La banda dell'innovazione - FPA

La banda dell’innovazione

Home Economia La banda dell’innovazione

Perché, quando si parla di infrastrutture necessarie per lo sviluppo del nostro Paese, la questione della banda larga non è inserita tra gli obiettivi programmatici? Una riflessione sugli scenari futuri, alla luce degli indirizzi prevalenti nella nostra classe dirigente.

16 Marzo 2008

Articolo FPA

Perché, quando si parla di infrastrutture necessarie per lo sviluppo del nostro Paese, la questione della banda larga non è inserita tra gli obiettivi programmatici? Una riflessione sugli scenari futuri, alla luce degli indirizzi prevalenti nella nostra classe dirigente.

Oggi Massimo Giannini, in un suo fondo su Affari&Finanza, intitolato “Se la politica non investe su internet” mette in luce la distanza quasi siderale tra il nostro Paese e le economie rampanti dell’Est, quello lontano e – aggiungo io – anche quello vicino. Scrive Giannini che siamo all’ultimo posto in Europa per percentuale di popolazione collegata a Internet, percentuali in crescita anno dopo anno ma lontanissime da altre situazioni.
Nel 2008 la domanda di internet aumenterà al ritmo del 100% all’anno. Cosa significa, significa che se non vogliamo perdere l’ultimo treno per Yuma, forse dovremmo rimettere al centro della politica e al centro delle politiche la questione (vecchia anzi vecchissima) delle infrastrutture necessarie per questo derelitto paese. Pare che per nessuno dei due principali schieramenti la questione della copertura a banda larga (ma dovremmo già parlare di larghissima banda!) sia chiaramente delineata come obiettivo programmatico.

Scrive Giannini : “dagli Stati Uniti all’Asia i governi cominciano a rafforzare le strategie d’investimento per ampliare i network ad alta e altissima velocità. L’Italia è fuori da questi radar. […] Per colmare il digital divide italiano servirebbero un governo e molte risorse. In campagna elettorale svettano altre priorità.”

Ora, perché quando si parla di infrastrutture necessarie per lo sviluppo si pensa solo alla Torino – Lione o ad altre mega opere dai costi inimmaginabili? Non viene il dubbio che stiamo lavorando su una idea di sviluppo e di priorità che è vecchia in nuce? 

La sensazione desolante è che questa nostra classe dirigente sia vecchia dentro e incapace di futuro. Allegria!