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Dibattito pubblico, piattaforme digitali, strumenti normativi

L’evoluzione della società passa per la partecipazione. FPA, insieme ad ANCI, presenterà ad ICity Lab 2017 il primo Rapporto sullo stato dell'arte sulle pratiche partecipative messe in campo dalle amministrazioni locali italiane

Foto di Vanessa Gutierrez rilasciata in cc https://flic.kr/p/qQPd6K

Per la serie "sulla partecipazione non scherziamo affatto", ci ritroviamo oggi a parlare del tema, parallelamente alla scadenza dei primi due mesi di attività del progetto PartecipaNet, che nasce in collaborazione con ANCI al fine di elaborare un Rapporto sull’innovazione digitale applicata alla partecipazione. I primi risultati sullo stato dell’arte saranno presentati da FPA nel corso della sesta edizione della Manifestazione ICity Lab il 24 e 25 ottobre 2017.

Il principio che muove l’analisi riguarda le criticità emerse da parte degli amministratori, da quando i processi partecipativi hanno cominciato ad essere un punto all’ordine del giorno nelle agende locali. Una di queste – e forse la più preoccupante – compete un’estrema eterogeneità delle pratiche partecipative e degli strumenti che oggi sono offerti o praticati dalle istituzioni locali italiane. Alcuni – il Comune di Bologna in prima istanza - si sono dotati di uno strumento normativo[1] atto a favorire la partecipazione di tutti i portatori di interesse legittimo; altri - come il Comune di Cremona - invece, stanno optando sempre di più sulle partnership pubblico-private (PPP)[2].

Quello che resta ancora da approfondire è se esista una metodologia condivisa o condivisibile per la partecipazione, che possa valere trasversalmente, se non in tutti, almeno nella maggior parte dei territori. Se ci sentisse la Ostrom[3] probabilmente inorridirebbe a questo pensiero . Chiunque abbia una conoscenza seppure superficiale dei processi partecipativi saprebbe che non esiste un modello valido a prescindere dal contesto in cui è attivato. Se partiamo dal presupposto che i cittadini non portano solo problemi e istanze, ma anche tante soluzioni, è chiaro che la cultura di ciascuno di loro influenzi anche gli strumenti e i percorsi intrapresi.

Il nostro proposito è piuttosto quello di fornire una visione di contesto sull’ innovazione digitale applicata alla partecipazione, al fine di indicare una roadmap utile alla definizione di obiettivi e finalità per uno sviluppo coerente, omogeneo e sostenibile. In altre parole, possiamo affermare che in qualche misura a contesti simili che utilizzano strumenti partecipativi simili corrispondano conseguenze simili?

Per poter rispondere, il primo esercizio che ci ha visti impegnati negli ultimi due mesi si è composto di quattro azioni:
  • Abbiamo creato, in collaborazione con ANCI, la community PartecipaNet. La community connette le migliori pratiche urbane a livello nazionale sul tema processi partecipativi. A livello di struttura, questa si compone di quattro temi principali: bilancio partecipativo, piattaforme digitali, Dibattito Pubblico, strumenti normativi a supporto della partecipazione. Questi sono categorizzati all'interno dello strumento FORUM, che è alimentato da notizie spot segnalate dai propri membri. Al di fuori del FORUM, è possibile inviare segnalazioni (link ad articoli, bandi, approfondimenti sui quattro temi), caricare documenti, video e scrivere articoli a firma;
  • Abbiamo effettuato una prima ricognizione delle buone pratiche a proposito di piattaforme partecipative digitali, tra le quali segnaliamo quella messa a disposizione dal Comune di Barcellona al fine di innescare processi partecipativi con la comunità catalana. Qui il link alla piattaforma, la versione tradotta in italiano è al momento in fase di sperimentazione;
  • Sul tema bilancio partecipativo abbiamo da poco attivato una collaborazione con l’Università di Milano per la ricognizione e lo scambio di informazioni concernenti le migliori pratiche a livello nazionale. Responsabili del processo per il Comune di Milano saranno Fiorella De Cindio e Giulia Bertone, che seguiranno le attività in prima persona anche all’interno della community;
  • Abbiamo interpellato alcuni dei maggiori esperti sul tema, che presenteranno i primi approfondimenti nel corso di webinar PartecipaNet_A che punto siamo con i processi partecipativi? (Per iscriversi al webinar cliccare qui).

Il lavoro va avanti e sarà materiale utile durante alcuni incontri programmati per la Manifestazione milanese. Da non perdere, sicuramente il convegno PA abilitanti e piattaforme che favoriscono la partecipazione: un confronto tra amministrazioni virtuose, partendo proprio dall’amministrazione milanese, nella figura dell’Assessore alla partecipazione Lorenzo Lipparini. Segnaliamo inoltre l’incontro in logica reverse engineering Il crowdfunding civico che funziona: la PA che incentiva le iniziative dal basso esiste, per il quale si prevedrà uno spazio laboratoriale di – ça va sans dire – partecipazione attiva degli uditori, che potranno apprendere il meccanismo retrostante le politiche pubbliche sul tema del fundraising dal basso. Il programma, come il progetto, è in continuo aggiornamento.

[1] Notoriamente, il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione per la cura e rigenerazione dei beni comuni urbani
[2] Si veda il dossier messo a disposizione da FPA su Cremona Smart Land, e riferimento alla firma del Protocollo di Intesa tra A2A e ANCI Lombardia
[3] OSTROM E., Governare I beni collettivi, Marsilio, Venezia, 2006. Elinor Ostrom è stata vincitrice del Premio Nobel per l'Economia nel 2009.