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Consolandi: “Informatici in prestito? No grazie. La svolta richiede professionisti”

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Enrico Consolandi, magistrato, tribunale di Milano

E’ notizia dei giorni scorsi l’arrivo di mille esperti informatici negli uffici giudiziari italiani nel biennio 2016/2017, per supportare il processo di digitalizzazione della giustizia. E’ quanto prevede l’articolo 771 della legge di Stabilità 2016.

Della necessità di risorse umane da dedicare al processo telematico la finanziaria si fa carico in modo per altro tortuoso.

Le assunzioni previste non sono nuove, perché si tratta di personale della c.d. Area Vasta – è nuova solo la superfluità del consenso della amministrazione – e non è detto che abbiamo skill professionale specifico, perché è personale proveniente da altri settori e nemmeno necessariamente destinabile alla sola informatica, ma genericamente agli uffici giudiziari, da qualche anno in deciso calo numerico. L’ultimo concorso è dello scorso millennio.

La Finanziaria prevede però la possibilità di altro personale assunto dai COA (Consigli ordine avvocati) che potranno “distaccarlo” con apposite convenzioni, presso i Tribunali e le Corti: questo sì deve essere personale specificamente dedicato alla informatica. Una possibilità sicuramente interessante, ma si deve scontrare con la realtà: occorre prima un atto amministrativo di “convenzione-quadro” approvato dal ministero, occorre che ci sia la volontà dei singoli COA e infine la loro disponibilità finanziaria.

La stessa finanziaria stanzia somme importanti per investimenti nell’informatica processuale: colpisce la scarsa attenzione, invece, al personale che la deve gestire, senza il quale rischia di andare sprecato anche il nuovo investimento. La crescita tecnologica non ha bisogno di personale “imprestato”, avventizio o non qualificato, bensì di tecnici professionali e preparati che sappiano progettare e gestire l’informatica, i relativi problemi ed acquisti, senza di che anche i cresciuti investimenti rischiano di andare sprecati. Occorre fare attenzione: le locuste sono sempre in agguato.

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