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Acquisti ICT, i cinque problemi che frenano lo sviluppo

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Proseguono i lavori del tavolo di lavoro sul procurement. FORUM PA 2016 è stata l’occasione per cominciare a delineare le raccomandazioni che ci siamo proposti di portare all’attenzione del decisore pubblico. Appuntamento a luglio per il prossimo confronto

27 Maggio 2016

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Eleonora Bove, FPA

Domanda qualificata, competenze e progettualità: questi gli elementi su cui lavorare per fare un efficace procurement dell’innovazione in ambito pubblico, secondo i partecipanti al tavolo di lavoro de I Cantieri della PA digitale, che si è riunito per la seconda volta in occasione di FORUM PA 2016.

Dal confronto tra i rappresentanti del mondo degli acquisti pubblici e le maggiori realtà private, sono emerse le seguenti criticità:

  • Domanda di servizi scarsamente progettuale: spesso si informatizza l’esistente e di conseguenza “l’inefficienza”, invece di pensare il processo già in digitale.
  • Domanda frammentata: ogni PA, pensiamo soprattutto all’ambito locale, ha le sue particolari esigenze il che non permette un’analisi aggregata dei fabbisogni e razionalizzazione della spesa pubbica.
  • Pesante architettura normativa: i vincoli spesso eccessivi imposti dalla normativa rallentano le procedure di gara e quindi gli acquisti, che nel caso dell’innovazione è un forte fattore debilitante.
  • Carenza di competenze interne alla PA: i funzionari pubblici dovrebbero essere formati alla progettualità, alla gestione corretta dei contratti, al monitoraggio e alla gestione dei processi.
  • Difficoltà di accesso alle procedure di gara per le PMI e le start up: le PMI costituiscono l’78% del PIL, ma solo il 28% di loro riescono a prendere parte alle gare pubbliche.

C’è ancora molto da fare, alla luce delle profonde difficoltà che negli uffici pubblici si riscontrano fin dalla preparazione di una gara. La carenza di competenze appare essere il nodo centrale; una carenza che per essere colmata richiede un serio piano di formazione continua, che potrebbe funzionare con un mutuo-scambio di conoscenze tra i dipendenti pubblici, ove le figure più preparate potrebbero accompagnare, almeno nei primi tempi, i colleghi. Una soluzione dettata soprattutto dalla carenza di risorse finanziarie da destinare alla formazione.

Sul tema delle nuove professionalità si è inoltre dibattuto molto, essendo il change management un tema molto caro agli esperti intervenuti. La PA, lo abbiamo scritto più volte, ha bisogno di manager in grado di governare il cambiamento, ad esempio monitorando i bisogni del territorio e indirizzando le scelte pubbliche verso una maggiore razionalizzazione della spesa.

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