Dopo il PNRR, la PA deve dimostrare l’impatto dei progetti digitali
Dalle milestone al valore pubblico: dati, adozione e risultati misurabili diventano il vero banco di prova della trasformazione digitale. Le esperienze raccontate da DXC Technology a FORUM PA 2026 indicano come passare dal progetto consegnato al servizio che cambia davvero la vita di cittadini e cittadine, imprese e dipendenti pubblici.
26 Ottobre 2026
Redazione FPA

Foto di Aline de Nadai su Unsplash
Il PNRR ha permesso alla PA di effettuare una trasformazione digitale senza precedenti. In questi ultimi anni, solo la Strategia Italia digitale 2026 ha destinato 6,74 miliardi di euro di fondi PNRR alla digitalizzazione delle amministrazioni, intervenendo su infrastrutture, cloud, interoperabilità, servizi pubblici online, identità digitale, cybersicurezza e competenze.
E i risultati sono tangibili: il 70 per cento della popolazione ha un’identità digitale, più di 12mila enti pubblici sono migrati in cloud sicuri e l’80 per cento dei servizi pubblici essenziali sono erogati digitalmente.
Adesso però che il ciclo del PNRR è concluso, dobbiamo affrontare questa fase come se ci trovassimo di nuovo al punto d’inizio. Sembrerà strano: verrebbe naturale fermarsi un attimo per godersi i risultati ottenuti, ma non si potrebbe fare errore più grande.
Sono molteplici le sfide che ci attendono: in primis, la PA deve saper manutenere tutto ciò che è stato fatto. E questo soprattutto nelle pubbliche amministrazioni più piccole, che adesso devono fare i conti con la richiesta di servizi più evoluti, la manutenzione degli stessi e l’implementazione delle competenze del personale.
In seconda battuta, la pubblica amministrazione deve verificare se i miliardi arrivati tramite il PNRR hanno realmente (e di quanto) ridotto il tempo necessario per completare una determinata pratica, eliminato passaggi amministrativi, diminuito gli errori delle persone che vi lavorano.
Anche su questo cambio di prospettiva si sono concentrati gli appuntamenti ai quali ha partecipato DXC Technology a FORUM PA 2026. Dalla misurazione del ROI alla governance dei dati, dalle esperienze territoriali agli ecosistemi informativi, emerge una stessa indicazione: il successo di un progetto digitale non coincide con la sua consegna, ma con il valore pubblico che riesce a generare.
Nella tavola rotonda “Misurare l’innovazione: metriche, impatto e ROI dei progetti digitali nella PA”, Nicola Mangia, Amministratore delegato di DXC Technology Italia, ha richiamato la necessità di non fermarsi alle clausole contrattuali e agli adempimenti formali: “Bisogna superare gli schemi semplicistici del formalismo e centrare elementi concreti che caratterizzino l’impatto sul sistema e diano una proiezione di futuro”.
Un esempio discusso nel panel rende visibile la differenza. Per l’app sanitaria campana Sinfonia, infatti, l’attenzione degli interlocutori internazionali non si è concentrata sui download, ma sul numero di persone che accedevano concretamente ai servizi sanitari. Il download è un dato di diffusione, mentre l’utilizzo effettivo del servizio è un indicatore di valore.
Il punto, dunque, non è misurare di più. È misurare ciò che conta: non conta soltanto la piattaforma realizzata, ma la sua adozione; non solo la spesa sostenuta, ma il beneficio prodotto per persone, amministrazioni e territori.
Territori: la qualità si misura nella vita quotidiana
E dove è possibile riscontrare l’impatto in maniera più evidente? Dai territori, naturalmente, la vera cartina al tornasole delle politiche pubbliche. Se un territorio risponde bene a un servizio, l’impatto è sotto gli occhi di tutti.
Nel talk in collaborazione con DXC dal titolo “Territori che guardano al futuro”, sono stati presentati degli esempi concreti: Roma Capitale ha raccontato la riprogettazione del contact center e del CRM, con assistenti virtuali a supporto sia dei cittadini sia degli operatori, mentre la Regione Sardegna ha illustrato un percorso basato sulla governance dell’intelligenza artificiale e sulle infrastrutture regionali, con particolare attenzione alle aree interne e ai punti di facilitazione digitale.
In quell’occasione, Francesco Lombardo, Healthcare Industry Lead di DXC Technology Italia, ha indicato il criterio che dovrebbe guidare i progetti locali: “Le metriche con cui i territori decidono di misurarsi non sono metriche posticce che servono a smarcare un adempimento: esprimono l’ambizione di avere un impatto molto forte sulla vita delle persone”.
Ecosistemi e reti: misurare ciò che una singola amministrazione non vede
Gli impatti più importanti, però, passano attraverso enti diversi. Salute, ambiente, ricerca, logistica e sviluppo urbano richiedono dati e responsabilità distribuiti. Nella tavola rotonda “Ecosistemi e reti come amplificatori cognitivi”, i progetti One Health e il Sistema integrato di monitoraggio ambientale hanno mostrato come l’interoperabilità possa sostenere prevenzione, lettura dei segnali deboli e governance anticipatoria.
Lombardo ha descritto così il salto di qualità: “Per la prima volta il digitale, anziché essere legato a un ruolo strumentale, diventa davvero leva strategica in una visione di valorizzazione dei dati”.
In questa prospettiva, il KPI non appartiene più a una sola struttura. Deve seguire la filiera: qualità del dato, rapidità di condivisione, capacità di coordinamento, decisioni assunte e risultati prodotti sul territorio. È anche il modo per evitare che la fine del PNRR lasci piattaforme isolate o costi di manutenzione senza una chiara priorità pubblica.
Un cruscotto essenziale per la PA post-PNRR
La sfida non è moltiplicare gli indicatori. È selezionare poche misure leggibili, attribuire la responsabilità dei benefici e usarle per correggere i progetti in corso. Un cruscotto essenziale dovrebbe includere: adozione reale del servizio; tempi e costi per utenti e amministrazione; qualità, completezza e riuso dei dati; accessibilità e inclusione; soddisfazione degli utenti.
La misurazione deve essere progettata all’avvio, partendo da una fotografia della situazione iniziale. Deve proseguire durante l’esecuzione, così da intercettare scostamenti e correggere la rotta. E deve continuare dopo la consegna, quando emergono gli effetti reali. È qui che il ROI pubblico supera la logica strettamente finanziaria: un progetto crea valore quando rende un diritto più accessibile, una decisione più informata o un’amministrazione più capace.
La fase che si apre dopo il PNRR non richiede meno innovazione, ma innovazione più dimostrabile. Gli eventi di DXC Technology a FORUM PA 2026 convergono su un punto: piattaforme, cloud e intelligenza artificiale sono abilitatori, non il risultato finale. Il risultato è il cambiamento osservabile nei servizi e nei territori. Per la PA, la nuova milestone è l’impatto.