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Al via il Tour de France (dell’innovazione)

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Il Tour de France dell’innovazione è la rubrica giornaliera con cui intendiamo andare alla scoperta delle buone pratiche di innovazione digitale e sociale adottate oltralpe. Il pretesto è quello della gara ciclistica più famosa e suggestiva al mondo, il Tour de France. Dunque, una volta al giorno, per tutta la durata della Grand Boucle, su queste pagine pubblicheremo un breve articolo che racconterà sia i progetti individuati in una delle città toccate dalla corsa durante la tappa, sia il resoconto sportivo della tappa stessa. Un format con cui vogliamo costruire un ponte tra lo sport e l’innovazione, e dimostrare così che il ciclismo è una grande metafora della vita.

6 Luglio 2019

R

Daniele Rizzo

Content Manager FPA

C

Maurizio Costa

Content Officer FPA

Tour de France dell'innovazione

Fiori gialli, fiori di Tour

Ogni giorno, alla fine della tappa, al ciclista primo classificato viene regalato un mazzo di fiori gialli. Gialli, come la maglia che indossa il primo in classifica generale. È questa una delle più affascinanti consuetudini del Tour de France. Un gesto delicato con cui le ragazze dell’organizzazione che premiano il vincitore quasi sembrano voler sovvertire le vetuste dinamiche di genere, che vorrebbero fosse l’uomo a regalare fiori alla donna.

Ma i fiori sono anche un elemento scenografico imprescindibile del Tour de France e della Francia tutta. Lo sanno bene gli spettatori che nelle tre settimane di Tour ammirano le campagne francesi, colorate da centinaia di migliaia di girasoli che seguono col loro movimento la Maglia Gialla, l’unico vero Re Sole di cui si vuol sentir parlare in Francia a luglio.

Bruxelles regala fiori

Poco più di 300 km separano Parigi, la sede d’arrivo di tutti i Tour de France, da Bruxelles, città da cui quest’anno parte l’edizione numero 106. Eppure, tra le due città i corridori troveranno ad attenderli un percorso fatto di 21 tappe, quasi 3500 km, 5 arrivi in salita e – è presto detto – almeno 21 bouquet di fiori gialli.

E la Grand-Place della capitale belga, prima grande protagonista di questa edizione del Tour, ogni due anni (a partire dal 1971), viene ricoperta da un enorme tappeto di fiori. Un’iniziativa che sottolinea la grande attenzione del Comune verso l’aspetto floreale, e che giustifica anche il progetto che andiamo a segnalare.

Per combattere il degrado e per rendere la città più bella e vivibile, il Comune di Bruxelles ha infatti deciso di distribuire semi di fiori gratuiti ai cittadini che ne fanno richiesta.

I semi, consegnati a partire da giugno, sono stati scelti tra le varietà autoctone della regione di Bruxelles, per rispettare la biodiversità della flora della città. Sui palazzi della capitale del Belgio cresceranno margherite, papaveri e fiordalisi. In questo modo, tutti questi fiori disseminati per i quartieri della città permetteranno la proliferazione delle api, animali fondamentali per la stabilità e la salute dell’ecosistema cittadino. Un grande contributo, quindi, che l’amministrazione cittadina ha deciso di dare per combattere i cambiamenti climatici e garantire la sostenibilità ambientale.

Questa distribuzione floricola precederà un contest, che, sempre questa estate, premierà il balcone, la facciata o il giardino visibile più bello di Bruxelles.

Anche in Italia possiamo trovare un’iniziativa simile: il Comune di Assisi premierà a settembre colui che avrà reso – per tutta la stagione estiva – un vicolo, una piazzetta, una finestra o un balcone più belli grazie all’utilizzo dei fiori. Combinazioni cromatiche e qualità dei vasi saranno fondamentali per aggiudicarsi il premio.

Prima tappa, primi fiori

Tornando al Tour, domani scopriremo chi sarà il primo a indossare la maglia gialla. Quanto ai favoriti finali, i nomi quest’anno non sono banali: Geraint Thomas (vincitore 2018), Nairo Quintana, Egan Bernal, Jakob Fuglsang. E poi Vincenzo Nibali, Romain Bardet, Alejandro Valverde. Non ci saranno Chris Froome e Tom Dumoulin, ma non per questo la battaglia sarà meno dura.

Difficilmente, date le caratteristiche dell’arrivo, chi indosserà la maglia gialla alla fine della tappa di domani riuscirà a portarla fino a Parigi. Attenzione quindi a considerare il primo mazzo di fiori di domani indicativo di una possibile vittoria finale. Mai fidarsi dei fiori, lo sanno bene i corridori. Lo diceva d’altronde anche Antoine de Saint-Exupéry: “Non bisogna mai ascoltare i fiori. Bisogna guardarli e annusarli”. E nel caso dei ciclisti, meglio guardarli e annusarli da molto, molto lontano.

Ascolta il commento alla tappa di Marco Baldi

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