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Sussidiarietà e co-pianificazione: il SIT della Regione Puglia.

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by Paolo Margari

Un articolato sistema di enti, a vari livelli e con varie competenze, coopera per produrre conoscenze utili alla pianificazione e al controllo del territorio. Il SIT della Regione Puglia nasce con l’idea che non ci sia un rapporto gerarchico, per esempio tra regione e comuni, ma come sistema informativo incentrato sulla parola chiave della co-pianificazione. Ne parliamo con Angela Barbanente, Assessore Assetto del territorio, Urbanistica, Edilizia residenziale pubblica – Regione Puglia.

10 Giugno 2008

Articolo FPA
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by Paolo Margari

Un articolato sistema di enti, a vari livelli e con varie competenze, coopera per produrre conoscenze utili alla pianificazione e al controllo del territorio. Il SIT della Regione Puglia nasce con l’idea che non ci sia un rapporto gerarchico, per esempio tra regione e comuni, ma come sistema informativo incentrato sulla parola chiave della co-pianificazione. Ne parliamo con Angela Barbanente, Assessore Assetto del territorio, Urbanistica, Edilizia residenziale pubblica – Regione Puglia.

 
Conoscenza e controllo del territorio: cosa significa uno strumento come il SIT per un’amministrazione regionale?
Un SIT è innanzitutto uno strumento che consente alla Regione di disporre di un adeguato apparato conoscitivo per governare e controllare il territorio, significa quindi garantire maggiore tutela e una riqualificazione del territorio più efficace potendo individuare, per fare un esempio strettamente legato alla nostra realtà territoriale, le aree degradate dall’attività estrattiva, frutto dello sfruttamento non razionale di una delle nostre grandi risorse, la pietra. Quindi per la nostra Regione è fondamentale, sia nell’attività di controllo come in quella della pianificazione comunale e delle trasformazione del paesaggio, su cui la Regione ha competenza primaria, sia per l’individuazione degli ambiti di trasformazione.
 
Siete partiti nel 2005…
Siamo partiti nell’agosto del 2005, letteralmente prendendo per i capelli un finanziamento comunitario del POR 2000-2006 e di un Accordo di Programma Quadro in materia di eGovernment e Società dell’Informazione. Abbiamo lavorato al bando insieme a Tecnopolis (società consortile che cura gli interventi regionali in materia di Società dell’Informazione della Regione, n.d.r.)  articolandolo in diverse parti:  una, quella sostanziale, è dedicata alla realizzazione della cartografia per la quale abbiamo ottimizzato l’esistente, riutilizzando e integrando le carte che erano state elaborate e tentando di ricomporre un mosaico a macchia di leopardo.
 
Una rete di conoscenze: come avete integrato il vostro lavoro con quello delle altre realtà istituzionali che presidiano un territorio?

Ritengo che questo sia uno degli elementi più qualificanti di questo SIT. Abbiamo fondato il sistema sulla cooperazione con altri enti, partendo dal presupposto che un sistema informativo ha bisogno di essere continuamente alimentato dai dati. Primaria importanza, in quest’ambito, è data dal rapporto con i comuni: la scala di rappresentazione che abbiamo utilizzato per la carta tecnica – scala 1:5000 – dichiara apertamente che questa cartografia è soprattutto al servizio dei Comuni per i quali la riforma del Titolo V individua, oggi, competenze primarie in materie di governo del territorio e che sono le principali fonti di dati per aggiornare una carta tecnica. Ma, a parte il rapporto con i Comuni, ci sono numerose altre convenzioni. La convenzione con l’IGM (Istituto Geografico Militare, n.d.r.) prevede il supporto nel collaudo della carta e  l’integrazione del servizio di posizionamento in tempo reale nel più ampio servizio geografico regionale, individuando la rete geodetica della Regione Puglia come un raffittimento della Rete Geografica Nazionale IGM ’95.

Una convenzione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ci consente di utilizzare i dati della Rete Integrata Nazionale GPS – che ha come finalità lo studio delle modificazioni geodinamiche del territorio nazionale: è superfluo, credo, sottolineare l’importanza che questa convenzione ha per il lavoro della Protezione Civile.

Ancora, una convenzione con le 4 Università pubbliche pugliesi e con la Direzione Regionale dei Beni Culturali e del Paesaggio fornisce supporti per la redazione della carta dei beni culturali e del paesaggio che nasce come integrata nel SIT regionale – in parte di esso – con l’obiettivo di aggiornarlo sistematicamente alla luce delle nuove conoscenze che questi enti via via producono in questo campo.
La convenzione con  l’Autorità di bacino della Puglia  ci aiuta nella redazione della carta idro-geo-morfologica e, anche in questo caso, tutto si basa su uno scambio di informazioni: noi mettiamo a disposizione i nostri database e loro elaborano ed approfondiscono, anche per i nostri fini, il lavoro che svolgono istituzionalmente, la ricostruzione del reticolo idrografico della Puglia. Tra l’altro, sia la carta dei beni culturali e del paesaggio sia la carta idro-geo-morfologica sono funzionali alla redazione del nuovo piano paesaggistico della Regione Puglia che è in corso di redazione.
Abbiamo un accordo quadro anche con l’Acquedotto Pugliese per lo scambio di dati territoriali: è fondamentale per l’Acquedotto disporre di una cartografia aggiornata per effettuare tutti gli interventi di controllo e di ricostruzione della rete.
Per restare in tema di convenzioni, vorrei anche sottolineare una procedura nuova, all’interno del Progetto SIT, che stiamo adottando per evitare di “calare” dall’alto ai comuni le linee guida per la informatizzazione dei piani urbanistici generali della Regione. Attraverso un bando di gara pubblico abbiamo selezionato 40 amministrazioni comunali con le quali verranno stipulate delle apposite convenzioni e che riceveranno risorse – in misura variabile tra i 10.000 e i 30.000 euro in base alla dimensione del territorio comunale – per informatizzare il rispettivo piano urbanistico generale.

Il controllo del territorio è anche legato al problema della sicurezza…
È interessante, da questo punto di vista, il lavoro che si è fatto insieme all’Organizzazione “Medici senza Frontiere” per censire e intervenire nelle situazioni di particolare disagio legato alla presenza cospicua di migranti nelle campagne della nostra Regione, presenza fortemente condizionata dai lavori stagionali di raccolta dei prodotti della terra. Con il SIT, in particolare con il nostro sistema di posizionamento GPS, abbiamo collaborato con “Medici Senza Frontiere” per individuare i luoghi di maggiore concentrazione di questi migranti che, senza una cartografia accurata e aggiornata, sono assai difficili da localizzare per gli opportuni interventi – sanitari e di sicurezza.

Altra iniziativa legata al tema della sicurezza: è ancora in forma di bozza un’intesa con il Comune di Gravina. Anche lì si parte da una situazione particolarmente drammatica per sperimentare dei metodi di lavoro. C’è una parte cospicua del patrimonio storico che è caratterizzata dalla presenza di cave sotterranee: il protocollo d’intesa prevede la partecipazione della Regione Puglia e del Comune, insieme all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, al Dipartimento di Architettura del Politecnico di Bari, a Tecnopolis e ad alcune associazioni locali per mettere a punto una metodica di integrazione del SIT regionale con la dimensione sotterranea.  

Dal punto di vista dei servizi al cittadino in che modo il SIT è di supporto all’amministrazione regionale?
Sicuramente la gestione delle pratiche edilizie, dei certificati di destinazione urbanistica e delle destinazioni d’uso del territorio sono gli aspetti più importanti: oggi il cittadino si trova in serie difficoltà per capire quale sia lo stato di fatto e giuridico degli immobili di proprietà. Alla fine vorremo raggiungere l’obiettivo di una Carta unica del territorio, cioè la possibilità di avere il sistema stratificato dei vincoli e delle possibilità di trasformazione del territorio riferito ad un unico centro di informazione.

Il progetto SIT della Regione Puglia ha ricevuto un premio prestigioso a livello internazionale: ci spiega quali aspetti particolari sono stati premiati?
Il nostro SIT è, certamente, un sistema avanzato, anche come impostazione: rispetto alla tradizionale cartografia tecnica e relativo database il database del nostro SIT ha una logica orientata agli oggetti che permette, quindi, di associare facilmente una serie, sostanzialmente infinita, di attributi. Ma credo che ci siano due elementi su cui la valutazione si è fermata in modo decisivo.

In primo luogo il nostro sistema informativo si orienta, sin dal momento della sua progettazione, a logiche di sussidiarietà e co-pianificazione. La Regione non è l’unico ente che produce e distribuisce informazione: un articolato sistema di enti, a vari livelli e con varie competenze, coopera per produrre conoscenze utili alla pianificazione e al controllo del territorio. Quindi è un sistema che già nasce con l’idea che non ci sia un rapporto gerarchico, per esempio tra regione e comuni, ma, in base al principio della sussidiarietà e della collaborazione istituzionale, come sistema informativo incentrato sulla parola chiave della co-pianificazione. Ancora una volta condividere la conoscenze per il territorio.

Un altro aspetto, ritengo, molto apprezzato è il fatto che il sistema sviluppi una struttura articolata di servizi applicativi per i diversi enti, oltre che per i diversi settori a livello regionale: quindi è, a tutti gli effetti, uno strumento per la cooperazione istituzionale.

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