Sostenibilità e innovazione dei data center nella trasformazione digitale
Progettare, costruire e gestire data center pubblici secondo logiche di innovazione e sostenibilità non è un’opzione, ma una precisa responsabilità. Il caso Cineca dimostra che è possibile gestire infrastrutture complesse e ad altissimo consumo in modo sostenibile, ottenendo benefici ambientali, economici e sociali. Un modello esportabile per le PA che intendono costruire o aggiornare data center nel rispetto dei criteri Environmental, Social, and Governance
18 Febbraio 2026
Samuele Casi
Ingegnere energetico CINECA

Foto di Leif Christoph Gottwald su Unsplash- https://unsplash.com/it/foto/un-mucchio-di-schermi-televisivi-appesi-al-soffitto-iM8dxccK1sY
- 1 Un’infrastruttura strategica al servizio della comunità scientifica
- 2 L’efficienza si misura: il caso dei Certificati Bianchi
- 3 Agrivoltaico e urban forest: l’Energy Park di DAMA
- 4 Il raffreddamento liquido diretto di Leonardo: efficienza senza compromessi
- 5 Certificazioni ambientali: la prova concreta dell’impegno
- 6 Conclusione: il modello Cineca e la PA del futuro
Questo articolo è tratto dal capitolo “Tecnologie” dell’Annual Report 2025 di FPA (la pubblicazione, chiusa nel dicembre scorso e presentata il 21 gennaio 2026, è disponibile online gratuitamente, previa registrazione)
La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non può prescindere dalla sua sostenibilità. Oggi più che mai, l’infrastruttura digitale del nostro Paese – fatta di piattaforme, servizi e potenza di calcolo – è chiamata a evolvere non solo in termini tecnologici, ma anche ambientali. In questo contesto, il caso dei data center è cruciale: sono il motore della digitalizzazione, ma anche uno dei fattori a maggior consumo energetico. Progettare, costruire e gestire data center pubblici secondo logiche di sostenibilità, quindi, non è un’opzione, ma una precisa responsabilità.
L’esperienza di Cineca, consorzio interuniversitario a supporto del sistema accademico, e hosting entity dell’impresa comune europea EuroHPC, rappresenta una buona pratica di riferimento. Presso il Tecnopolo Data Manifattura di Bologna (DAMA), Cineca ha realizzato e gestisce una delle infrastrutture High-Performance Computing (HPC) più avanzate d’Europa – il supercalcolatore Leonardo – ospitato in un data center che integra sostenibilità energetica, certificazioni ambientali e modelli innovativi di produzione e ottimizzazione dei consumi.
Un’infrastruttura strategica al servizio della comunità scientifica
DAMA ospita un hub tecnologico integrato unico nel suo genere, in cui convivono enti pubblici, centri di ricerca e infrastrutture tecnologiche ad altissima potenza di calcolo. In questo contesto, Leonardo – il supercomputer in grado di compiere 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo, cofinanziato dal Ministero dell’università e della ricerca (MUR) e dall’impresa comune EuroHPC e gestito da Cineca – non è solo uno strumento di eccellenza scientifica, ma anche un banco di prova per sperimentare e consolidare buone pratiche di sostenibilità.
L’energia elettrica utilizzata da Leonardo proviene al 100% da fonti rinnovabili certificate. La fornitura è coperta da contratti
con garanzie di origine (GO), che attestano la provenienza green dell’elettricità: nel 2024, ad esempio, il Parco Eolico Matarocco (Marsala, Trapani) ha alimentato l’intera infrastruttura, mentre nel 2023 l’energia era stata fornita da impianti eolici e fotovoltaici francesi. Questo meccanismo è flessibile, ma sempre orientato alla sostenibilità.
L’efficienza si misura: il caso dei Certificati Bianchi
L’efficienza energetica dei sistemi di calcolo di Cineca è oggetto di misurazione sistematica tramite il meccanismo dei TEE (Titoli di Efficienza Energetica, noti anche come “certificati bianchi”). Periodicamente, Cineca presenta al Gestore dei servizi energetici (GSE) progetti di efficienza energetica legati a realizzazione o efficientamento di centri di elaborazione dati che documentano, tramite un soggetto certificatore terzo, il risparmio di energia primaria rispetto a un riferimento internazionale per sistemi di supercalcolo equivalenti.
Nel 2025, per il solo Leonardo sono stati richiesti più di 25mila titoli di efficienza, traducibili in un risparmio di oltre 25mila tonnellate equivalenti di petrolio (TEP), con un valore economico stimato intorno ai 6 milioni di euro. Questo risultato è virtuoso non solo in termini ambientali, ma anche come modello economico: un data center pubblico può ridurre il proprio impatto ambientale generando allo stesso tempo valore economico reinvestibile.
Agrivoltaico e urban forest: l’Energy Park di DAMA
Non è tutto. DAMA si sta dotando anche di sistemi autonomi di produzione di energia green. Tra i progetti più ambiziosi in corso c’è l’Energy Park: un parco agrivoltaico da 14 MW con possibilità di ampliamento. Questo impianto sarà integrato da una foresta urbana, con funzione sia ambientale che sociale, e avrà l’obiettivo di aumentare l’autoproduzione energetica riducendo ulteriormente la dipendenza da fonti esterne.
Il parco sarà realizzato da soggetti privati. La procedura pubblica di selezione dell’operatore è stata avviata, e la proposta selezionata è attualmente in fase di valutazione. Se confermata, questa iniziativa consentirà di rafforzare l’indipendenza energetica dell’infrastruttura, mantenendo allo stesso tempo un’elevata integrazione con il territorio.
Il raffreddamento liquido diretto di Leonardo: efficienza senza compromessi
Un altro elemento distintivo della sostenibilità di DAMA riguarda il sistema di raffreddamento. Leonardo utilizza un sistema di Direct Liquid Cooling (DLC), con raffreddamento a liquido diretto dei componenti.
Questa tecnologia è molto più efficiente dei tradizionali sistemi ad aria e consente un risparmio energetico significativo in fase operativa.
La scelta del DLC riflette un orientamento progettuale che punta a ridurre il consumo legato alla climatizzazione, uno degli aspetti più critici per i data center ad alta densità. Questa pratica è già una realtà per Leonardo mentre altri data center pubblici fanno ancora affidamento su tecnologie tradizionali ad aria.
Certificazioni ambientali: la prova concreta dell’impegno
L’intero edificio del DAMA ha ottenuto la certificazione LEED BD+C Data Centers Platinum, il massimo riconoscimento previsto dal protocollo internazionale per la sostenibilità edilizia. Non si tratta solo di un traguardo simbolico: la certificazione attesta che ogni fase del progetto – dalla selezione dei materiali alla gestione operativa – rispetta criteri rigorosi di minimizzazione dell’impatto ambientale e risparmio energetico.
Inoltre, DAMA è dotato di certificazione International Organization for Standardization (ISO) per la gestione dell’energia, che rappresenta una base imprescindibile per il monitoraggio e il miglioramento continuo. A questi si aggiungono gli standard Telecommunications Industry Association (TIA), che garantiscono l’affidabilità e la resilienza delle infrastrutture tecniche.
Conclusione: il modello Cineca e la PA del futuro
Il caso Cineca dimostra che è possibile gestire infrastrutture complesse e ad altissimo consumo in modo sostenibile, ottenendo benefici ambientali, economici e sociali. DAMA, il Tecnopolo di Bologna, rappresenta un modello esportabile per la PA, in particolare per le amministrazioni che intendono costruire o aggiornare data center nel rispetto dei criteri Environmental, Social, and Governance (EGS). Il futuro della digitalizzazione pubblica passa anche da infrastrutture intelligenti, verdi e sostenibili.