Covid19, perché è meglio una cashless society - FPA

Covid19, perché è meglio una cashless society

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In un momento in cui anche il contante è visto come possibile veicolo di contagio, i pagamenti digitali e l’ecommerce si dimostrano da rafforzare per garantire sicurezza e tracciabilità

25 Marzo 2020

Cantieri PA

Gli articoli a firma della community di FPA impegnata nei processi di innovazione digitale della PA

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Giorgio Porazzi

Senior Consultant Epayment

Photo by Matt Noble on Unsplash

L’attuale emergenza sanitaria sta condizionando la di vita di tutti, obbligando a un maggior ricorso alle tecnologie digitali che possano garantire “distanze di sicurezza” tra ciascuno di noi e i propri vicini, amici e non.  Anche a casa propria, non si sfugge a questa regola. Ecco allora diffondersi abitudini diverse da quelle usuali, sia nella vita lavorativa che in quella privata.

La prima caratterizzata dal ricorso al telelavoro, alle teleconferenze, allo smart working e in generale alla rinuncia, laddove l’attività non sia cardine dei servizi essenziali, a ogni spostamento. La seconda che ci costringe a meglio gestire l’utilizzo dei nostri spazi casalinghi nonché delle nostre abitudini e dei nostri stili di vita, dovendo fondamentalmente rinunciare a ogni relazione fisica interpersonale.

Ecco quindi che anche per le attività casalinghe, come per quelle lavorative, si dà ampio spazio al digitale facendo incrementare l’utilizzo del computer e delle piattaforme social per mantenere vivi i rapporti interpersonali e per approcciare in modo digitale anche le attività ricreative.

L’e-commerce in crescita

E poi, tutti a fare e-commerce: manca la frutta, è finita l’insalata e non ci sono più uova. Magari aggiungiamo il detersivo per la lavastoviglie e una confezione, facciamo due, di spaghetti. Già, l’e-commerce.

Con la apertura controllata e contingentata dei negozi di generi alimentari e dei supermercati, e con l’esortazione a limitare ove possibile l’uscire da casa, ci si trova immancabilmente di fronte a siti che dichiarano di non avere più disponibilità per le consegne a domicilio oppure che smettono di funzionare a causa dell’elevato numero di accessi.

Ma l’e-commerce sta reagendo a questa situazione.

Sebbene quindi di fronte a una situazione negativa assolutamente unica per caratteristiche e vastità, l’e-commerce sta cercando di reagire con assunzioni e consolidamento di filiera per non compromettere l’immagine della propria efficacia costruita nel tempo. Né le problematiche di questi giorni devono alimentare lo scetticismo nel confronto di questi operatori.

Il ricorso ai pagamenti digitali

Nondimeno, proprio perché non possiamo vivere di solo digitale, occorre comunque ripensare l’accesso alle strutture sotto casa. Accesso che ovviamente si materializza come “fisicità a distanza”, e anche il pagamento deve sottostare a questa precauzione.

In un momento in cui anche il contante è visto come possibile veicolo di contagio, ogni esperienza che si muova nell’assenza di contatto fornisce una risposta efficace al problema attuale e contribuisce al rafforzamento di una abitudine che dall’e-commerce deve ampliare il suo raggio d’azione anche al fisico, non potendosi esaurire tutta la nostra esperienza con l’acquisto on line.

Pagamenti digitali, quindi, da remoto o in prossimità. E in prossimità cerchiamo di fornire alla clientela strumenti che permettano di espletare la transazione di pagamento tutta senza contatto:

  • siano dotati di funzionalità contactless (nfc, Qrcode e App);
  • non prevedano la digitazione del pin sul POS dell’esercente (è un “contatto”);
  • eliminando la consegna dello scontrino, ovvero prevedendo il rilascio dello scontrino in forma telematica, laddove proprio non si potesse farne a meno, e non più cartacea.

In questa situazione emergenziale, dove a volte la tentazione è quella di rinchiudersi, occorre reagire e modificare il nostro comportamento per trarre insegnamenti preziosi oggi, ma validi anche domani.

In Europa e Italia si punta alla cashless society

Possiamo ad esempio operare per limitare le code in banca o alle poste per il ritiro della pensione o per un prelievo quotidiano a cui alcune fasce della popolazione sono abituate, non sempre perché sprovviste degli strumenti di pagamento, soprattutto sensibilizzando tutti coloro che hanno forse dimenticato di avere tali strumenti nel portafoglio.

Ricordiamo che a livello europeo, sono state prese specifiche azioni per incrementare i pagamenti digitali:

  • ampliamento di attori e servizi per titolari ed esercenti a seguito della entrata in vigore della PSD2
  • ampia diffusione di smartphone caratterizzati da una pervasiva intrusione nel mondo dei pagamenti con App che sfruttano le diverse tecnologie disponibili presso i merchant (NFC, QRcode, Account-to-account)
  • migrazione al contactless del parco carte e terminali di pagamento.

E anche l’Italia ha puntato sui pagamenti digitali, con il varo di misure a favore di consumatori ed esercenti. Anche se non sappiamo quantificare in questi giorni quanto queste azioni possano mostrare la loro efficacia e in quanto tempo, certamente la loro adozione su larga scala fornirebbe oggi un aiuto per affrontare lo stato emergenziale in cui ci troviamo.