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“Innovazione per tutti”, dalla teoria alla pratica: a Lecce

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La teoria della “innovazione per tutti” è oggi attualissima, e richiede interventi inclusivi e destinati ad un numero sempre maggiore di cittadini. I dati aperti, oltre che garantire trasparenza, interoperabilità ed accessibilità, possono essere utilizzati per realizzare iniziative con finalità sociali e di promozione territoriale. Ecco un esempio

11 Maggio 2016

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Alessandro Delli Noci, assessore all'innovazione tecnologica, Comune di Lecce

“C’è vero progresso soltanto quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”. Una sfida che risale a più di un secolo fa, quando Henry Ford, all’insegna della democratizzazione dell’automobile, affermava che non esiste innovazione se i benefici delle nuove tecnologie non sono rivolti a tutti.

Disquisizioni filosofiche a parte, la teoria della “innovazione per tutti” è oggi attualissima, e richiede, anzi pretende, interventi inclusivi e destinati ad un numero sempre maggiore di cittadini. Il servizio che possono offrire, in tal senso, i dati aperti è davvero enorme. Oltre che garantire, in generale, trasparenza, interoperabilità ed accessibilità, gli open data possono essere utilizzati per realizzare progetti ed iniziative con finalità sociali e, non per ultimo, di promozione territoriale, con benefici per tutti.

In tale ottica ha lavorato il Comune di Lecce, che ha realizzato un progetto di mappatura partecipata per censire le barriere architettoniche e gli stalli per disabili, a supporto della redazione del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) della città.


“#AccessibiLe, Smart Hackathon per l’accessibilità”, questo il nome dell’iniziativa, è stato organizzato dagli Assessorati ai LL.PP. e Innovazione Tecnologica, in collaborazione con l’associazione Movidabilia. Tre giornate di lavoro – il 28, 29 e 30 aprile scorsi – dedicate alla sensibilizzazione, l’informazione e la mappatura vera e propria. Una prima giornata è stata dedicata alla sensibilizzazione in alcuni istituti scolastici della città sul tema della disabilità, degli open data e della mappatura dal basso. Il secondo giorno è stato dedicato ad un evento pubblico, tenutosi presso le Officine Cantelmo di Lecce, per informare sulla normativa nazionale e internazionale in tema di accessibilità, con l’introduzione da parte di un team di esperti nel campo di Open Data, Web Marketing e Osm. La terza giornata, quella ovviamente più produttiva, ha visto ottanta volontari, divisi in sei squadre per sei aree della città, percorrere le vie dei diversi quartieri e, grazie alle segnalazioni tramite file GPX registrato sul proprio smartphone o tablet, contribuire fattivamente alla realizzazione della mappatura.

Sono state georiferite 1.140 barriere architettoniche di diverso tipo: dalla mancanza di scivoli ai gradini e ai pali della segnaletica, 110 stalli per disabili e tutti gli edifici pubblici presenti nel centro di Lecce. Così come luoghi con tabelle visivo-tattili (in braille) per non vedenti, attraversamenti stradali adeguati e semafori con segnalatori acustici, ristoranti per celiaci (qui la mappa).

Si fosse trattato soltanto di una mappatura dal basso – con tutto ciò che essa comporta in termini di condivisione, di creazione di rete e di senso di comunità – sarebbe stato già tanto. Ma non è stato solo questo. Realizzata in concomitanza con l’’#internetday, a trent’anni quindi dalla prima connessione di un nodo italiano alla rete mondiale, la maratona informatica di Lecce è stata la dimostrazione di quanto l’innovazione e il digitale possano mettersi al servizio di una intera comunità, che non esclude nessuno.

Senza considerare, poi, gli indubbi benefici che iniziative di tal genere possono portare in termini turistici e di promozione territoriale: l’ottimizzazione dei propri servizi e l’accesso alle persone con disabilità o anche solo con difficoltà alimentari (come nel caso dei celiaci, ad esempio) non possono che migliorare la reputazione della città in rete (si pensi, ad esempio, alle opinioni che si lasciano sui portali dedicati al turismo) e attrarre un numero maggiori di turisti o avventori. Trattasi, quindi, sembra ombra di dubbio, di buone pratiche e modelli di politica inclusiva ed intelligente, che porta evidenti vantaggi per la città, i suoi cittadini e i visitatori. Un passo importantissimo verso il cambiamento per tutti. Una scommessa che si può assolutamente vincere, come singoli e come comunità.

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