La Sanità da spesa a volano economico: ecco come è possibile

Home PA Digitale La Sanità da spesa a volano economico: ecco come è possibile

La salute è considerata come una voce di spesa
dello Stato, come spesa corrente, invece la salute è una spesa di investimento;
bisogna fare investimenti pluriennali che possano essere ammortizzati nel tempo.
Questo vale per le strutture ospedaliere, ma anche per i nuovi farmaci

4 Marzo 2016

P

Paolo Bonaretti, Consigliere del Ministero dello Sviluppo Economico

La sanità da spesa a volano economico: questo scenario è non solo possibile ma immediato. Oggi abbiamo aspettative di vita sempre più lunghe, che ovviamente dovranno essere accompagnate da cure sempre più specifiche e tecnologicamente più evolute, quindi questo è un mercato che si sta ampliando sia se parliamo di salute in senso stretto, sia se entriamo in quell’area grigia che sta tra salute e assistenza. Quando parliamo di servizi per la salute, parliamo anche del piano finanziario e assicurativo: nel nostro Paese è vero che c’è un fondo sanitario importante, che quest’anno è di 111 miliardi, ma è altrettanto vero che siamo il primo paese in Europa per spesa privata diretta per la salute (circa 33 miliardi quest’anno) e uno degli ultimi per quanto riguarda tutta la parte di fondi mutualistici e assicurazioni in tema di salute. Quindi siamo in una condizione favorevole perché abbiamo: un mercato in forte espansione, una spesa privata alta, la possibilità di crescere molto nel cosiddetto secondo pilastro, quello dell’assistenza per la salute e i servizi sociali. Non dimentichiamo poi che il settore della salute è quello dove si investe di più in ricerca: la dimensione mondiale del mercato della ricerca nella sola farmaceutica è di circa 160 miliardi all’anno. Attrarre ricerca in questo settore significa quindi diventare attrattivi per capitali e investimenti importanti.

Il ruolo dell’innovazione digitale

Pensare a uno sviluppo di questo settore senza la sanità digitale sarebbe impossibile prima di tutto a livello di costi. Il tema centrale in questo settore è la capacità di organizzare bene le valutazioni di impatto delle tecnologie attraverso un sistema coordinato di Health Technology Assessment. Per verificare sia nella fase di sperimentazione che in real live l’efficacia delle tecnologie (farmaci, dispositivi, o altro) è necessario poter gestire grandi quantità di dati, ma soprattutto avere dati qualitativamente molto alti. Quindi Big data, potenza di calcolo, qualità e interoperabilità del dato sono temi fondamentali che vanno al di là del concetto classico di telemedicina, ma costituiscono il substrato fondamentale su cui collocare una sanità innovativa.

I principali ostacoli da superare

È necessario prima di tutto concepire il settore in modo diverso. Noi consideriamo la salute come una voce di spesa dello stato, come spesa corrente, invece la salute è una spesa di investimento, bisogna fare investimenti pluriennali che possano essere ammortizzati nel tempo. Questo vale per le strutture ospedaliere, ma anche per i nuovi farmaci…la ricerca ha ormai costi altissimi, una nuova molecola che arriva sul mercato costa tra un miliardo e mezzo e tre miliardi. Il modo migliore per abbassare i prezzi è curare il maggior numero di persone possibile, trovare un meccanismo di integrazione tra fondo nazionale e fondi integrativi e soprattutto riuscire a eliminare gli elementi di burocraticità che rendono impraticabile un incremento rapido degli investimenti in ricerca clinica. Anche dal punto di vista della programmazione dobbiamo avere a disposizione strumenti finanziari che collochino questi investimenti fuori dal perimetro della pubblica amministrazione e non vadano a incidere sul patto di stabilità. Quindi è tutto un sistema che si deve modificare: nel settore sanitario abbiamo bisogno di fare investimenti pluriennali che saranno ammortizzati nel tempo.