EDITORIALE
“PA infrastruttura strategica del paese”: ecco il tema guida di FORUM PA 2027
C’è un’infrastruttura, meno visibile di quelle fisiche ma altrettanto decisiva, che tiene insieme diritti, investimenti, servizi e opportunità: la Pubblica Amministrazione. È da qui che siamo partiti nel nostro percorso verso FORUM PA 2027, in programma dall’8 al 10 giugno al Centro Congressi “La Nuvola” di Roma. Il claim che abbiamo scelto invita, infatti, a riconoscere nella qualità delle istituzioni pubbliche una condizione essenziale per la crescita del paese, grazie alla capacità di lavorare per ecosistemi e di investire su persone, creatività e reti
25 Settembre 2026
Gianni Dominici
Amministratore Delegato FPA

Foto di Gianni Dominici
Ci sono infrastrutture che attraversano il paese e rendono possibile la vita quotidiana: collegano luoghi, portano energia, fanno circolare informazioni. Ce n’è una, meno visibile ma altrettanto decisiva, che tiene insieme diritti, investimenti, servizi e opportunità: la Pubblica Amministrazione.
È da qui che siamo partiti nel nostro percorso verso FORUM PA 2027, in programma dall’8 al 10 giugno al Centro Congressi “La Nuvola” di Roma. Il claim che abbiamo scelto per questa 38esima edizione – “PA infrastruttura strategica del paese. Persone, Creatività, Reti” – invita, infatti, a riconoscere nella qualità delle istituzioni pubbliche una condizione essenziale per la crescita dell’Italia. Non una PA chiamata a fare tutto, ma una PA capace di riconoscere, sostenere e valorizzare le energie di cui il paese dispone: quelle delle persone, delle imprese, dei territori e delle comunità.
La conclusione della stagione del PNRR rende questa sfida ancora più concreta. Le risorse straordinarie hanno attivato progetti, aperto cantieri e accelerato processi. Ora la domanda che conta davvero è: come far sì che quanto è stato avviato continui a produrre valore? La risposta non può certamente arrivare dal ritorno a modelli e modalità organizzative ormai superati. Deve passare necessariamente dallo sviluppo di un approccio nuovo, che consenta di mettere a regime ciò che ha funzionato, di mantenere e far evolvere le infrastrutture realizzate, di trasformare le esperienze maturate in un patrimonio stabile delle amministrazioni.
Questo passaggio richiede una Pubblica Amministrazione che sappia lavorare per ecosistemi. Non come formula astratta, ma come modo concreto di affrontare problemi e opportunità che non rispettano i confini di un singolo ente, di un settore o di un territorio. L’agricoltura e lo sviluppo delle aree rurali, la mobilità e la logistica, la cooperazione territoriale e la coesione europea sono solo alcuni esempi di filiere in cui il risultato dipende dal contributo di tanti e diversi attori: le amministrazioni (ai diversi livelli), le imprese, il mondo della ricerca e le comunità.
In questi ambiti, la PA è chiamata ad assumere un ruolo di connessione e di guida. A creare condizioni che rendano più semplice investire e innovare. A rendere più leggibili le regole e più continui i percorsi. A far circolare competenze e soluzioni tra territori diversi. La sua forza non sta nella sola gestione dei procedimenti, ma nella capacità di trasformare obiettivi condivisi in azioni coordinate e risultati verificabili.
Per riuscirci occorrono anzitutto le persone. Le professionalità pubbliche sono il primo capitale su cui investire: nella loro formazione, nella possibilità di assumere responsabilità, nel riconoscimento del lavoro svolto e nell’ingresso di nuove competenze. Una PA capace di futuro è una PA che sa ascoltare chi la fa vivere ogni giorno e che costruisce ambienti nei quali innovare sia possibile.
Occorre poi la creatività. Non la ricerca di una novità a ogni costo, ma la disponibilità a trovare risposte migliori a esigenze reali. Dati, tecnologie digitali e intelligenza artificiale possono aiutare a comprendere i bisogni, a semplificare i servizi e a orientare le decisioni. Diventano tuttavia valore pubblico soltanto quando sono guidati da obiettivi chiari, da competenze adeguate e da un’attenzione costante alla trasparenza e ai diritti.
E occorrono le reti. Quelle tra amministrazioni centrali e locali, tra pubblico e privato, tra università, ricerca, imprese, professioni e terzo settore. Reti che non siano occasioni episodiche, ma relazioni capaci di affrontare insieme le sfide di filiera e di territorio. Le partnership pubblico-private trovano qui il loro significato più profondo: rafforzare la capacità pubblica e costruire condizioni favorevoli perché innovazione e sviluppo raggiungano l’intero Paese.
FORUM PA 2027 sarà uno spazio per mettere in comune queste esperienze e farle dialogare. Per comprendere ciò che abbiamo imparato nella fase dell’attuazione, riconoscere i nodi ancora aperti e costruire una capacità di azione che resti anche oltre le scadenze straordinarie.
Perché una PA forte non è il traguardo di una riforma. È l’infrastruttura che permette alle altre infrastrutture, alle imprese e ai territori di generare valore. Ed è una delle condizioni più concrete perché l’Italia possa guardare al futuro con fiducia.
Il filo rosso della nostra riflessione caratterizzerà tutto il #road2forumpa2027, il percorso verso la Manifestazione di giugno, caratterizzato da interviste, contributi dai protagonisti, incontri e tavoli di lavoro.