Marta Mainieri: "Un approccio community based per la PA"

Marta Mainieri: “Un approccio community based per la PA”

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L’intervista di Gianni Dominici a Marta Mainieri, Esperta di innovazione, sui temi del suo ultimo libro intitolato “Community economy”. La community economy ha ereditato la logica aggregante della sharing economy ma ribaltandone il ciclo di vita in termini di business: dopo aver creato una comunità intorno a un disagio o a un desiderio comune, emerge l’occasione di rendere la soluzione a quella richiesta un servizio scalabile ed economicamente rilevante. Anche la PA può seguire questa logica ma serve mettere le esigenze delle persone alla base della progettazione dei servizi

14 Dicembre 2020

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Redazione FPA

Il concetto alla base della sharing economy era quello di mettere in condivisione le risorse per ridurre gli impatti ambientali, poi però in seguito alle logiche di profitto tutto il sistema si è adattato e ha perso parzialmente l’obiettivo iniziale. Quel che di sicuro è rimasto è il modello di servizio basato sull’idea di favorire lo scambio tra le persone, ovvero la creazione di una comunità. In questo senso la community economy è figlia della sharing economy in quanto eredita il concetto di comunità all’interno della quale dalla condivisione di un bisogno nasce un’opportunità di business.
In questa puntata Gianni Dominici intervista Marta Mainieri, esperta di innovazione e autrice del libro “Community economy”. Già precorritrice della discussione sulla sharing economy, Mainieri ha scritto nel 2013 “Collaboriamo”, primo libro edito in Italia sul tema dell’economia condivisa.
“Questi servizi mettono al centro la community”, spiega Mainieri, proprio perché le progettualità nascono direttamente dalla manifestazione di un disagio o di un desiderio comune. La logica community, infatti, prevede prima la formazione di un’identità comune e solo successivamente la creazione di un modello di business. I social media hanno facilitato e accelerato questo tipo di economia, sebbene sia importante puntualizzare che trasformare una comunità in una realtà aziendale resta complicato, necessita tempo, voglia e abilità.
“Il senso di appartenenza si costruisce comunque nel tempo”, puntualizza infatti Mainieri, sottolineando che il processo di creazione della comunità passa quasi sempre dall’adozione di tradizioni comuni o dalla presa d’atto di una responsabilità morale condivisa. Nel libro l’autrice prova a identificare una sorta di cassetta degli attrezzi per chi volessi intraprendere la strada della community economy, evidenziando che fondamentalmente tutto parte dall’individuazione di un bisogno comune.
“Anche la PA può lavorare secondo questa logica abilitante” conclude Mainieri, soprattutto in virtù del fatto che il luogo dove è più facile assistere alla creazione di comunità sono le città. Sta infatti alle PA trovare un modo per abilitarle e inserirle in una logica di implementazione dei servizi.