Rangone: quali scelte per una vera “politica industriale dell’innovazione”

Politica industriale dell'innovazione: quali le urgenze per il 2020?
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Andrea Rangone, CEO Digital360, commenta lo scenario della politica industriale per l’innovazione nel nostro Paese, che sarà uno dei temi di FORUM PA 2020

6 Febbraio 2020

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Redazione FPA

In occasione della presentazione dell’Annual Report di FPA abbiamo incontrato Andrea Rangone, CEO Digital360, e gli abbiamo chiesto un commento sullo scenario della politica industriale per l’innovazione nel nostro Paese, che sarà uno dei temi centrali di FORUM PA 2020.

Parlando di sviluppo del Paese in ottica “smart nation”, non possiamo non riferirci al ruolo delle imprese e, in particolare, agli scenari aperti dalla trasformazione digitale. L’accento è sulla necessità di una “politica industriale dell’innovazione”. Partiamo da questa espressione: cosa significa?

Nel nostro Paese è una parola che non si sente spesso. Se vogliamo dare una definizione, possiamo dire che è l’insieme di azioni che un governo centrale o locale attua per accelerare e indirizzare l’evoluzione, la trasformazione del tessuto economico produttivo. È una parola molto bella, ma in Italia siamo in grado di fare politica industriale? Ci vorrebbero ore per rispondere…

Ma senza parlarne per ore, possiamo indicare da dove dovremmo partire?

Dovremmo agire immediatamente su tre fronti. Prima di tutto spronare le imprese italiane, anche quelle medie e piccole, verso la trasformazione digitale. Il Piano per la trasformazione 4.0 va già in questa direzione, bisognerebbe potenziarlo in termini di risorse. Poi si dovrebbe agevolare il rinnovo del tessuto economico e produttivo italiano attraverso lo stimolo di nuova imprenditorialità, in particolare quella più innovativa e tecnologica. Anche qui è stato sbloccato il Fondo per l’innovazione, adesso mi aspetto tanto da questo fondo a partire da una dotazione importante affinché acceleri il processo di nascita, sviluppo e crescita delle start up italiane. Infine, un accenno all’infrastruttura telco, dato che alcune aree del Paese sono ancora dotate della “ultrabroadband”.

In tutto questo, quale il ruolo della Pubblica amministrazione?

In un Paese come il nostro in cui la spesa legata alla Pubblica amministrazione pesa complessivamente circa il 50 per cento del PIL, un’accelerazione nella digitalizzazione della PA può portare molti benefici. Ne indicherei tre in particolare: risparmio di costi e maggiore produttività, con migliore livello dei servizi; un impatto positivo su cittadini e imprese, con processi di sburocratizzazione e risparmio di tempo; un aumento della cultura digitale a tutti i livelli, che è davvero un elemento centrale per il nostro Paese.

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