A Viterbo tappa conclusiva del DataLab Lazio Tour - FPA

A Viterbo tappa conclusiva del DataLab Lazio Tour

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Oggi a Viterbo tappa conclusiva del tour regionale
sugli open data, che ha visto oltre 300 attori del territorio inaugurare un
nuovo percorso di
apertura e riutilizzo dei dati pubblici.

17 Novembre 2015

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Michela Stentella

Cinque eventi in sei mesi, con oltre 300 attori del territorio protagonisti di incontri e laboratori: da rappresentanti di startup a insegnanti e studenti, da amministratori a cittadini e attivisti dell’open data. Con il DataLab Lazio Tour, che ha visto oggi a Viterbo la tappa conclusiva, la Regione Lazio ha avviato un nuovo corso, portando sui territori il tema open data, valorizzando le esperienze di innovazione esistenti, potenziando l’ascolto delle istanze locali, mostrando attraverso esempi concreti cosa può significare il processo di apertura e riutilizzo dei dati pubblici in termini di partecipazione, trasparenza e sviluppo economico.

“Il tour, che si conclude oggi a Viterbo dopo aver toccato Albano, Cassino, Formia e Rieti, ha fatto emergere con forza la volontà di essere coinvolti, la dinamicità dei territori interessati, la necessità di un costante contatto tra imprese, amministrazioni locali e Regione Lazio – ha sottolineato Simone Ursini di LAit SpA, società che ha realizzato il progetto regionale in collaborazione con FPA, Sinergis e Depp -. Di particolare importanza il coinvolgimento delle scuole, sempre attive e presenti nella realizzazione di laboratori sperimentali sull’utilizzo dei dati aperti. Un’esperienza dunque da replicare nel prossimo futuro con un’ancora più intensa azione di presenza e coinvolgimento sul territorio”.

“Il DataLab Lazio Tour, come tutto il progetto open data della Regione, ha promosso l’empowerment delle amministrazioni e l’engagement dei cittadini, due elementi indispensabili per passare a una nuova fase degli open data – ha aggiunto Gianni Dominici, Direttore generale di FPA -. Una fase in cui i dati vengono liberati non per adempiere a una norma né perché va di moda, ma per rispondere a un bisogno reale. Si inaugura così una nuova stagione, in cui amministrazioni, cittadini, imprese, associazioni lavorano fianco a fianco alla soluzione di problemi condivisi”.

La tappa di oggi, organizzata da Regione Lazio in collaborazione con il Comune di Viterbo, ha messo in luce un territorio ricco di energie, come dimostrano le startup e le esperienze innovative presenti all’interno dell’incubatore ICult di BIC Lazio – tra queste erano presenti Coderdojo Viterbo, la “palestra” per giovani programmatori che avvicina gratuitamente i giovani alla cultura digitale, e FabLab Viterbo – e il Festival di Cultura Digitale “Medioera” che si tiene a Viterbo dal 2010. E ancora, il mondo accademico e quello delle imprese artigiane, a completare il ventaglio di soggetti chiamati a collaborare con le amministrazioni provinciale e comunale nel percorso verso l’apertura dei dati, ancora tutto da scoprire.

“Gli open data possono offrire una grande spinta allo sviluppo economico del territorio, ma sono per noi un tema nuovo – ha concluso infatti Luisa Ciambella, Vice Sindaco del Comune di Viterbo – per questo l’appuntamento di oggi rappresenta un’importante opportunità di crescita per tutti, prima di tutto per i nostri dipendenti e funzionari. I Comuni, infatti, di fronte al cambiamento, che sia tecnologico oppure organizzativo, si trovano spesso in difficoltà proprio perché non hanno al loro interno le figure con le competenze necessarie. Noi ci crediamo e vogliamo investire in cultura digitale: per esempio abbiamo già stanziato dei soldi per rendere uniformi i gestionali usati nei diversi uffici e per realizzare un ‘portale del cittadino’, di prossima pubblicazione. Gli open data rientrano a pieno titolo in questo percorso di cambiamento che stiamo avviando”.