Ripresa economica, centralità dell’azione pubblica e trasformazione digitale: l’intervista al Premio Nobel Michael Spence, in attesa del keynote speech a FORUM PA 2022

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Lo statunitense Michael Spence, economista americano di fama mondiale, vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2001 per i suoi studi sugli effetti delle asimmetrie informative sui mercati, sarà ospite il 14 giugno del FORUM PA 2022. Grazie alla sua competenza – e al suo legame particolare con il nostro paese – saremo in grado di definire al meglio lo stato dell’arte dell’economia mondiale e nazionale alle prese con la ripresa post-pandemica e le attuali crisi internazionali. In attesa di questo appuntamento, l’abbiamo incontrato per una breve anticipazione di quello che sarà il suo keynote speech. Ascolta l’intervista

13 Aprile 2022

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Mauro Tommasi

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Iscriviti all’Arena del 14 giugno a FORUM PA 2022 per seguire il keynote speech di Michael Spence (si potrà seguire in presenza oppure online)

Era il 2012 quando, a quattro anni dallo scoppio della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti, Michael Spence pubblicava “The next convergence: the future of economic growth in a multispeed world”. In questo saggio, in aggiunta alla presa d’atto che il sistema di sviluppo fin lì applicato non fosse più replicabile, l’economista americano rifletteva sulla necessità di rifondare il sistema produttivo globale e il mondo dell’occupazione in funzione della sempre più forte interdipendenza tra i paesi dettata dall’avanzamento dei processi di digitalizzazione e della sempre più diffusa rete di connettività.

Dieci anni dopo la situazione sembra essere andata oltre quella che veniva considerata “la crisi” per antonomasia: il mondo è stato scosso dalla pandemia e dalle più recenti crisi internazionali, che hanno portato – e continuano a farlo – grandi disagi alla popolazione e alle istituzioni pubbliche e private. Le economie e i modelli di sviluppo continuano ad essere considerati da ricostruire, mentre il progresso tecnologico ha continuato ad avanzare fungendo da acceleratore di cambiamento. Lo abbiamo vissuto chiaramente durante la fase più acuta della pandemia, quando solo grazie al digitale è stato possibile mantenere la continuità operativa di organizzazioni pubbliche e private.

La domanda da porsi è dunque la seguente: perché stavolta dovrebbe essere diverso? Cosa ci fa pensare che questa nuova convergenza possa davvero portare ad un cambiamento strutturale del nostro modello di sviluppo? E ancora, può davvero essere il digitale – con tutte le sue relative applicazioni nel settore pubblico e privato – la chiave di questo processo di trasformazione?

Per provare a rispondere a queste domande al FORUM PA 2022 abbiamo invitato proprio Michael Spence, vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2001 – insieme a Joseph Stiglitz, che è stato ospite d’onore dell’ultima edizione di FORUM PA – per i suoi studi sui mercati con informazione asimmetrica. Oggi professore emerito in Management presso la Graduate School of Business dell’università di Stanford, Spence è un grande studioso degli effetti della cosiddetta quarta rivoluzione industriale – quella tecnologica e dell’industria 4.0 – e delle grandi trasformazioni da essa derivanti: lo spostamento dell’economia globale verso l’Asia, l’accelerazione dei processi di trasformazione digitale in ambito economico e sociale, l’evoluzione del sistema sanitario dettato dalle scienze biomediche, e chiaramente l’enorme sfida del cambiamento climatico e della transizione ecologica.

Pochi anni dopo aver conseguito il dottorato in economia presso l’università di Harvard nel 1972 – dove è poi tornato per dirigere il dipartimento di economia – ha ricevuto prima il “John Kenneth Galbraith Prize” per l’eccellenza nell’insegnamento, poi la “John Bates Clark Medal” per il significativo contributo al pensiero economico e alla conoscenza. Dal 2011 è professore aggiunto presso la SDA School of Management della Bocconi di Milano, che lo ha portato a guardare da vicino le dinamiche di sviluppo italiane a legarsi particolarmente al nostro paese, dove ormai trascorre gran parte del suo tempo.

Lo abbiamo incontrato per una breve anticipazione di quello che sarà il suo keynote speech, in programma il 14 giugno a FORUM PA 2022 nell’Arena mattutina.

Quello che non siamo riusciti a prevedere. “La convergenza di cui parlo nel libro è andata abbastanza bene – ha detto Spence, prendendo ad esempio l’espansione della classe media – ma ora ci troviamo in un mondo completamente nuovo”. Ci sono infatti alcuni elementi che secondo Spence abbiamo sottovalutato, in primis la portata della trasformazione digitale. “Non abbiamo previsto l’esplosione dell’attività imprenditoriale legata al settore digitale”, e contemporaneamente non abbiamo considerato seriamente tutto ciò che circonda i processi di transizione ecologica e di applicazione biomedica. 

Quali prospettive per l’Italia in termini di imprenditoria digitale? “Oggi fare impresa è strettamente legato all’utilizzo di tecnologie digitale e web” ha concluso Spence dimostrandosi ottimista sul futuro del nostro paese in questo senso. Questo fenomeno è sostanzialmente globale, ma, come dice Spence, “l’ecosistema in cui prosperano questi fenomeni di innovazione continua ad essere locale”. Secondo Spence “l’Italia ha basi molto forti in campo ingegneristico e tecnico e un capitale umano molto solito”, dunque il potenziale è molto alto.

Non perdere l’occasione di ascoltare le sue riflessioni al prossimo FORUM PA 2022, evento in programma dal 14 al 17 giugno in presenza a Roma e online sulla piattaforma di diretta di FPA.

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