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Sulla scia di “Reti amiche”: nel Lazio parte il progetto “Municipio Diffuso”

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multi ladybird

by Peter Birch

“Vicino è bello”: si potrebbe scegliere questo slogan per spiegare lo spirito del progetto “Municipio Diffuso”, presentato il 16 ottobre scorso a Roma, e per collocarlo sulla scia di un’altra iniziativa, più ampia, lanciata dal ministro Brunetta nel giugno scorso: il progetto “Reti amiche”. Entrambi i progetti, infatti, rispondono all’esigenza di avvicinare il servizio pubblico ai cittadini, in una logica di prossimità e appoggiandosi, per ottenere questo obiettivo, a reti telematiche e relazionali già esistenti e diffuse su tutto il territorio nazionale. Maggiore offerta nella fruibilità dei servizi e tempi ridotti per ottenere ciò di cui si ha bisogno: questi i benefici che ne dovrebbero scaturire.

21 Ottobre 2008

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Michela Stentella

Articolo FPA
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by Peter Birch

“Vicino è bello”: si potrebbe scegliere questo slogan per spiegare lo spirito del progetto “Municipio Diffuso”, presentato il 16 ottobre scorso a Roma, e per collocarlo sulla scia di un’altra iniziativa, più ampia, lanciata dal ministro Brunetta nel giugno scorso: il progetto “Reti amiche”. Entrambi i progetti, infatti, rispondono all’esigenza di avvicinare il servizio pubblico ai cittadini, in una logica di prossimità e appoggiandosi, per ottenere questo obiettivo, a reti telematiche e relazionali già esistenti e diffuse su tutto il territorio nazionale. Maggiore offerta nella fruibilità dei servizi e tempi ridotti per ottenere ciò di cui si ha bisogno: questi i benefici che ne dovrebbero scaturire.

Caserme dei carabinieri, uffici postali, farmacie, banche, tabaccai, sono alcuni dei soggetti a cui il cittadino potrà rivolgersi per ottenere, secondo il progetto “Reti amiche”, alcuni servizi erogati finora solo dagli sportelli degli uffici pubblici. I primi a siglare un accordo in questo senso sono stati la Fit (Federazione Italiana Tabaccai) e Poste Italiane. I servizi, già disponibili presso i circa 5.740 uffici postali (sugli oltre 13.000 esistenti) dotati di "Sportello amico", sono il rilascio e rinnovo di passaporti e permessi di soggiorno, la riscossione dei contributi previdenziali, la riscossione dei bollettini infortuni domestici e i servizi Inps Card. A partire da gennaio 2009, invece, presso oltre 20mila tabaccherie italiane (su oltre 50.000 punti vendita in tutto il Paese) sarà possibile ritirare la pensione e prelevare cifre, anche di modesta entità, attraverso un servizio personalizzato, tipo bancomat, riservato ai pensionati. Sia Fit che Poste Italiane si sono impegnati ad estendere il servizio sul territorio e a fornire, progressivamente, altri servizi più sofisticati.

Nel frattempo, proprio la Fit (Federazione Italiana Tabaccai) ha siglato un accordo con 8 Comunità Montane del Lazio, dando vita al progetto “Municipio Diffuso”, con il patrocinio dell’Assessorato agli Affari Istituzionali, Enti Locali e Sicurezza della Regione e d’intesa con l’Uncem Lazio. Il progetto partirà nel gennaio 2009 e prevede l’allestimento di 125 “Punti In Comune” all’interno di altrettante tabaccherie (una per ogni Comune coinvolto). Qui i cittadini potranno: informarsi sulle notizie diffuse dal proprio Comune; prenotare e ritirare certificati attraverso lo sportello “Fuori orario”, negli stessi orari e nei giorni di chiusura al pubblico degli uffici comunali; ritirare documentazione e modulistica.

La sperimentazione coinvolgerà circa 350mila cittadini residenti in piccoli Comuni montani; dopo un anno, se i risultati saranno soddisfacenti, il progetto pilota potrà essere esteso ad altri Comuni della Regione e ad altri operatori commerciali. Anche in questo caso, il punto di forza del progetto è la diffusione capillare delle tabaccherie – cosa che permette, quindi, anche a chi risiede in zone isolate di accedere più facilmente ai servizi – ma anche il costo ridotto: come ha sottolineato l’Assessore agli Enti Locali della Regione Lazio, Daniele Fichera, ogni esercente che aderisce riceverà dalla Comunità Montana di appartenenza una somma simbolica di 1.000 euro, mentre il costo di mercato di un servizio analogo si aggirerebbe intorno ai 30.000 euro.

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