettivo la rilevazione degli apprendimenti degli studenti in matematica e scienze al quarto e all’ottavo anno di scolarità (quarta primaria e terza secondaria di primo grado).

Condotta ogni quattro anni, la rilevazione TIMSS fornisce anche informazioni circa il progresso degli studenti attraverso i gradi di istruzione mentre l’indagine TIMSS ADVANCED rileva gli apprendimenti degli studenti in matematica di livello avanzato e in fisica all'ultimo anno di scolarità (in Italia il quinto anno della scuola secondaria di secondo grado).

OCSE PISA indaga le competenze dei quindicenni a scuola in 72 paesi, in Lettura, Matematica, Scienze, Problem Solving, Financial Literacy.

Entrambe le ricerche hanno messo in evidenza il gap della scuola italiana nel curricolo STEM.

I risultati dell'italia Paese non sono lusinghieri, ma accettabili.

Soffermiamoci in particolare sulla ricerca OCSE PISA [2] .

Ogni 3 anni l'OCSE PISA approfondisce una Literacy. Nel 2015 è stata la volta di Scienze.

La competenza di Scienze è così descritta:

Text Box: Illustrazione 1: Le Scienze in OCSE PISA

Il Quadro di riferimento mette quindi in risalto la competenza del cittadino 15enne (proiettiva del successo formativo e lavorativo), rispetto a un approccio scientifico, razionale e critico, applicato alla spiegazione di fatti e fenomeni.

Il curricolo STEM, su cui i documenti del MIUR mettono l'accento, ha un profondo collegamento a questo quadro.

Nelle scelte dei singoli piani formativi territoriali del PNSD poco o nulla si trova rispetto a quadri di riferimento per le competenze scientifiche: eppure le tecnologie digitali potrebbero essere l'ambiente di sviluppo di tali competenze. Si rischia invece di focalizzare su alcuni strumenti (coding, robotica) e non sulle competenze che potrebbero sviluppare.

PISA 2015 ha messo in luce che abbiamo un problema “Italia paese” nei risultati in Scienze (così come descritta nel precedente schema di Illustrazione 1).

Text Box: Illustrazione 2: I risultati italiani di Scienze in PISA 2015 per macroregioni

Gli 11.583 studenti italiani hanno un punteggio nazionale di 481 punti, a fronte della media OCSE di 493 punti. Non parleremo qui del confronto con altre nazioni ( le cosiddette “tigri asiatiche” hanno punteggi stratosferici non raggiungibili). Osserviamo un fenomeno interno all'Italia, confermato anche dal TIMSS.

Se leggiamo i risultati per macroregioni vediamo una forbice che va dal Nord Est con un punteggio di 523 al Sud e Isole con un punteggio di 433. 90 punti di differenza. L'OCSE stima che circa 39 punti equivalgono a quasi due anni di scuola. Vuol dire che all'interno dell'Italia ci sono 15enni scolarizzati che hanno accumulato uno svantaggio, rispetto ad altri studenti italiani, di 2 anni e mezzo di scuola nel curricolo scientifico.

Nel grafico osserviamo inoltre che gli studenti del Sud isole (in blu) raggiungo i risultati che nel Nord Est sono degli stidenti nel percentile più basso.

Questo svantaggio parla al governo del Paese e alle sue politiche scolastiche. Il PNSD, che può e deve essere la leva per il miglioramento delle competenze, digitali e no, può trarre spunti.

Francesco Avvisati, nella sua presentazione a Roma del 6 dicembre, ha mostrato alcune possibili piste a partire dall'analisi dei risultati in confronto con le risposte dei questionari di background, confrontando gli esiti del Canada, paese con risultati sempre alti in Scienze, con quelli della media OCSE e con l'Italia.

Punteggio in Scienze: Canada 530 punti, Media OCSE 493, Italia Paese 481

CANADA

ITALIA

OCSE

Docenti di materie scientifiche a cui viene offerta formazione

74%

32%

51%

L'insegnante spiega, in ogni lezione, come una idea scientifica possa essere applicata a una serie di fenomeni

33%

13%

23%

Gli studenti passano, in almeno parte delle ore di scienze.

87%

58%

67%

Numero ore settimanali nel curricolo di Scienze

4.8

2.6

3.5

“I paesi di maggiore successo in PISA hanno in comune di…

  • Tenere in alta considerazione la qualità dell’istruzione (in tutti i comparti della società), con la convinzione che tutti gli studenti possono aspirare ai più alti livelli di conoscenza
  • Investire sulle competenze degli insegnanti, che evolvono in un ambiente di lavoro favorevole alla collaborazione e allo sviluppo professionale
  • Investire per ridurre il peso delle circostanze familiari e delle disparità economiche territoriali sulle opportunità di successo educativo: le migliori risorse vengono dirette là dove le sfide sono maggiori
  • Bilanciare autonomia delle scuole con strumenti di governo centrali per intervernire in caso di necessità e assicurare la coerenza delle politiche
  • Sostenere la necessità di una scuola aperta sulla società e sull’evoluzione della domanda di competenze nell’economia, che sa adattarsi regolarmente alle sfide emergenti” (Francesco Avvisati, presentazione esiti OCSE PISA 2015).

Un piano nazionale per lo sviluppo digitale può operare in modo sistemico al miglioramento delle competenze nel curricolo STEM fornendo linee di indirizzo ben precise e non generiche, un quadro di riferimento operativo e di contenuti.

Altrimenti l'incremento digitale rischierà di attestarsi su quanti devices, sulla velocità della rete, su quante ore: ma per far cosa?