FORUM INNOVAZIONE Sardegna: un commento sulla giornata

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Lo scorso 19 aprile, l’auditorium della Fiera Internazionale di Cagliari ha ospitato la quarta tappa del FORUM DELL’INNOVAZIONE. L’evento, fortemente voluto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione, organizzato da FORUM PA e ospitato e copromosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, ha provato a fare il punto sullo stato dell’arte del territorio sardo rispetto all’innovazione e ad offrire qualche suggerimento alle strutture del Ministro Brunetta sulle leve su cui puntare. 

26 Aprile 2010

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Tommaso Del Lungo

Articolo FPA

Lo scorso 19 aprile, l’auditorium della Fiera Internazionale di Cagliari ha ospitato la quarta tappa del FORUM DELL’INNOVAZIONE. L’evento, fortemente voluto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione, organizzato da FORUM PA e ospitato e copromosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, ha provato a fare il punto sullo stato dell’arte del territorio sardo rispetto all’innovazione e ad offrire qualche suggerimento alle strutture del Ministro Brunetta sulle leve su cui puntare. 

Semplicemente guardando la fila al desk di accredito, già alle 8.30 del mattino si capiva che la partecipazione all’evento sarebbe stata straordinaria. Le mille persone che hanno affollato l’auditorium della Fiera Internazionale di Cagliari nella mattinata del 19 aprile scorso e le oltre 500 che si sono divise nei tre workshop del pomeriggio hanno, poi, dimostrato che il FORUM DELL’INNOVAZIONE Sardegna è andato a toccare un tema centrale per il territorio sardo: l’innovazione come leva strategica per uscire dalla crisi.

Su Saperi PA sono disponibili i materiali e gli atti del FORUM DELL’INNOVAZIONE Sardegna

La giornata si è aperta con una riflessione che ha coinvolto l’innovazione a 360 gradi. Dall’innovazione organizzativa, presentata dal Sindaco di Cagliari Emilio Floris, che ha illustrato il percorso di certificazione di qualità per i processi interni intrapreso dall’amministrazione comunale, all’innovazione digitale che in Sardegna riguarda numerosi settori verticali come il turismo e i beni culturali, la sanità (con la rete di medici di medicina generale e il fascicolo elettronico), la scuola; dall’innovazione realizzata dal sistema della ricerca scientifica, all’innovazione nella gestione della cosa pubblica (con un percorso di accesso alla dirigenza pubblica regionale avviato insieme alla SDA Bocconi); fino all’innovazione sul territorio portata avanti grazie all’infrastruttura in fibra ottica che porterà al 96% degli abitanti dell’Isola una connessione a 20 Mb: “La rete di questa portata più estesa d’Europa,” come l’ha definita l’Assessore regionale all’Organizzazione Maria Paola Corona.

Se dovessimo riassumere in uno slogan il quadro che è uscito dalla mattinata istituzionale, potremmo ricorrere a quello utilizzato nelle conclusioni proprio dall’assessore Corona: “La Sardegna può essere descritta come un sistema che pur avendo tutte le carte in regola per compiere un salto decisivo in direzione di uno sviluppo avanzato, non ci riesce, e da anni combatte con la crisi del settore industriale che logora economia e sistema sociale”.

Su Saperi Pa trovi tutti i materiali dei FORUM DELL’INNOVAZIONE

Alla Sardegna, infatti, non mancano né le infrastrutture digitali, né le competenze (Università e centri di ricerca di eccellenza a livello mondiale), né una pubblica amministrazione avviata su un percorso di innovazione e ripensamento del suo ruolo, della sua missione e degli strumenti da utilizzare per raggiungerla.
Cosa manca allora? Il centro del dibattito nella tavola rotonda e delle sessioni parallele del pomeriggio è stato proprio questo. Cosa manca al territorio sardo per spiccare il salto di qualità?

La chiave di questo problema da molti dei relatori è stata individuata nella dialettica tra Stato centrale e territorio. Come già emerso nei passati appuntamenti del FORUM DELL’INNOVAZIONE, è stata riaffermata da più voci la convinzione che la competitività di un paese vada cercata nella capacità dialettica tra centro e periferia, in quel “moto circolare dell’innovazione” proposto da Carlo Mochi Sismondi in un editoriale di qualche tempo fa.

In occasione del FORUM PA 2010 il FORUM DELL’INNOVAZIONE farà tappa a Roma. L’appuntamento è il 18 maggio alle ore 15.00 con il convegno "Oltre la crisi: l’innovazione nei sistemi territoriali fa sistema per lo sviluppo del Paese. – L’esperienza dei Forum dell’Innovazione". Iscriviti!

Se Renzo Turatto ha sostenuto che lo sviluppo e la competitività del paese da sempre, in Italia, sono stati affidati ai territori e che, quindi, ancora una volta è a loro che va chiesta (attraverso l’ascolto) la “ricetta” per portare il paese fuori dalla crisi, il prefetto Giovanni Balsamo ha ricordato che ci sono cose che un territorio non può fare senza una indicazione chiara che venga dal centro. L’assessore della Regione Sardegna Giorgio La Spisa, con delega al bilancio, ha sottolineato, poi, che in tempo di crisi fare innovazione equivale a dover fare delle scelte, cioè orientare la spesa. Dopo aver visto il “patrimonio di innovazione” che la Regione Sardegna già possiede, la scelta più corretta – secondo La Spisa – non è, dunque, orientare la spesa verso nuova dotazione tecnologica o infrastrutturale, ma verso quegli asset che consentono di aumentare la “capacità di innovare”: verso le persone, verso l’istruzione e l’alta formazione, verso la ricerca scientifica di altissimo livello, verso la capacità delle imprese di investire in ricerca e sviluppo e, infine, verso le infrastrutture immateriali a cominciare dall’etica e dall’accesso al credito. Una scarsa considerazione dell’etica (pubblica e privata) e la difficoltà di accesso al credito, infatti, sono sicuramente alcuni tra gli ostacoli che hanno maggiormente bloccato il salto di qualità della Sardegna.

Nel pomeriggio la discussione si è focalizzata su tre aspetti centrali dell’innovazione sul territorio sardo: l’innovazione tecnologica e l’e-Government; l’innovazione organizzativa nella PA e le novità introdotte dalla riforma Brunetta; e, infine innovazione e trasferimento tecnologico, come strumento per valorizzare la ricerca scientifica e trasformarla in valore competitivo per le imprese del territorio.

Il messaggio centrale che i partecipanti e i rappresentanti del Ministro hanno portato a casa da questa giornata di lavori è che l’innovazione deve nascere nel territorio e dal territorio, ma in ogni processo innovativo la pubblica amministrazione ha il ruolo fondamentale di mediatore e di facilitatore. La pubblica amministrazione è la più grande azienda della Sardegna (ma questo vale anche per il resto del paese) sia per dipendenti che per risorse a disposizione. Il territorio sardo è ricco di picchi di eccellenza, grandi fari che spiccano anche a distanza, ma il risultato che i cittadini e le imprese si aspettano dalla pa è quello di saper sfruttare la luce di questi “fari” per illuminare in maniera uniforme tutto il territorio.

Quello che i cittadini vogliono è una Sardegna che sappia convertire il proprio secolare isolamento in un futuro integrato e aperta al mondo.